Vademecum dell'escursionista: sacchiletto - A. S.D. Recolapesce - Messina

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Vademecum dell'escursionista:
un sintetico manuale trekking per il neofita


9 - Sacchiletto e materassini


Struttura di un saccoletto  

Il saccoletto o "sacco a pelo", come dir si voglia, è la morbida e confortevole "cuccia" nella quale ci si rifugia per passare la notte, riposare e recuperare energie.
Il confort di un saccoletto dipende dalla qualità del prodotto, determinata non solo dalla scelta dei materiali, ma anche dai criteri di assemblaggio degli stessi.
Un saccoletto efficace è composto da strati sovrapposti ed indipendenti, anche di materiali diversi, che vanno dalla piuma d'oca ai (preferibili) sintetici quali Hollofil,  Termolite, (entrambi della DuPont), Polarguard, Nylon Ripstop etc.
Le  temperature minime e massime di utilizzo, che devono essere chiaramente indicate dal produttore, sono determinanti nella scelta del saccoletto.

Questa tabella vi aiuterà a trovare la temperatura adeguata in base al tipo di uso:
Da
a
.
3°/5°
10°/14°
Campeggio - camper - barca - Trekking estivo in collina/media montagna
-5°
Trekking primavera/autunno con pernottamento in rifugio o tenda in media/alta montagna
-16°/-12°
-1°/-2°
Trekking invernale con pernottamento in rifugio o tenda -  bivacco all'addiaccio con temperatura non proibitiva.
-20°/-10°
-4°/-6°
Alpinismo - alta montagna
-38°/-20°
-23°/-10°
Spedizioni in alta quota - condizioni estreme
La figura che segue presenta una rassegna completa dei tipi di sacchiletto in commercio:
1 - Rettangolare con cappuccio
2 - A "mummia" con cappuccio
3 - A coperta (vi sono anche le versioni con cappuccio)
4 - Fodera termica (si sovrappone al saccoletto per aumentarne la coibenza)
5 - Saccolenzuolo (si può utilizzare all'interno del saccoletto o da solo come un normale lenzuolo)

Il materassino

Naturale complemento del saccoletto è, ovviamente, il materassino che può essere gonfiabile, autogonfiabile, in schiuma.
Il materassino gonfiabile da trekking (Fig. 1) non ha nulla a che vedere con quello da spiaggia: è innanzitutto più stretto (per non creare problemi di spazio in tenda), leggero  ed è gonfiabile separatamente in ogni sezione.

L'autogonfiante (Fig. 2) è una via di mezzo tra  il gonfiabile ed il nap. Non vi si dorme male, ma ha un difetto: pesa rispettivamente circa il doppio ed il triplo dei primi due.
Il più utilizzato è il tradizionale, leggero ed economico  "nap" in polietilene espanso con lato alluminato per isolare meglio dal terreno (Fig.3).
Con un minimo di abitudine si riesce a riposare a sufficienza: ha il difetto di essere ingombrante, ma esiste anche la versione pieghevole che può essere sistemata all'interno dello zaino.
Il nap si può trasportare  senza alcuna protezione o utilizzando l'apposita custodia.

prec. <<           >> succ.

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