Trekking urbano ad Acquedolci del 10 novembre 2024Appuntamento alle 8,00 all’Immacolata Partecipanti : Marcello Aricò,Antonio Zampaglione, Giuseppe Spanò, Alberto Arena, Sebastiano Occhino, Gaetano Messina, Daniela De Domenico, Antonella Zangla, Michele Sfravara, Nina Coiro, Francesco Pagano, Antonella Rotondo, Santinella Rotondo, Angelo Salvo, Rosario Sardella, Nando Centorrino, Angela Trimarchi, Luisa Inferrera,Giuseppe Finanze, Cettina Tricomi, Ciccio Briguglio, Marica Vinci, Manuela Scarcella , Eros Giardina, Maurizio Inglese, Maria De Carlo, Alberto Borgia, Antonella De Gregorio, Alma Raniolo. Ad Acquedolci ci hanno raggiunti Pinella Dini e Tuccio Novella Partenza con il pullman di Ferro alle 8,15Arrivo ad Acquedolci per sosta fisiologica dalle 9,30 alle 10,00. Alle 10,15 incontrati Ciro Artale e Salvino Fidacaro della proloco di Acquedolci e componenti del Google developer group dei Nebrodi, amici di Francesco Pagano e Antonella Rotondo, coordinatori della odierna escursione.Ciro Artale ci ha fatto da guida portandoci a vedere le casematte facenti parte della linea di difesa dell’Etna che hanno avuto un ruolo importante durante la seconda guerra mondiale nel rallentamento dell’avanzata delle truppe americane e inglesi verso la città di Messina. Con ricchezza di dettagli, competenza tecnica e aneddoti, frutto delle sue approfondite ricerche negli archivi del ministero della Difesa, interviste a testimoni oculari, contatti con ricercatori stranieri ci ha offerto uno scorcio delle vicende dell’ultimo conflitto mondiale che hanno interessato questi territori. Cenni storici del paese di Acquedolci, nato per accogliere gli abitanti di San Fratello gravemente danneggiato da una imponente frana nel 1922, edificato usufruendo della legge per la ricostruzione della Messina terremotata con cui ha una certa affinità per la stessa tipologia di edifici . Rientro in paese in pullman e visita al monumento ai caduti, con l’obice recuperato da una postazione abbandonata, dopo diverse decine di anni dalla fine della guerra, da tre cittadini del paese.Rituale foto di gruppo e successiva visita dell’antiquarium comunale al centro della piazza . Ciro ha illustrato quanto esposto, a cominciare dallo scheletro di un ippopotamo, e ha anticipato quello che avremmo visto nella grotta di San Teodoro ( di cui è riportata alla fine la descrizione copiata da quanto Marcello ha postato sulla chat per la presentazione della escursione).Alle 12,20 trasferimento a piedi alla falesia, distante poco più di un chilometro, e visita del sito paleontologico e preistorico della grotta di San Teodoro , custodito dal Parco Archeologico di Tindari, sicuramente unica nel suo genere per la ricchezza e varietà dei reperti rinvenuti nelle varie campagne di scavo e che, con buona probabilità , potrebbe svelare altri importanti tesori.Visita dei reperti conservati nel prefabbricato con i servizi e alle 14, 15 rientro al centro del paese.Appena arrivati nel bar della piazza ha cominciato a piovere e abbiamo consumato il pranzo al sacco al riparo sotto i tendoni o nel locale interno. Dessert offerto dal Presidente con delle “pesche” delle dimensioni di un pallone.Alle 15,30 visita della chiesa madre della Beata Vergine Assunta, edificio risalente agli anni venti del secolo scorso, senza particolari pregi monumentali, ma con all’interno un originale crocifisso ligneo, un bel pulpito in legno, una serie di mosaici moderni di buona fattura e la statua di San Benedetto il Moro. Seconda tappa al murale di San Benedetto il Moro, mentre diversi componenti del gruppo facevano una sosta in pasticceria per acquistare dolci da portare a casa.Terza tappa al Palazzo del Municipio che si erge sul lato sud della piazza rettangolare, oggi intitolata al re Vittorio Emanuele III, con alle spalle il promontorio roccioso di pizzo Castellaro, propaggine settentrionale del monte San Fratello. L’edificio classico costituisce il fondale architettonico di un sistema viario e urbano attorno al quale dovevano sorgere la piazza mercato e l’edificio scolastico (non realizzati) e il palazzo delle Poste (realizzato e oggi destinato ad ospitare la Stazione dei Carabinieri).Alle 16, 40 quarta ed ultima tappa ai resti del castello Larcan Gravina.L’antico borgo di Acquedolci si sviluppava intorno ad una Torre medievale, chiamato localmente con il nome di Marina Vecchia.La spinta all’insediamento umano in questo territorio fu data dai Larcan de Soto, una delle principali famiglie catalane giunta in Sicilia nel 1391 al seguito di Re Martino I (1392-1409).Nel 1398 Augerot Larcan ricevette da Re Martino la baronia di San Fratello. A questi va attribuita la costruzione della torre nella marina di Acquedolci, all’inizio del XV secolo.Il nipote Antonio Giacomo Larcan Barone di San Fratello ottenne, nel 1498, la licenza di riedificare e fortificare l’antica torre esistente; in seguito ebbe il permesso di costruire il baglio, potendovi applicare i merli a coronamento delle mura, e la licenza per aprire una nuova tonnara.Nel 1499 propose ed ottenne la licenza per attivare un nuovo caricatore nella marina del suo feudo che funse da volano per lo sviluppo del commercio ad Acquedolci.Nel 1555 il figlio Vincenzo Larcan, Barone delle terre di San Fratello e di Santo Stefano, decise di costruire un nuovo arbitrio o trappeto di cannamele reintroducendo, così, la coltivazione della canna da zucchero, nella marina di Acquedolci.Le condizioni necessarie per l’impianto di uno zuccherificio erano fondamentalmente due: acqua per l’irrigazione e legname per la cottura, condizioni che nel territorio di San Fratello erano garantite abbondantemente.Coeva alla costruzione del trappeto è quella del fondaco, costruito al di fuori del trappeto.Nel 1622 la baronia di queste terre passò a Giulia Larcan e alla sua morte alla casa Lucchesi dei Marchesi di Delia.Ferdinando Francesco Gravina e Cruyllas, Principe di Palagonia, Grande di Spagna di Prima Classe, Cavaliere dell’insigne Ordine del Toson d’Oro, divenuto Barone di San Fratello a seguito del matrimonio contratto nel 1698 con Anna Maria Lucchesi e Filangeri, eredita il castello che, per architettura, ricorda quello di Catalabiano.A lui si deve la decisione di abbandonare la coltivazione della canna da zucchero nel territorio di Acquedolci.Non essendo più in funzione il trappeto di zucchero, il complesso fu trasformato in una lussuosa dimora feudale potendo così accogliere comodamente il Barone e la propria famiglia durante le visite nel feudo di Acquedolci. Attualmente poco o nulla resta che ricordi lo sfarzo di un tempo. È possibile rintracciare una qualità architettonica nel prospetto settentrionale della palazzina e dentro la chiesetta un tempo dedicata al culto di San Giuseppe, dove i resti dell’altare manifestano
Trekking Notturno – Torrente Ciaramita
Trekking notturno da Ciaramita a Punto panoramico con la croce ( non so come si chiama il poggio)Percorso complessivo a/r circa 4 chilometri. Dislivello circa 180 metri ( da quota 150 a quota 330) Tempo di percorrenza in salita circa un’ora, in discesa circa 40 minuti.Appuntamento ore 20.00 Torrente Boccetta – Immacolata cena sacco, abbigliamento da montagna
Tour San Teodoro in foto
Happyrecola del 6 novembre 2024 “Intelligenza artificiale: progresso o regresso?”
Happyrecola alla comunità greca del 6 novembre 2024 su “Intelligenza Artificiale: Progresso o Regresso?” Relatori Antonella Rotondo e Francesco Pagano Partecipanti: Marcello Aricò, Angelo Salvo, Katia Tribulato, Gabriella Panarello,Salvatore Rotondo, Ileana Padovano, Antonella Zangla, Paolo Scarcella, Alma Raniolo,Antonella De Gregorio,Milena Zaffino,Rosario Sardella, Mike Sfravara, Giancarlo Foti,Patrizia Olivieri, Angela Trimarchi, Nando Centorrino, Giuseppe Finanze, Mariella Brancati, Ciccio Briguglio, Alberto Borgia. Introduce Francesco Pagano presentando le attività che sua moglie e lui svolgono e i titoli acquisiti tra cui Ambasciatrice per le donne per la tecnologia.La conferenza ha offerto uno sguardo affascinante e a tutto tondo su questa tecnologia sempre più pervasiva. I relatori Antonella Rotondo e Francesco Pagano ci hanno guidato in un viaggio attraverso le basi, la storia, le applicazioni e le implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale. Cos’è l’Intelligenza Artificiale?L’intelligenza artificiale (AI) è la simulazione dell’intelligenza umana attraverso dispositivi digitali programmati per imparare, elaborare ed interagire con il mondo reale. Dagli esperimenti iniziali sulle reti neurali negli anni ’40 e ’50, l’AI, partendo dalla raccolta ed elaborazione di una quantità enorme di informazioni , è diventata sempre più sofisticata, sfruttando il deep learning e l’elaborazione del linguaggio naturale per affrontare compiti complessi come il riconoscimento vocale e il riconoscimento degli oggetti.Un problema è costituito dal fatto che prima era il nostro pensiero a decidere cosa dovessero fare le macchine, adesso le macchine cominciano ad essere autonome e ogni macchina interagisce con le altre e quindi mancano le risorse umane perché il rapporto macchine uomini è sproporzionato. Tecnologie base dell’AI– Machine Learning: imparare dai dati inseriti -Deep Learning: addestramento intensivo che consente di procedere in autonomia utilizzando reti neurali artificiali, cioè modelli computazionali che si ispirano all’ architettura del cervello umano e sono utilizzati per sviluppare algoritmi in grado di apprendere dati-Natural Language Processing: capire il linguaggio umano in qualsiasi lingua-Computer Vision: riconoscere, creare ed elaborare immagini e video-Robotica, dispositivi smart e sensoristica : manovrare parti meccaniche, eseguire rilevamenti.Applicazioni dell’Intelligenza ArtificialeOggi l’AI trova impiego in numerosi ambiti:-Assistenti virtuali come Siri e Alexa-Algoritmi di raccomandazione personalizzata in base alle preferenze -Veicoli a guida autonoma-Supporto diagnostico in ambito sanitario-Sistemi di sicurezza informatica avanzati.Tuttavia, nonostante i numerosi benefici, l’AI solleva anche importanti questioni etiche. La privacy, i pregiudizi algoritmici e la trasparenza del processo decisionale sono solo alcune delle sfide da affrontare. L’algoretica, la disciplina che studia le implicazioni etiche degli algoritmi e della IA, concentrandosi su come programmare e utilizzare gli algoritmi in modo eticamente responsabile, considerando valori come la trasparenza, la privacy ed il benessere umano, ha un ruolo fondamentale per garantire uno sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale, dato il crescente impatto degli algoritmi nelle decisioni che influenzano la vita delle persone, dalla selezione del personale, alla concessione di prestiti, fino ai sistemi di giustizia predittiva.Sono necessarie linee guida e regolamenti chiari per garantire la responsabilità delle azioni dei sistemi di IA. Intelligenza Artificiale Generativa: Oltre la Semplice AutomazioneUna delle tendenze più interessanti nell’AI è quella dell’intelligenza artificiale generativa. Questi modelli, come ChatGPT e DALL-E, sono in grado di creare autonomamente testi, immagini, video, musica e persino codice di programmazione. Ciò apre nuove prospettive creative e di automazione, ma richiede anche una attenta riflessione sui potenziali abusi e sulla preservazione dell’autenticità umana. ConclusioniL’intelligenza artificiale è una rivoluzione tecnologica che sta trasformando in modo profondo la nostra società. Mentre offre numerosi vantaggi in termini di efficienza, innovazione e miglioramento dei servizi, l’AI pone anche sfide significative in ambito etico e sociale per cui il suo sviluppo e la sua implementazione devono avvenire in modo responsabile, garantendo la tutela dei valori umani fondamentali. Solo così potremo cogliere appieno i benefici dell’intelligenza artificiale, senza subirne gli effetti indesiderati, tra cui la dipendenza, in quanto l’eccessivo affidamento sui sistemi di IA può portare alla perdita di competenze e conoscenze umane critiche. La conferenza è stata apprezzata da tutti gli astanti per la preparazione dei relatori e la chiarezza della esposizione ed ha suscitato in tutti un vivo interesse, tanto da richiedere un approfondimento dei temi trattati, in successivi incontri. Per la parte Happy il nostro versatile Presidente ha preparato un ottimo riso alla Cantonese accompagnato da uno squisito pollo con le mandorle gustato da quelli rimasti fino alla fine. DocumentiLe slide viste durante l’incontro sono visibili online.
Serata con Arthur Schopenhauer
La serata è un invito a confrontarsi con il pensiero del filosofo che ha influenzato la cultura contemporanea; in particolare, il relatore non è un filosofo, almeno dal punto di vista della formazione, ma si vuole ricordare come Schopenhauer ha sollecitato, sia pure indirettamente, la nascita della psicoanalisi e della psicologia analitica. Oggi potremmo dire anche le neuroscienze, infatti il cervello funziona per immagini ( tradotto biologicamente) cioè per reti. La stessa intelligenza, compresa quella artificiale (IA) può essere pensata per rappresentazioni. La serata non è un invito ad accettare e condividere le idee del grande filosofo (meno male !) ma solo a prendere atto che alcuni uomini la pensano in quella maniera, altri in maniera estremizzata, altri in maniera contestabile. Alcune citazioni di A.Schopenhauer La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia. Chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli. Nessun animale si stupisce di esistere, eccetto l’uomo. Ogni volere scaturisce dal bisogno, quindi da mancanza, quindi da sofferenza, Come ogni essere umano ha una propria fisionomia, in base alla quale può essere giudicato provvisoriamente, così anche ogni epoca ne ha una, che non è meno caratteristica. Nella vita comune una delle differenze che si riscontrano tra gli stolti e gli assennati è la seguente: i primi (stolti) nella valutazione del pericolo prendono in considerazione ciò che è accaduto, i secondi ( assennati) cercano di prevedere quello che potrebbe succedere. Proverbio spagnolo: quello che accade in un anno potrebbe accadere in un giorno. La differenza di cui si parla è assolutamente naturale: per cogliere ciò che potrebbe accadere è infatti necessaria la ragione, per ciò che accaduto basta il (buon) senso.
Trekking urbano Seminara del 26 ottobre 2024
Trekking urbano a Seminara del 26 ottobre 2024Partecipanti: SOCI Antonio Zampaglione, Caterina Ioffrida, Giuseppe Spanò, Katia Parisi, Pinella Dini, Alberto Arena, Danila Castiglione, Sebastiano Occhino, Gaetano Messina, Daniela De Domenico, Gabriella Panarello, Antonella Zangla, Michele Sfravara, Nina Coiro, Francesco Pagano, Antonella Rotondo, Mariella Brancati, Giovanna Mangano, Giusy Mandraffino, Lucia Annunziata Orlando, Manuela Scarcella . OSPITI: Eros Giardina, Maurizio Inglese,Nunzio Corica, Francesco Maggio, Giovanna Fusco, Salvatore Peluso, Cetty…Grimaldo Piazza , Nunzio Calabrò, Anna Meo, Sebastiano Plutino, Gabriella Plutino, Anna Bellinghieri.Appuntamento alle 7,30 all’inizio del serpentone,presa la nave delle 8.00, riunione alla rotonda all’uscita di Bagnara.Arrivo alle 8.53 in Piazza a Seminara .Alle 9.05 incontrato Domenico ,la nostra guida,che ha fatto una breve introduzione storica su Seminara, definita la cittadina più ricca di scultura cinquecentesca di tutta la Calabria e che tra il Cinquecento e il Seicento contava ben 33 chiese e 8 monasteri. In seguito, i terremoti del 1783 e del 1908 cancellarono molte testimonianze eloquenti della sua storia,ma resta un piccolo scrigno in cui sono conservati tesori d’arte di inaspettata bellezza. Nelle sue numerose e nei palazzi di antica memoria sono visibili pregiate opere rinascimentali segno tangibile dell’importanza storica e artistica della cittadina nel XVI secolo. Nel Medioevo Seminara divenne la fortezza più imponente della Calabria tirrenica meridionale e i resti delle mura di cinta sono visibili ancora oggi nella zona .Attorno agli edifici militari sorsero palazzi signorili, chiese e monasteri; la cittadina si arricchì di monumenti e la dominazione di Normanni e Angioini ne fece un punto di riferimento anche culturale per l’intero Sud italiano. Nel ‘500 la cittadina era al suo apice, divenendo meta di importanti pittori, scultori e letterati che vi lasciarono varie testimonianze del loro passaggio.I due devastanti terremoti, nel 1783 e 1908 la rasero al suolo, ma venne ricostruita mantenendone l’antico impianto urbanistico medioevale, pur perdendo, però, molti dei suoi importanti tesori architettonici. Spostamento al vicino millenario Santuario che con bolla del 30 maggio 1955, Papa Pio XII elevò alla dignità di Basilica Minore e che già, sin dal 3 settembre 1659, godeva, col titolo di Collegiata insigne, della primazia su tutte le collegiate e le parrocchie della Diocesi di Mileto. Oggi la Basilica-Santuario, fa parte della Diocesi di Oppido-Palmi. La Basilica della Madonna (nera) dei Poveri è uno splendido esempio di arte bizantina.L’edificio si presenta con una struttura maestosa con pronao e doppia torre campanaria ed è suddiviso in tre navate da due file di archi, ciascuna delle quali è sorretta da colonne rivestite in marmo policromo con in alto capitelli finemente scolpiti.All’interno sono conservati una statua in legno di cedro della Madonna, coronata d’oro, proveniente dall’antica città di Tauriana e collocata sull’altare maggiore.La Madonna nera di Seminara, insieme a quella di Tindari e a quella proveniente da Patmos a Palmi ( nel 1600 dette le tre sorelle) è una statua bizantina presumibilmente portata in Italia dai monaci fuggiti dalla Grecia e insediati in Sicilia, Puglia e Calabria che praticavano l’ascesi.Il colore nero si usa da millenni, anche in altre culture, perché rappresenta la terra.Secondo la tradizione popolare, la statua lignea della Madonna dei Poveri fu trovata nelle rovine di Tauriana annerita dalle fiamme dell’ultimo saccheggio fattovi dai Saraceni dell’emiro di Palermo per punire i bizantini che non pagavano i tributi dovuti. La tradizione riferisce ancora che questa sacra immagine si mostrò miracolosa fin da quando fu scoperta un Martedì Santo della settimana della Santa Pasqua da un gruppo di poveri che in una giornata piovosa si spinsero fino alle rovine di Tauriana in cerca di cicorie da mangiare; lì videro in un roveto una forte luce e spaventati da ciò tornarono a Seminara dove raccontarono al popolo ciò che avevano visto, lì accorsero i nobili e il clero ma non riuscirono a sollevare la pesante statua, che invece si rivelò leggera sulle spalle dei poveri e fu portata a Seminara con grande trionfo e proclamata Regina e Madre dei Poveri.La Madonna Nera è, a parere di tutti gli studiosi e della sovrintendenza per i beni artistici, la più antica Statua Lignea di tutta la Calabria se non di tutta l’Italia Meridionale. Per due volte, a causa dei terremoti precedentemente citati, si salvò dalla distruzione totale della Città di Seminara. La statua, restaurata nel 2010, è ricoperta di oro zecchino. In occasione del restauro sono stati tolti tutti gli ori che i fedeli, nel corso dei secoli, avevano donato. Nel 1600 subì un primo restauro e il Bambino, che prima era al centro come nella Madonna di Tindari, venne spostato e “latinizzato”.Le due corone sono state realizzate a Napoli e donate dai principi Ruffo di Scilla per una grazia ricevuta.Veneratissima in tutta l’Italia Meridionale è oggetto di grande fede e pellegrinaggi. La sua processione avveniva anticamente ogni 15 agosto e, dopo il terremoto del 1908, avviene ogni 14 agosto. Fino alla fine del 1800 la processione era resa ancora più spettacolare per la presenza di un carro religioso detto “della bruna” o “vara”, che la seguiva per le vie del Paese.Il trono, in oro laminato, risale alla metà del 1700, dono di un ricchissima famiglia spagnola. Altre statue di valore sono i Santi Pietro e Paolo del XV secolo, di scuola gaginiana, entrambe in marmo e in precedenza collocate sulla facciata dell’edificio preesistente.La statua della Maddalena che va in estasi è in marmo di Carrara e venne scolpita da Rinaldo Bonanno da Messina nel 1500.La statua costituisce una autentica rarità, infatti la Maddalena ha i capelli sciolti con i seni e le spalle scoperte, mentre tutte le statue o i dipinti di Maria di Magdala dopo il concilio di Trento sono bardate dalla testa ai piedi, come una suora, fu infatti nel 1564, un anno dopo la fine del Concilio di Trento, che venne decisa la censura dei nudi “scandalosi”, come quelli del Giudizio Universale nella Cappella Sistina dove vennero coperti 400 nudi.Il compito venne affidato a Daniele da Volterra, che decise di coprire la nudità delle figure con le famose “braghe”, lavoro per il quale da allora è stato soprannominato il Braghettone La Madonna con il Bambino, di scuola gaginiana, invece, proviene dall’antica chiesa di Santa Maria degli Angeli
Trekking autunnale sui Nebrodi
Nebrodi tra Mangalaviti e lago Biviere Domenica 24 novembre 2024 I boschi dei Nebrodi, nella stagione autunnale offrono colori che arrivano dritto al cuore. La vegetazione e il parco tutto, si prepara ad accogliere le prime nevicate (si spera!) ed è in questa stagione che si può apprezzare al meglio la vera essenza di questo parco siciliano con tutta la sua eccezionale biodiversità. Percorrendo questo breve tratto della dorsale dei Nebrodi, tra Mangalaviti e lago Biviere, attraverseremo il fitto bosco di faggi, appunto denominato bosco di Mangalaviti e, se le condizioni atmosferiche lo consentiranno, effettueremo un breve fuoripista per ricercare alcuni degli aceri secolari e spettacolari che vegetano in queste zone. Proseguendo sulla dorsale raggiungeremo portella Biviere dalla quale si possono ammirare le rocche del Crasto verso nord e a sud, incastonato nella valle, il lago Biviere. Qui effettueremo la sosta per il pranzo. Al rientro verso case Mangalaviti, effettueremo una variante per poter fiancheggiare monte Scafi e ammirare dall’alto l’omonima portella. Il percorso è da considerarsi “DIFFICILE” per quanto riguarda l’impegno fisico, infatti è richiesto un buona condizione atletica per via del chilometraggio totale e del dislivello da affrontare; è invece da considerarsi moderatamente “FACILE” per quel che riguarda i sentieri e le piste che percorreremo. Ad eccezione del tratto verso monte Scafi, che presenta un fondo meno battuto e con caratteristiche a tratti di tipo sentiero, il resto è tutto su pista forestale carrabile Dettagli tecnici chilometri totali: minimo 15,6, massimo 18 se si vuol fare qualche facile deviazione o periplo del lago (eventualmente concordati con tutto il gruppo) Quota min: 1250 slm Quota max: 1470 slm Difficoltà fisica: difficile, richiesto buon allenamento Difficoltà piste: mediamente facili, quasi tutto su piste forestali ore di marcia: tra le 5 ore e le 6 ore Acqua: sul sentiero c’è un solo punto acqua, almeno 1,5 litri a persona Cibo: a sacco Abbigliamento: adeguato alla stagione e all’ambiente (piogge, umidità e tratti fangosi molto probabili). Si suggerisce abbigliamento a strati e ricambi da lasciare sulle auto da usare a fine trekking Notizie logistiche Trasferimento da Messina fino al punto di partenza del trekking (case Mangalaviti), esclusivamente con auto. Si organizzeranno equipaggi di 3 o 4 persone per auto. Sono previsti 2 appuntamenti: Chiesa Immacolata ore 07:00; Case Mangalaviti ore 09:15. I partecipanti comunicheranno nel gruppo whatsapp Recolapesce, a quale degli appuntamenti saranno presenti. La quota contributo spese (esclusivamente per chi parte da Messina) sarà di circa € 15,00 a persona e coprirà esclusivamente i costi dello spostamento in auto. Chi aderirà al secondo appuntamento gestirà in proprio le spese dei mezzi. Partenza trekking da Case Mangalaviti ore 09:30 Pranzo a sacco Fine trekking a Case Mangalaviti approssimativamente ore 16:30 Possibile portarsi un secondo zainetto con ricambi da lasciare nelle singole auto —- I Dettagli definitivi su costi, equipaggi, auto disponibili, ecc. saranno comunicati su whataspp il giorno prima del trekking. Per altre info e approfondimenti, scrivere al whatsapp 320 276 4292 Per ulteriori dettagli, scrivere al whatapp 320 276 4292







