Riserva Naturale Fiumedinisi Domenica 12 gennaio 2025 La riserva naturale orientata “Fiumedinisi e Monte Scuderi” ricade nei territori dei comuni di Alì, Fiumedinisi, Itala, Monforte S. Giorgio, Nizza di Sicilia, S. Lucia del Mela e S. Pier Niceto della provincia di Messina. E’ stata istituita nel 1988. Ricca di meraviglie naturalistiche e biodiversità, questa parte di Sicilia, regala emozioni speciali a chi decide di avventurarsi tra i tanti sentieri ben tracciati. Monte Scuderi, Piano Margi, la Santissima e ancora le gole della valle degli eremiti, sono solo alcuni dei luoghi meravigliosi di questa parte di Sicilia che meritano di essere attraversati dai nostri passi. Il trekking proposto parte dalla parte più a monte della Santissima, dove potremo lasciare le auto in un comodo slargo. Incominceremo da qui la salita verso la dorsale peloritana. Attraversando la contrada Acqua Menta, usciremo sulla dorsale peloritana, la percorreremo in direzione nord, attraverseremo il vallone tra monte Poverello e pizzo Spilingari fino a raggiungere il fantastico pianoro di Piano Margi. Qui possiamo fare una breve pausa e ammirare la maestosità delle rocce di Monte Scuderi. In questa località vi è pure la famosa “casa degli alpini” tristemente nota per gli incendi subiti negli anni ’80 e poi nel tempo abbandonata. Oggi, finalmente in fase di ristrutturazione. Tramite una trazzera, incominceremo la discesa fino ad arrivare al punto di partenza e chiudere l’anello del nostro trekking. Il percorso è da considerarsi “IMPEGNATIVO” per quanto riguarda lo sforzo fisico necessario, infatti, anche se il chilometraggio totale non supera i 13,5 km è richiesta un buona condizione atletica per via di alcuni tratti in salita con pendenze tra il 15% e il 20% ; è invece da considerarsi moderatamente “DIFFICILE” per quel che riguarda i sentieri e le piste che percorreremo. Infatti alcuni tratti richiedono particolare attenzione perché appunto hanno un fondo con caratteristiche di trazzera che richiedono un passo sicuro e attento. Dettagli tecnici chilometri totali: minimo 12,5 / 13,5 Quota min: 670 slm Quota max: 1190 slm dislivello 540 mt Difficoltà fisica: impegnativo, richiesto buon allenamento Difficoltà piste: mediamente difficili, alcuni tratti su fondo molto dissestato ore di marcia: tra le 5 ore e le 6 ore Acqua: sul sentiero ci sono diversi punti acqua, ma conviene avere almeno 1,5 litri a persona Cibo: a sacco Abbigliamento: adeguato alla stagione e all’ambiente (piogge, umidità e tratti fangosi molto probabili). Si suggerisce abbigliamento a strati e ricambi da lasciare sulle auto da usare a fine trekking Notizie logistiche Trasferimento da Messina fino al punto di partenza del trekking (contrada Santissima), esclusivamente con auto. Si organizzeranno equipaggi di 3 o 4 persone per auto. Appuntamento: Chiesa Immacolata ore 07:30 La quota contributo spese sarà di circa € 7,00 a persona e coprirà esclusivamente i costi dello spostamento in auto (portare monete, grazie!). Partenza trekking dalla Santissima ore 09:30 Fine trekking approssimativamente ore 16:30 —- I Dettagli definitivi su costi, equipaggi, auto disponibili, ecc. saranno comunicati su whatsapp il giorno prima del trekking. Tutto il programma, incluso il dettaglio del percorso, è soggetto a variazioni in base alle condizioni meteo e del territorio in genereEventuali variazioni verranno comunque comunicati per tempo. Per altre info e approfondimenti, scrivere al whatsapp 320 276 4292
Preescursione del 29 dicembre 2024
Preescursione del 29 dicembre 2024.Terza tappa del sentiero Mare-Monte-Mare da Campo Italia a Portella Castanea.Appuntamento alle 8,00 con Marcello Aricò, Tonino Seminerio e Antonio Zampaglione. Arrivati a Portella Castanea abbiamo parcheggiato la macchina di Tonino e proseguito tutti sull’altra fino al punto di partenza, a Campo Italia, all’incrocio tra la strada che porta all’ex polveriera e la strada provinciale 44 di Campo Italia. Inizia qui la terza tappa della preescursione per la verifica dei vari sentieri che formeranno il nostro sentiero Mare-Monte-Mare.Partenza alle 8, 35 immettendosi sulla strada, verso destra, in direzione Castanea. Dopo circa 200 metri si incontra ,sul lato sinistro della strada, uno slargo con una edicola votiva dove , più in basso rispetto al piano stradale, c’è una fontana dove si possono riempire le borracce . Superato l’ingresso della Comunità di recupero per tossicodipendenti FARO, a circa settecento metri dalla partenza, all’altezza di un rudere, si prende la strada asfaltata a sinistra che conduce ai ripetitori.La strada è in costante salita , con pendenza intorno al 12% e si godono bellissimi scorci della punta di Capo Peloro con i laghi di Ganzirri, la costa calabra e il mare Tirreno con Stromboli, Basiluzzo e Panarea.Ad una curva c’è uno slargo invaso dalla spazzatura che potrebbe diventare un belvedere panoramico per l’installazione di una BIG BENCH.Arrivati a monte Motterosse finisce la strada asfaltata . La traccia da seguire è quella a destra che costeggia il grande edificio del ripetitore con l’antenna più alta.Prendendo invece il sentiero di sinistra, dopo circa 250 metri, si raggiunge la cima di Pizzo Carbonaro da cui si gode una vista magnifica sulla falce del porto e dello Stretto verso Sud.Tornando sulla traccia la strada diventa un sentiero che si snoda, in leggera discesa, tra un boschetto.Alle 9,50 siamo arrivati ad un bivio, la strada a destra conduce alla provinciale 44, mentre il ramo di sinistra si inerpica sul fianco della montagna .Nel primo tratto si devono aggirare alcuni alberi di eucalipto incendiati, crollati sul sentiero, e dopo circa 150 metri di ripida salita, alle 10,00 siamo arrivati in cima a monte Ciccia, sotto il traliccio dell’Enel , ” sfrigolante” per l’effetto corona, distante circa 3,5 dalla partenza. Da questo punto il sentiero è in ripida discesa ed a causa del fondo, piuttosto sconnesso, si deve procedere con attenzione per evitare scivoloni. Dopo dieci minuti si arriva ad una sterrata e a un bivio.A sinistra la strada conduce verso monte Tidora da dove, proseguendo, si arriva a Ciaramita o a Forte San Jachiddu. Imboccata la strada di destra, in discesa. Sulla cresta della collina, a sinistra , ci sono una serie di piccole costruzioni in muratura utilizzate come postazioni fisse dai cacciatori che, fino a una trentina di anni fa , sparavano agli adorni ( falchi pecchiaioli) che si radunavano nella parte alta della vallata del torrente San Michele in attesa delle correnti ascensionali che li avrebbero portati in Calabria. Poco prima di arrivare al monte Ciaramellaro , c’è una breve rampa in salita e subito dopo il fondo della strada è in cemento con forte pendenza.Alle 10,50 , a cinque chilometri dalla partenza ( inclusa la deviazione di circa 250 metri per raggiungere Pizzo Carbonaro) e dopo due ore e quindici minuti, abbiamo raggiunto la macchina a Portella Castanea. Il nostro sentiero continua nel bosco della Candelara, a circa quattrocento metri sulla strada a destra per Salice, ma da Portella si può tornare a Messina imboccando il sentiero a sinistra , poco prima dell’edicola votiva con la statua della Madonna, che conduce alla località Pisciotto, distante poco più di un chilometro, e dopo al capolinea dell’autobus per la stazione ferroviaria.
Trekking Pezzolo e sentiero Bettaci
Preescursione sul sentiero Mare-Monte-Mare del 22 dicembre 2024
Preescursione su un tratto del sentiero Mare-Monte-Mare del 24 dicembre 2024.Arrivati alle 8,30 al Parco avventura di Portella Piano Verde e parcheggiata la macchina. Temperatura esterna +5° C , vento debole; tempo variabile dopo due giorni di pioggia.Partenza alle 8,35.Presa la strada sterrata di sinistra, dopo 10 minuti , a settecento metri dall’inizio si trova , sul lato destro, un punto doMare-Monte- Mare del 22 dicembre 2024Appuntamento con Tonino Seminerio alle 8,00 all’edicola di via Palermo.ve poter riempire le borracce, l’acqua sgorga da un tubo di plastica che esce da un muretto a secco. La strada è larga e comoda, con ottimo fondo e in leggera discesa. Alle 8,52 siamo arrivati ad un bivio dove c’è una tabella in legno che indica il percorso per mountain bike verso piano verde ( da dove siamo venuti). Si prende la strada a sinistra e, dopo una decina di minuti, si raggiunge una costruzione in muratura, con la porta in ferro scardinata, all’ interno della quale ci sono tre vasche di raccolta dell’acqua convogliata da un canale che proviene dal fondo di un cunicolo. La strada si snoda , in leggera salita, in mezzo ad alberi di alto fusto. Alle 9,14 arrivo a Porte Cassarini dove c’è altro bivio, sulla strada di destra c’è una tabella in legno con l’indicazione “Lacco-Saponara ” mentre quella di sinistra, non indicata, conduce dopo, avere superato una frana, e percorso diversi chilometri alla dorsale dei Peloritani all’altezza di Portella Larderia. Un sentiero ( sentiero Campanaro) sale sulla cima dell’ omonimo colle, da cui lo sguardo spazia sullo splendido panorama di capo Milazzo , delle Isole Eolie di tutta la costa tirrenica e sulle montagne dei Peloritani. . Nello spiazzo alle 9,15 , abbiamo imboccato il sentiero ( poco più di una traccia) che risale il fianco della montagna coperto di vegetazione in direzione Dinnammare. Il sentiero passa all’inizio tra cespugli spinosi di ginestra e piante di erica, perdendosi in più punti tra la vegetazione. La pendenza è piuttosto accentuata e in certi tratti arriva anche intorno al 30%. Proseguendo si entra in un bosco di castagni e successivamente in uno di conifere.Dopo 45 minuti, alle 10,00, abbiamo intercettato la strada provinciale 50 bis che conduce a Dinnammare, dove siamo arrivati alle 10,10.La lunghezza del percorso da Portella Piano Verde a qui è di tre chilometri, gli ultimi 800 metri sono fuori strada, in caso di nebbia ( abbastanza frequente a quest’altezza) in mancanza di punti di riferimento è bene tenersi al centro della salita. Al ritorno abbiamo seguito le indicazioni del CAI, seguendo lo sterrato in discesa e alle 10,45 abbiamo raggiunto la macchina. La lunghezza complessiva del percorso ad anello è di circa 5 chilometri. Visto che era ancora presto ci siamo spostati in macchina a Portella Castanea ed abbiamo parcheggiato la macchina vicino alla costruzione in muratura sul lato sinistro della strada in direzione Salice.Percorsi a piedi alcune decine di metri, di fronte all’ ingresso di sinistra del bosco della Candelara, abbiamo imboccato la larga strada in discesa che si inoltra per quasi un chilometro nel bosco misto dove questa estate è passato il fuoco. La strada non ha sbocco e nella parte finale è delimitata da una incongrua staccionata.Al ritorno, all’altezza, di un tornante, abbiamo imboccato un sentiero, non segnato, che “a naso” si sarebbe dovuto congiungere alla strada .Le prime centinaia di metri sono state facilmente percorribili, ma verso la fine il sentiero non era praticabile a causa dei numerosi alberi incendiati crollati che lo bloccavano . Risalendo alla meglio abbiamo raggiunto la strada asfaltata poco sopra il punto in cui era posteggiata la macchina. Il percorso, da non fare ad anello,ma a/r, si presta bene per un trekking notturno perché ad un certo punto c’è un tavolo della Forestale dove possono prendere posto una quindicina di persone e la lunghezza complessiva non supera i tre chilometri.
Serata conviviale per scambio di auguri natalizi 2024
Scambio di auguri di Natale nella sede della comunità greca 18 dicembre 2024.Partecipanti: Marcello Aricò, Giusi Mandraffino, Manuela Scarcella, Salvatore Rotondo, Angelo Salvo, Daniela De Domenico, Giancarlo Foti, Gaetano Messina, Tonino Seminerio, Antonella Rotondo, Ciccio Briguglio, Francesco Pagano, Sebastiano Occhino, Gabriella Panarello, Giovanni Barbaro, Melina Morabito, Carmelo Geraci, Ileana Padovano, Nina Coiro, Mike Sfravara, Chiara Calarco, Antonella Zangla, Alberto Arena, Mario Sibilla, Paolo Bossa, Antonio Zampaglione, Rosalba Fera, Antonello Gemelli, Lucia Annunziata, Danila Castiglione, Franco La Maestra, Rosario Sardella, Patrizia Olivieri, Donatella Alber, Santinella Rotondo, Luisa Inferrera, Maria Grazia Freni, Caterina Ioffrida, Giuseppe Finanze, Giusi Quartaronello, Alessia Seminerio, Cettina Tricomi, Rossana Gardelli, Angela Paratore, Bruno Manfrè, Loredana Crimaldi, Eros Giardina, Katia Tribulato, Nando Centorrino, Angela Trimarchi, Liliana Chillè .Paolo Bossa ha portato due alberelli di Natale da lui realizzati in lamiera Corten, la cui patina rossatra li rende particolarmente eleganti, ed impreziositi dalle ceramiche di Francesca e Carmen Borgia , ed ha illustrato il suo impegno per la Fondazione Siciliana per l’Oncologia che opera all’interno del reparto di Oncologia Medica del Papardo, con il Presidente Prof. Adamo e la coordinatrice dell’attività supporto al paziente Oncologico Dott.ssa Cacciola.Con il ricavato delle vendite , devoluto interamente alla Fondazione, si acquisteranno creme, trucchi e parrucche per chi è in trattamento chemioterapico e non ha la possibilità di acquistare questi presidi. Presentazione di Marcello della bozza delle attività previste nel primo semestre del 2025 , che riprendono in parte le proposte fatte durante la festa d’autunno del 13 ottobre scorso. Oltre ai classici trekking ci sono gli Happyrecola, i Cu c’è c’è, i trekking notturni i tour urbani che permettono ad una vasta platea di soci di partecipare alle proposte per loro possibili o più congeniali.Ha elencato nuovamente le attività di lunga durata in cui siamo impegnati, a cominciare dal completamento del Sentiero mare- monte-mare , che ,dopo la mappatura e la realizzazione di un libretto esplicativo , verrà proposto, in primis, ai soci e poi a tutti gli interessati. Altre attività in itinere sono gli “Otto mille”,cioè la scoperta di otto cime dei Peloritani di altezza superiore ai 1000 metri e l’ARS Recolapesce una app che permette di inserire le foto di quadri di artisti messinesi o comunque presenti in chiese e altri edifici in città e provincia. Quando è arrivata la focaccia tutti i presenti l’hanno apprezzata, insieme ai dolci, molti dei quali preparati dai soci.Il brindisi finale ha suggellato una piacevole serata conviviale che è stata una occasione per rafforzare i legami tra tutti i soci e fare sentire l’ Associazione una struttura a servizio di tutti.I dolci in eccesso sono stati portati da Francesco e Antonella ai bambini di S.Antonio e sotto è riportato il messaggio postato il giorno dopo sulla chat da Francesco Cari amici dell’ASD Re Colapesce, Grazie a tutti per aver partecipato ieri al nostro incontro di Natale e per aver contribuito con i vostri dolci! La generosità di ciascuno ha reso l’evento davvero speciale. Dato che la quantità di dolci era superiore al necessario, abbiamo deciso di portare quelli in eccesso ai bambini di S. Antonio. Li hanno accolti con grande gioia e gratitudine. Un piccolo gesto che ha reso il Natale ancora più significativo. Grazie ancora a tutti e auguri di cuore!
Trekking a Pezzolo del 15 dicembre 2024
Trekking a Pezzolo del 15 dicembre 2024Appuntamento alle 8,00 all’Immacolata.Presenti: Marcello Aricò, Filippo Cavallaro, Carmelo Geraci,Rosalba Fera, Antonello Gemelli, Francesco Pagano, Antonella Rotondo, Ciccio Briguglio, Lucia Annunziata, Maria Cadili, Manuela Scarcella, Eros Giardina, Maurizio Inglese, Antonio Micali, Rosario Sardella, Sebastiano Occhino, Patrizia Olivieri, Alberto Borgia e due ospiti: Lucia Guarino e Nicola Guarino. Formazione degli equipaggi e partenza alle 8,10. Marcello e Carmelo sono andati a Giampilieri dove hanno lasciato le macchine e, insieme a Rosalba Fera sono tornati a Pezzolo dove li aspettavano tutti gli altri. Alle 9,15, sotto una leggera pioggia , ci siamo incamminati verso la ” prima calata” del secolare sentiero detto“a calata di Bettaci” tornato percorribile da alcuni mesi grazie all’impegno di una decina di giovani del paese che lo hanno ripulito dalla vegetazione che lo aveva invaso negli ultimi decenni e messo in sicurezza alcuni tratti con la realizzazione di gradini, passerelle, ringhiere in canne di bambù etc., rendendolo fruibile a tutti. All’ inizio del percorso , indicato dall’indice di una mano scolpita in un blocco di legno, c’è una antica carta geografica della Sicilia in cui è indicato anche il piccolo paesino di Pezzolo, a testimonianza dell’importanza del borgo nei secoli passati.Il sentiero, che attraversa il paesaggio collinare fino alla contrada Bettaci, era in passato una delle principali vie di collegamento per gli abitanti del villaggio per raggiungere gli agrumeti e le terre coltivate.Arrivati, dopo una mezz’ora di strada , all’inizio della “seconda calata” , abbiamo incontrato Gaetano Girasella, nativo di Pezzolo, professore di matematica e fisica in pensione, persona dalla vasta e poliedrica cultura e soprattutto appassionato ed esperto cultore di storia patria , che ci ha fatto da guida per il resto dell’ escursione, dandoci una gran quantità di informazioni, inframezzate da simpatici aneddoti riferiti a personaggi del paese, molti dei quali da lui conosciuti quando era bambino.Alle 10,10 siamo arrivati al torrente, pieno d’acqua, proveniente dalla sorgente di San Calogero, dove i nostri giovani accompagnatori, coordinati da Giuseppe Spuria, avevano sistemato pedane in legno per rendere agevoli i numerosi attraversamenti. Il professore Girasella ci ha spiegato in che modo, partendo dai materiali esistenti sul posto , con un pesantissimo e rischioso lavoro manuale, veniva prodotta la calce che serviva , mischiata alla sabbia e all’acqua, a preparare la malta.Si partiva dalle grandi rocce di carbonato di calcio, frantumate con l’impiego di cariche di dinamite o polvere da sparo, inserite in fori, lunghi un metro, praticati a colpi di mazza battuti su lunghi scalpelli.Le pietre ottenute a seguito dell’esplosione venivano disposte in ” caccare”, costruite sul posto, in modo da realizzare delle strutture semisferiche successivamente ricoperte da pietre di piccola pezzatura, mattoni e tegole. Su questa base si disponevano 120 fascine di legno povero, per un peso complessivo di quasi dieci tonnellate, a cui veniva dato fuoco.La combustione durava 24 ore e alla fine si otteneva ossido di calcio puro ( calce viva) che, mescolata alla sabbia che si trovava in quantità nel greto del torrente e all’acqua formava la malta usata per cementare i mattoni, portati dalle fornaci della zona, e le pietre di costruzione. L’ imponente ponte , che si presenta quasi all’improvviso,è costruito in pietra e mattoni e risale alla fine dell’Ottocento. È perfettamente conservato e faceva parte di un complesso sistema di irrigazione che alimentava gli agrumeti della zona.Non è stato trovato il progetto, ma il ponte è un vero capolavoro, e colpisce anche per il luogo in cui è stato realizzato.Ha due contrafforti in mattoni, ancorati sui due pendii, larghi due metri e alti cinque metri su cui grava un primo arco del diametro di dieci metri. Sopra a questo ci sono altri tre archi, di diametro inferiore e in alto il camminamento dove c’era il sifone che portava acqua da una sponda all’altra tramite una condotta realizzata con i ” caduzzi” (tronchi di tubi in coccio lunghi circa 80 centimetri, con estremità a maschio e femmina innestati in modo da ottenere una tubazione).L’altezza complessiva raggiunge i ventuno metri e il visitatore è colpito dalle dimensioni e dall’eleganza del manufatto. Il Professore ci ha raccontato vividi episodi relativi al duro lavoro dei contadini e al loro rapporto con i proprietari ( spesso una danarosa famiglia cittadina , Bettaci, Sollima, Crisafi, Langher , che aveva acquistato i terreni espropriati con le leggi eversive al monastero benedettino di San Placido Calonerò) a cui li legava un contratto detto ” a un terzo” che garantiva al proprietario due terzi del ricavato e un terzo al colono che però aveva l’obbligo di ” scugnari ‘u terrenu” , fare i muretti a secco, realizzare le rasole e portare la terra ” a nocciolo” cioè alle dimensioni non superiori di quelle di un nocciolo. In questo stato di pesante sfruttamento, quando la paga giornaliera di un bracciante consisteva in un secchio di limoni, c’era anche chi, con la complicità del sacrestano allungava la giornata lavorativa scandita dal suono delle campane.Il sacrestano , dietro compenso, suonava il Padrenostro a notte fonda , un quarto d’ora prima del dovuto, e quando il bracciante si accorgeva dell’inganno osservando la posizione della stella Venere , doveva sorbirsi questa imprecazione : ” CHI MMI HAVI MALANOVA ‘U SACRISTANU, C’HAVI QUAGGHIARI ‘U SANGU A IDDU, A SO MUGGHIERI E I SO FIGGHI.I SO QUATTRU FIGGHI FIMMINI C’HANNU ARRISTARI INTRA E HANNU ADDIVINTARI CHIU’ ACIDI DU ZZUCU DU LIMIUNI”.Alle 10,45,discendendo il torrente per un breve tratto siamo tornati alla confluenza con il torrente proveniente da Iaddizzi e risalendolo abbiamo raggiunto, intorno alle 11,10, i ruderi di un mulino ad acqua cinquecentesco. Questo mulino veniva utilizzato per la macinazione dei cereali raccolti in zona, ed era un punto di riferimento per l’intera comunità contadina della valle. È rimasto in funzione per quasi quattrocento anni, dal 1568, come testimonia la data scolpita su una pietra , fino al 1955 e il Professore ricorda l’ impressione che faceva , a lui ragazzino, l’ enorme ruota che girava a folle.La ruota in legno, con quindici raggi, aveva un diametro di sei metri e sessanta
Happyrecola del 11 dicembre 2024
Happyrecola del 11 dicembre 2024Emozioni delle traversate dello Stretto– Partecipanti Marcello Aricò, Salvo Rotondo, Ileana Padovano, Gianmichele Sfravara, Giancarlo Foti, Pippo Finanze, Maria De Carlo, Ciccio Briguglio, Mario Sibilla, Gabriella Panarello, Rosalba Cucinotta, Filippo Cavallaro, Angelo Salvo, un amico del relatore Nino Fazio. Inizialmente una presenza scomoda, grazie ad Aurelio, ha rischiato di vanificare l’incontro; risolti dopo intervento personale. Presentazione del relatore da parte del Presidente che ricorda che il primo incontro con Nino Fazio è avvenuto nel 1987 in occasione della sua traversata Vulcani Calava’. Da allora è nato un sodalizio di amicizia pieno di emozioni e avventure. Il relatore, per più di un’ora e mezzo, ci ha intrattenuti con un racconto appassionato. Ha ripercorso la storia delle traversate di cui si ha contezza e che dal 1930 hanno dominato la scena. Primo tra tutti un certo Dominici che all’età di 17 anni, accompagnato da una barca a remi, ha effettuato la prima traversata cronometrata. Via via un notevole impulso e’ stato dato dal gruppo dei calabresi che già dal 1949 hanno iniziato a organizzare gare con traversate di gruppo. Ha parlato dei vari protagonisti di quegli anni, e ha sottolineato la presenza monumentale di Nino Musciumarra, chiamato, non a caso, lo Squalo dello Stretto, che da allora ha formato decine di nuotatori e lui stesso è stato protagonista di numerose imprese. Delizioso aneddoto del 1963 per la partecipazione di una donna americana, Mary Margaret Revell, con una doppia traversata e che Nino è riuscito a rintracciare nel 2008 e con cui ha avuto dei rapporti epistolari simpatici. Negli anni ‘80 le organizzazioni calabresi si sono rivolte al nuoto pinnato e sono aumentate le traversate singole alla ricerca, anche, di battere il record che fece Giovanni Fiannacca nel 1975 con un tempo stratosferico di 30’ 50”. Record che resistette per circa 40 anni. Nino ha anche sottolineato che le performance dello Stretto non dipendono solo dal valore dell’atleta ma da una serie di componenti quali il barcaiolo, la lettura delle correnti, il vento, la pressione atmosferica ecc, perché lo Stretto,quasi nel suo unicum, e’ dominato dalle correnti (montante, dallo Ionio al Tirreno e dalla discendente che va dal Tirreno allo Ionio) in un continuo alternarsi dominato dalla luna. E ancora tante foto e tanti personaggi che sono stati i veri protagonisti degli ultimi 40 anni. Un accenno al nuovo record di traversata individuale ottenuto dal figlio di Nino, Andrea che in una splendida giornata ha fatto fermare il tempo in 30’ 06” e al record della doppia ( andata e ritorno) con 1 h 22’ 23” ottenuto da Nino stesso all’età di 49 anni, nel Settembre del 2010. Poi ha parlato delle traversate di gruppo che in questi ultimi anni hanno avuto un impulso notevole e come la sua organizzazione rivolge una attenzione particolare ai gruppi di disabili. Dal suo racconto trapelava la forte emozione con cui condivideva certi ricordi. Peccato per le poche persone presenti, perché per l’intensità e l’aneddotica, avrebbe meritato un pubblico più numeroso. L’Happy hour puntuale ci ha deliziato con polipo e patate bollite e una insalata di calamari, accompagnata da un buon vino bianco.Questo diario di bordo è stato redatto da Marcello Aricò
Trekking notturno del 6 dicembre 2024 a Musolino
Trekking notturno del 6 dicembre 2024 a Musolino.Partecipanti: Marcello Aricò, Carmelo Geraci, Giuseppe Finanze, Antonella Rotondo, Francesco Pagano, Teresa Freni, Angela Giuffrida, Sebastiano Occhino, Eros Giardina, Manuela Scarcella, Caterina Sartori, Chiara Calarco, Stefania Davì, Serena Policastro, Filippo Cavallaro, Angelo Salvo, Carlo Panzera, Rosario Sardella, Carmela Morabito, Giancarlo Ziino, Antonella Zangla, Maurizio Inglese, Salvatore Cingari, Matteo Lorefice (uno studente di Filippo)Appuntamento alle 20, 00 all’Immacolata, formazione degli equipaggi e partenza. Arrivo all’area attrezzata di Musolino , dove erano parcheggiati due camper, con turisti stranieri, alle 20,35.I ragazzi del camper hanno chiesto a Filippo se potevano restare lì parcheggiati e hanno voluto sapere dove saremmo andati. Lui ha risposto che quello spazio era fruibile e che il nostro trekking sarebbe stato su un percorso ad anello, prima in discesa e poi in salita per tornare lì dove avevamo lasciato le nostre macchine, accanto ai loro mezzi. È stata l’occasione per imparare che il termine inglese ” trekking notturno” non é night trek, come pensava Filippo, ma dark trek. Marcello e Carmelo si sono fermati sul posto ed hanno acceso il fuoco mentre gli altri si sono messi in cammino sulla strada provinciale in direzione Forte Ferraro. Francesco e Antonella, in ritardo sulla tabella di marcia, hanno raggiunto il nutrito gruppo dei camminatori, guidati da Carlo, lungo la strada. Marcello e Carmelo hanno nel frattempo apparecchiato i tavoli e preparato tutto prima del loro ritorno, riscaldando la pentola con i fagioli sulla brace del fuoco acceso in precedenza mentre per Il vin brulè si è utilizzato un fornellino a gas. Il tempo é stato fantastico, non c’era né freddo né vento, cielo stellato con uno spicchio di luna e con la luminosa bellezza della costellazione di Cassiopea sulle nostre teste. Alle 21,30 sono tornati i camminatori, che hanno fatto un percorso ad anello di circa tre chilometri. Matteo, che con Filippo, al buio, chiudeva il gruppo è stato incantato dai tanti funghi che sembravano rifrangere la luce lunare e si avvicinava ad ammirarli e fotografarli.Dopo un quarto d’ora, accomodati nei tavoli della Forestale si è potuta gustare la zuppa di fagioli con i crostini e il vino caldo, insieme ad una ottima torta di mele portata da Angela. Distribuzione delle spillette della attività e alle 22,30 rientro in macchina a Messina. Tutti i presenti, specialmente le new entry, hanno apprezzato la bella serata e la piacevole atmosfera di convivialità. In particolare Matteo é rimasto contentissimo e sorpreso perché tutto per lui è stato inaspettato, compresa la quota, decisamente economica per partecipare alla fagiolata. Questo diario di bordo è stato redatto sulla base delle informazioni ricevute da Carmelo , da Carlo e da Filippo.
Un tuffo di Auguri – 01.01.2025
Appuntamento tradizionale di inizio anno con il “TUFFO DI AUGURI”. Appuntamento ore 11.00 lido Glirrerammare giorno 1 Gennaio. Porta una bottiglia o un panettone e se non vuoi fare il tuffo possiamo brindare insieme al Nuovo Anno.
Trekking del Sentiero Bettaci – Pezzolo Giampilieri Sup.
Domenica 15 dicembre 2024, Trekking vicino a un Casale di Mezzogiorno, Pezzolo e Giampilieri Superiore. Si percorre un sentiero ripulito dalla vegetazione e reso fruibile da alcuni volenterosi ragazzi di Pezzolo accompagnati da una guida, fino ad arrivare ad un ponte a più arcate, risalente al 1800; poco distante vedremo i ruderi di un mulino del 1500; il lavatoio e la chiesa madre di Pezzolo. Degustazione di prodotti tipici e successivamente un facile trekking fino a Giampilieri superiore. Organizzazione con le macchine che faranno su e già sulle due frazioni. Appuntamento ore 8.00 Immacolata , rientro intorno alle 17.00