Vademecum dell'escursionista: scarpe - A. S.D. Recolapesce - Messina

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Vademecum dell'escursionista:
un sintetico manuale trekking per il neofita


5 - Calzature da montagna
Premessa

La moderna calzatura da montagna è uno strumento tecnico progettato e costruito per macinare chilometri su terreni di tutti i tipi garantendo sempre al piede un alto grado di protezione e confort.

Vi sono modelli per ogni esigenza raggruppabili sostanzialmente in tre categorie:

Scarponi da montagna – Hanno struttura da rigida a totalmente indeformabile e sono indicati per un uso pesante su roccia, neve e ghiaccio. Garantiscono un alto grado di isolamento e protezione di piedi e caviglie. Richiedono un periodo adeguato di rodaggio.

Scarponi da trekking – Progettate per un uso meno impegnativo sono più elastiche e leggere, senza tuttavia venir meno alla loro funzione protettiva, e consentono una camminata fluida e confortevole. Richiedono un periodo di rodaggio meno lungo.

Scarpe da trekking leggere – Adatte a passeggiate su terreni facili in condizioni atmosferiche favorevoli. Richiedono un periodo di rodaggio molto breve
Struttura dello scarpone
Tomaia:
Può essere interamente in pelle o mista a tessuto. La tomaia mista è più vulnerabile (se si buca con una spina o una scheggia perde l’impermeabilità). Deve garantire supporto sufficiente alla caviglia.
"Bootie" in Gore –Tex:
Garantisce l’impermeabilità ed è presente nei  numerosi modelli che ne portano il marchio.
Intersuola:
Determina la rigidità della scarpa, secondo i tipi.
Suola:
E’ la parte a diretto contatto con il terreno. Il disegno scolpito favorisce il "grip" della scarpa.
Prove al momento dell’acquisto

La qualità della scarpa non garantisce intrinsecamente la sua comodità su chiunque la indossi: occorre che questa si adatti perfettamente al piede, quindi sarà necessario provare e riprovare diversi modelli prima di trovare quello giusto.

Vi sono modelli conformati espressamente per i piedi femminili, ma ciò non può costituire una pregiudiziale perché tutti gli scarponi, in genere, sono ugualmente comodi per entrambi i sessi.

La scarpa va provata con un calzettone da trekking e deve essere anche di una/una e mezza misura più grande della vostra, ciò perché il piede all’interno tende leggermente a gonfiare durante i lunghi tragitti ed in ogni caso ha bisogno di spazio sufficiente per affrontare salite e discese senza essere soggetto a pericolosi attriti.

Quello dello "spazio vitale" del piede all’interno della scarpa è un aspetto molto importante nella scelta. Generalmente ignorato (per inesperienza) dal neofita, non può essere trascurato dal negoziante serio.

La prova da effettuare per verificarlo è la seguente:

con le scarpe allacciate, prima in piedi poi leggermente accovacciati, appoggiate il tacco su uno spessore di 5/6 cm: il piede tenderà a scivolare verso la punta. In questa condizione dovrete avere la sensazione di una caviglia frenata, che preme sul fronte della scarpa senza fastidio (valutate la qualità dell’ imbottitura, che dovrete sentire comoda ed avvolgente), mentre le dita dei piedi non dovranno toccare la punta ed avere spazio sufficiente per muoversi. Questa prova simula la discesa. Al contrario, per la salita appoggerete la punta della scarpa sullo spessore portando leggermente in avanti il busto: in questa condizione non dovete avvertire pressioni fastidiose sui tendini della caviglia ed il tallone deve appoggiarsi bene alla scarpa.

Consigli per l’uso

La bellissima scarpa che avete comprato  molto probabilmente  vi creerà dei fastidi, alla prima uscita, se non rispetterete queste semplici regole:.

   La scarpa necessita di un periodo più o meno lungo di rodaggio, durante il quale la tomaia si assesta conformandosi con il piede: indossatele qualche ora al giorno fin quando non le sentirete pienamente comode, prima di utilizzarle in montagna.
   Attenti alle calze!: di solito ne viene sottovalutata l' importanza e si utilizzano i classici tubolari in cotone o in lana, ovvero quanto di peggio si può utilizzare per rivestire i piedi durante un trekking, causa frequentissima di vesciche e piaghe. Se proprio non potete farne a meno usate calze nuove (sono più morbide ed elastiche), indossatele con la cucitura della punta posizionata verso il basso (le spesse cuciture di questo tipo di calze aumentano il rischio di abrasioni). Molti escursionisti usano sovrapporre due o più paia di calze di questo tipo per isolare maggiormente il piede all'interno della scarpa: se essa lo consente si può provare poiché la tecnica, per quanto discutibile, non è del tutto inefficace.

La calza da trekking, a struttura differenziata (spessa ed ammortizzante sul tallone ed in punta, più sottile ed elastica sul collo del piede), priva di cuciture e quindi di potenziali attriti, traspirante e comoda, è l’ideale. La cifra che dovrete sborsare per un paio di queste calze potrà sembrarvi ingiustificata ma una volta provate vi renderete conto che il livello di comfort che garantiscono è indiscutibilmente superiore.
Se la misura della scarpa è sufficientemente comoda vi consigliamo di accoppiarvi una suoletta ammortizzante: nei negozi specializzati se ne trovano di diverse tipologie, tra le quali consigliamo quelle in gomma con dispositivo di ventilazione del piede e tallone ammortizzato, che aumentano sensibilmente il confort durante la camminata (richiedono una taglia e mezza in più) .

Per concludere consigliamo per precauzione, di tenere sempre ed in ogni caso nello zaino un assortimento di cerotti morbidi, cuscinetti in lattice e cerotti antivesciche, a prescindere dalla qualità di ciò che si mette al piede, poiché il rischio di irritazioni, abrasioni e vesciche si può ridurre al minimo con i dovuti accorgimenti ma mai azzerare del tutto.

prec. <<           >> succ.

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