TORRENTISMO
Schede forre
Gole di Roccella Valdemone
Cenni generali:
Breve itinerario in forra profondamente incassata in un affioramento calcareo isolato fra terreni argillosi nel versante meridionale dei Monti Nebrodi. Il regime idrico è permanente. I sedimenti argillosi intorbidiscono immediatamente l’acqua altrimenti limpidissima al passaggio dei torrentisti. Il percorso è caratterizzato da numerose brevissime discese in corda doppia intervallate da vasche in cui è necessario immergersi anche se non fino a nuotare. Una spettacolare cascata preceduta da un levigato toboga sub-orizzontale conclude l’itinerario. 

Verticale max 35 m (frazionata 10+25). 

Periodo sconsigliato estate e inizio autunno, la numerosa colonia di piccioni che vive nella gola con l’assenza di piogge deposita sulle pareti un’abbondante quantità di guano maleodorante. 

 

Tempi di percorrenza: (calcolati per una squadra di 4 persone con buona capacità torrentistica)
3’ /1 h 30’/ 20’ 

 

Accesso:
Superato il cartello di fine paese di Roccella Valdemone, provenendo da sud (Moio Alcantara) proseguire per circa 2,2 km fino a raggiungere un bivio su tornante a destra in salita con un cartello stradale “FLORESTA”. 
Non seguire l’indicazione ma proseguire dritto per circa 2 km su strada asfaltata e per altri 3,7 km su sterrata fino ad un cancello in legno e rete metallica sul lato sinistro (evidente cartello ”Angara Palazzolo strada non carrozzabile”. 
Non identificando il bivio dopo circa 100 m ricomincia il manto stradale bituminoso, tornare indietro). Imboccata la deviazione dopo 1,5 km di sterrata con pessimo fondo stradale in discesa a tratti ripida si giunge al ruscello di fondo valle. 
Parcheggiare le auto circa 100 m prima del ruscello in prossimità di un ponticello in cemento con muretto di protezione da cui si diparte sulla sinistra un bivio con una breve rampa in salita (via di ritorno). 

Uscita: Dal laghetto alla base dell’ultima cascata seguire il corso dell’acqua nella fitta vegetazione fino ad intravedere sulla sinistra una costruzione (captazione acquedotto). Imboccare la carreggiabile che in circa 20’ di marcia in ripida salita a tornanti riporta alle auto. 

 

Relazione:  
Dopo circa 50 m. immersi in una fitta vegetazione un breve tratto fortemente incassato segna l’inizio della gola. 

Una serie di massi incastrati costringe alla prima discesa su corda 3 m.(attrezzata su entrambe le pareti, sconsigliato il salto nella pozza sottostante). 

Subito a dx sotto grossi blocchi o risalendo qualche metro di fronte per poi calarsi dalla doppia attrezzata si accede ad un’ampia vasca (qualche bracciata a nuoto o facile arrampicata lungo la parete sn). 

Da questo punto in poi la gola si fa stretta anche solo qualche metro ed incassata al punto da coprire la vista del cielo in diversi tratti.

Subito dopo un grosso tronco caduto poggiato sulla parete dx si trova un breve toboga da affrontare con cautela sopratutto in caso di abbondante portata d’acqua come in generale tutte le numerose brevi turbolenze di questa gola sempre caratterizzate da fondo roccioso e a grossi blocchi con scarsa profondità d’acqua. 

 

Sempre blocchi incastrati fanno da diga e costringono alla 2° e 3° calata su corda a breve distanza l’una dall’altra entrambe di 2m. circa (sulla seconda delle due è possibile il salto in una vasca stretta e con profondità limitata. 1,5m.) 

Ancora un tratto fra strette pareti e numerosi piccoli saltini d’acqua sempre da scendere con cautela fino ad un armo (sempre doppio) sulla sn (attenzione alle buche poco visibili con l’acqua torbida, cadendoci dentro non si tocca e si rischia di farsi male) dal quale si scendono due brevi saltini in sequenza 3+3 m. 

Una decina di metri ancora ed inizia la cascata finale a tre balze. 
Dall’armo principale doppio sulla parete sn (ancora attenzione alla profonde e strette buche) si puo’ scegliere una discesa sotto cascata frazionata con un armo doppio sempre sulla sn 10+25, oppure sfruttando due ancoraggi intermedi in situ per un corrimano (10m), portarsi sulla parete dx e sfruttando una spettacolare cengia aerea raggiungere una doppia attrezzata per la discesa al bordo della cascata(l’ancoraggio non visibile dall’inizio del corrimano si trova appena dietro l’uscita dalla cengia). 

Anche in questo caso la discesa è frazionata con un ancoraggio doppio (catena) intermedio sul terrazzamento della cascata 10+20. 

 

Materiale:
Corde 2 x 25 

Ultima percorrenza: 


Il torrentismo è un'attività rischiosa che richiede una preparazione specifica.
Le informazioni contenute nelle schede sono puramente informative e destinate a soggetti esperti ed abilitati alla pratica  del torrentismo 

La Re Colapesce declina in ogni caso qualsiasi responsabilità in merito a possibili incidenti derivanti da interpretazioni soggettive e/o avventure personali effettuate sulla base di quanto descritto.
Nel Web
>> ETNA CANYONING:  Catasto delle forre siciliane. 

Google

<<< Precedente

Sommario schede

Successiva >>>

.

.
.

 

Home

  Chi siamo Trekking Torrentismo Programmi Fotografia
"Conoscere i Peloritani" Meteo Viaggio in Sicilia Parchi e Riserve Links
 
.
A.S. C. Re Colapesce
Via del Santo is. 44 c/o Essesport - 98100 Messina   Tel/fax 090 2930344   
E-mail:  recolapesce@tiscali.it 
.

Sito ottimizzato per Internet Explorer versione 5.5 o successive
Risoluzione video minima 800 x 600 - ottimale  1024 x 768 
Web Designer / Webmaster Sebastiano Occhino - ME

..