L’istituzione
La Riserva Naturale Orientata “Le Montagne delle Felci e dei Porri”,
è stata istituita con Decreto Regionale del 14/03/1984 ed ha lo scopo
di conservare la vegetazione spontanea e difendere la fauna.
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L’estensione
Si estende su una superficie di 1521 ettari, ricadenti nei comuni di S.
Marina Salma, Malfa e Leni.
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Divisione amministrativa
La Riserva ricade in Provincia di Messina, comune di
Lipari. La gestione della Riserva è stata affidata dalla Regione Siciliana
alla Provincia Regionale di Messina.
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Coordinate geografiche (porto)
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Riferimento cartogralico
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Geomorfologia
L’isola di Salina, seconda per estensione dell’ arcipelago eoliano
con una superficie di circa 26 Kmq, è costituita interamente da rocce
vulcaniche che rappresentano la parte emersa di un complesso vulcanico
che si estende al di sotto del livello del mare fino ad una profondità
di circa 1500 metri. L’attività vulcanica di Salina si è sviluppata
tra 430.000 e 13.000 anni fa. I vulcani più antichi, oggi notevolmente
erosi, sono il complesso Rivi-Capo e il vulcano del Corvo; di formazione
successiva, ancora oggi facilmente individuabili sono i crateri del
Monte Fossa delle Felci (962 mt.), il punto più alto dell’arcipelago,
localizzato nel settore sud-orientale e Monte dei Porri (860 mt.),
situato nel settore occidentale. Questi due ultimi coni vulcanici,
simili tra loro, costituiscono i rilievi più elevati dell’isola
dandole una forma caratteristica da cui ha avuto origine l’antico nome
di Dydime (gemelle). L’attuale denominazione si deve, invece, alle
saline di Lingua ubicate nel laghetto omonimo (frazione del Comune di
S.Marina), ove anticamente veniva prodotto il sale. Il vulcanismo dell’isola
si è concluso definitivamente 13.000 anni fa con le eruzioni del
cratere di Pollara, in atto costituito dalla caldera di collasso all’interno
della quale è stato edificato l’abitato. L’odierna testimonianza
dell’antica attività vulcanica consiste solo nelle manifestazioni
fumaroliche sottomarine in prossimità di Rinella. Percorrendo la strada
provinciale che si inerpica verso Pollara, si possono osservare alcune
peculiarità delle formazioni geologiche che caratterizzano l’isola;
guardando verso monte si possono ammirare bianche pareti verticali di
piroclastiti pomicee caratterizzate dalla presenza di cavità “tafoni”
dovute all’erosione eolica. Dall’alto dei crateri si possono
ammirare paesaggi incantevoli: Pollara e il suo tramonto con il
dissolversi dell’orizzonte in un effetto di continuità tra mare e
cielo; le altre isole dell’arcipelago che circondano Salma,
fiancheggiate ad est dalla costa calabra e a sud dalla costa siciliana
con il maestoso vulcano Etna. Mare incontaminato, tramonti suggestivi,
silenzi irreali, caratterizzano questo spettacolare scenario dal fascino
primitivo che esercita un’attrazione magnetica sul visitatore
generando un prepotente desiderio di ritornare.
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Particolarità floristiche
Nelle zone costiere sono presenti cespugli di Euphorbia dendroides,
Calicotome villosa e Artemisia arborescens. Risalendo, poi, lungo le
pendici dei coni vulcanici si attraversano formazioni arbustive tipiche
della macchia mediterranea in cui dominano erica (Erica arborea),
corbezzolo (Arbutus unedo), cisti (Cistus salvifolius e Cistus incanus),
ginestre (Spartium Junceum, Genista tyrrenia), lentisco (Pistacia
lentiscus) e caprifoglio (Lonicera implexa). Nel versante est del Monte
Fossa delle Felci la macchia a erica e corbezzolo assume l’aspetto di
un fitto bosco con esemplari che raggiungono i quattro metri di altezza.
Sulla sommità dello stesso monte la vegetazione è notevolmente
diversa; qui, infatti, in seguito ai rimboschimenti effettuati dal corpo
forestale negli anni 50, è oggi presente una copertura a pini marittimi
(Pinus pinaster), ontani napoletani (Alnus cordata) e castagni (Castanea
sativa), con sporadiche presenze di erica e corbezzolo. Nella tarda
primavera l’intero cratere si ricopre di un tappeto erbaceo a felci (Pteridium
aquilinum) che, rendendolo particolarmente suggestivo, ne ha determinato
la denominazione “Fossa delle Felci”. Di notevole interesse botanico
sono gli endemismi presenti nella fascia costiera dell’isola: lungo il
litorale si può osservare Limonium minutiflorum, mentre nelle pareti
rocciose è frequente la Centaurea aeolica, a cui si associano Senecio
bicolor, Dianthus rupicola e Scabiosa cretica.
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Particolarità faunistiche
La fauna terrestre è rappresentata dal coniglio selvatico, dal ghiro e
da alcuni serpenti innocui: notevole importanza riveste la lucertola
eoliana Podarcis raffonei, unica al mondo. L’avifauna è assai varia,
grazie anche alla varietà di ambienti presenti sull’isola; numerose
sono le specie di uccelli rapaci che si possono osservare sia stanziali
che migratori.Poiana (Buteo buteo) e gheppio (Falco tinnunculus) si
ritrovano su tutto il territorio, mentre nel versante settentrionale
sono localizzati grillaio (Falco naunianni) e falco pellegrino (Falco
peregrinus), specie rare di interesse europeo. E’ da segnalare poi la
presenza del Falco della Regina (Falco eleonorae) la cui diffusione nel
mondo è limitata al bacino del Mediterraneo ed in particolar modo solo
nelle isole. Salina è l’isola dell’arcipelago più ricca di specie
di uccelli nidificanti, inoltre, la presenza del laghetto di Lingua
permette la sosta di molti uccelli acquatici migratori che non possono
sostare in altre isole per mancanza dell’habitat adatto.
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