| 1 - LA RISERVA
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L’istituzione
La Riserva è stata istituita ed affidata in gestione all’A zienda
Foreste Demaniali della Regione Siciliana con decreto assessoriale n.
743 del 10 dicembre 1998.
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L’ ubicazione
Ricade in Provincia di Messina, Peloritani centrali, comuni di Ali
Superiore, ltala, Fiumedinisi, Nizza di Sicilia, San Pier Niceto,
Monforte San Giorgio e Santa Lucia del Mela.
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L’estensione
La superficie complessiva della Riserva è di Kmq. 46 circa di cui 15
classificati Riserva integrale (Zona A) e 31,10 di Preriserva (Zona
B).
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Coordinate geografiche
Latitudine: 38º 00’ 58” - 38º 06’ 18”; Longitudine: 15º 18’
20” - l5º 25' 36''
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Riferimento cartografico
Carta I.G.M. foglio 253 lI N.E. - S.E. - S.O.
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Geomorfologia
All’interno della Riserva si riscontrano diverse formazioni
geologiche tra cui spiccano le Metamorfiti con prevalenza di Filladi nel
basso e medio bacino del Fiume Santissima, le Metamorfiti a base di
Anfiboliti alle quote medio-alte e le rocce carbonatiche che
contrassegnano i territori più accidentati. L’altitudine varia dai
200 metri circa registrati nel basso corso del Fiume Santissima, ai m
1279 di Monte Poverello.
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La vegetazione e la flora
All’interno della Riserva sono presenti associazioni vegetali di
grande significato fitogeografico, oltre a piante rare o endemiche.
Lungo i corsi d’acqua si riscontra la tipica vegetazione igrofila,
caratterizzata da Pioppo nero, Salici, Orniello, Olmo campestre,
Oleandro, Tamerice, Alaterno, Robinia pseudoacacia (introdotta).
Al di fuori dei corsi d’acqua e fino ai m 600-800 di quota domina una
fascia di vegetazione a prevalenza di Roverella, alla quale si
affiancano di volta in volta il Bagolaro, il Castagno, il Noce nostrano,
il Gelso nero. Al di sopra degli 800 m. diventano più frequenti
il Leccio, la Carpinella, l’Acerofico, l’Acero montano, la Rovere, l’Agrifoglio,
l’Alloro.
I terreni che più hanno subito la pressione dell’uomo sono coperti da
Erica arborea, Cytìsus villosus, Calicotone villosa, Crataegus monogyna,
Spartìum junceum. Di eccezionale interesse è la presenza dell’endemica
TiIia platyphyllos.
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La fauna
La fauna riscontrata nell’ambito della Riserva è quella propria dei
Monti Peloritani.Tra i mammiferi si segnalano il Gatto selvatico, il
Coniglio selvatico, l’Istrice, il Riccio europeo, il Topo ragno, il
Ghiro, il Quercino, la Martora, la Donnola, il Cinghiale.
Numerosissimi gli uccelli, tra cui molti rapaci diurni e notturni
nidificanti: la Poiana, lo Sparviero, il Gheppio, il Pellegrino, il
Lodolaio, il Barbagianni, la Civetta, l’Allocco. Comuni sono anche i
rettili, gli anfibi, gli insetti. Interesse particolare riveste la
presenza della Coturnice siciliana.
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Interesse etnologico
Sull’ampio pianoro sommitale di Monte Scuderi (m 1253) sono tutt’ora
visibili numerosi frammenti di ceramica e ruderi di vecchie costruzioni
che hanno fatto pensare ad insediamenti all’epoca bizantina. Alcuni
studiosi vi hanno collocato addirittura l’antico centro fortificato di
Mico o Vico, uno degli ultimi a cadere nelle mani degli Arabi al tempo
della conquista dell’isola, unitamente a Rometta e Taormina (altri
pongono tale fortezza presso l’attuale Castello Belvedere di
Fiumedinisi, distante da Monte Scuderi pochi chilometri in linea d’aria
verso Sud-Ovest).
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Interesse mineralogico
La presenza di minerali nei territori di Ali, ltala, Fiumedinisi e
centri viciniori era nota fin dai tempi di Greci e Romani. Ma è a
partire dal secolo XVº che l’estrazione dei metalli viene praticata
su scala industriale come dimostra la grande ferriera inaugurata nel 1562
lungo la fiumara della “Santissima”. Tale attività, con alterne
vicende, si protrae fino al 1961, allorché, anche a causa di ingenti
danni provocati alle strutture da una tromba d’aria, essa viene
interrotta definitivamente. Numerose sono le miniere dismesse ricadenti
all’interno della Riserva da cui si estraeva, oltre al ferro, anche
piombo, argento, zinco, rame, tungsteno. Nuovo interesse ha assunto Io
studio di giacimenti di scheelite.
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