Cu C’E’ C’E’ all’insegna dalla tradizione rosticcera di Messina. Gianmichele ci propone di assaggiare il Pitone messinese presso la pizzeria/rosticceria BLACK PIZZA di via Luciano Manara, 26 di fronte all’Aci. Ci fidiamo di Gianmichele e proviamo il tradizionale ma qualcuno lo vorrà con prosciutto e formaggio o al forno. Appuntamento ore 19.00 del 15 Gennaio. Stranamente per il nostri standard questo Cu c’è c’è ha avuto un successo straordinario, dato che hanno aderito in 22 con la previsione di consumare più di 50 Pitoni. Buon appetito.
Il magico mondo delle API
Il primo HappyRecola dell’anno sul magico mondo delle api sarà Mercoledì 22 Gennaio presso la sede della Comunità grca di Messina in viale San Martino, 271. Relatore Michele Borgia agronomo che vive giornalmente la sua esperienza con l’attenzione e la dedizione di u uomo di atri tempi. L’esperienze lavorative di Michele nascono dell’amore per la natura a cui si dedica con passione.
Preescursione del 12 gennaio 2025 Dalla dorsale a case Maressa e a puntale La Ruttazza
Preescursione del 12 gennaio 2025 Appuntamento con Carlo Panzera e Filippo Cavallaro alle 8,00 all’edicola di via Palermo. Arrivati alle 8,40 ai ripetitori all’inizio della dorsale dei Peloritani e dopo la vestizione di dieci minuti con indumenti impermeabili ci siamo messi in cammino. Alle 9,30, sotto una pioggia costante ma non troppo forte e visibilità limitata a una cinquantina di metri, siamo arrivati al rifugio case Maressa, a circa tre chilometri dalla partenza. Alle 9,50, sempre sotto la pioggia, abbiamo imboccato il sentiero a mezza costa che conduce a Puntale La Ruttazza . Questo sentiero, scavato nella roccia, conserva un fascino particolare perché si addentra nella fitta vegetazione e a tratti si apre sulla costa ionica e sui villaggi di Tipoldo e Larderia. Da puntale La Ruttazza si potrebbe chiudere un anello che arriva fino al villaggio Mili San Pietro, la pista non è segnata sulla cartografia, ma è relativamente facile da identificare, sia in salita che in discesa, sul nostro sito, nell’area “tracce GPS” è ben documentata. Raggiunta la meta, a quota 955 metri, alle 10,20. Il vento sulla cima, con raffiche molto violente che hanno strappato letteralmente il poncho di Carlo, ci ha costretti a tornare subito indietro. Al ritorno abbiamo in parte seguito un ripido sentiero che zigzagando ci ha portati sulla carrozzabile alcune centinaia di metri prima della salita per Puntale Bandiera. A case Maressa , dove siamo arrivati alle 11,20, c’erano una decina di ragazzi con le moto da cross provenienti da Rometta. Dopo esserci cambiati i vestiti, completamente inzuppati, ci siamo riscaldati al fuoco che avevano acceso i ragazzi che nel frattempo erano ripartiti. Abbiamo trascorso un’oretta senza fare niente gustando i lupini ed altre sfiziosità portate da Filippo mentre Carlo asciugava al calore della fiamma il suo pantalone. Alle 12,15 abbiamo consumato il pranzo e alle 12,50 abbiamo ripreso la via del ritorno. La pioggia era cessata e le nuvole basse creavano un atmosfera da fiaba. Dalla parte del Tirreno era visibile capo Milazzo immerso in una luce molto bella. Incrociato un branco di capre, che secondo Filippo potrebbero appartenere al suo amico pastore di Gimello, con alcuni capretti nati da poco e qualche capra particolarmente fotogenica. Alle 14,00 abbiamo raggiunto la macchina, dopo pochi minuti da quando aveva ripreso a piovere, e alle 14,40 eravamo in città. Percorso complessivo di quasi 12 chilometri . Escursione molto piacevole nonostante la pioggia, o forse anche a causa di essa, su tracciati che , anche se percorsi diverse volte, conservano il loro fascino .
Preescursione del 5 gennaio 2025
Preescursione del 5 gennaio 2025Appuntamento con Carlo Panzera alle 8,00 alla solita edicola di via Palermo.Alle 8,20 siamo arrivati a Musolino ed abbiamo riempito d’acqua la bottiglia e cinque minuti dopo abbiamo parcheggiato la macchina nello spiazzo di Portella Armacera, quasi di fronte alla baracca in lamiera della provincia. Imboccato il sentiero di sinistra, segnato dal CAI, in salita con forte pendenza, per circa 300 metri superiore al 17%, che abbiamo abbandonato dopo quasi 800 metri dalla partenza, in corrispondenza di uno slargo dove c’è un traliccio dell’Enel e il tronco di un albero abbattuto, per procedere all’azimut verso la cima della collina. La traccia è visibile chiaramente, ma è pressoché un sentiero di capre, con fondo irregolare e pendenza accentuata intorno al 15 %. Dopo una quarantina di minuti dalla partenza siamo arrivati in cima. Da questo belvedere naturale si gode un panorama spettacolare sul porto e su tutto lo stretto da capo Peloro a Tremestieri sul versante ionico e su capo Milazzo, fino a Tindari su quello tirrenico.Sulla cima si vede la torretta di Pizzo Chiarino con le antenne dei ripetitori. Proseguendo in cresta, per continuare a ricrearsi l’anima con la vista favolosa del nostro stretto, si incontra il sentiero a mezza costa precedentemente abbandonato e si continua fino ad arrivare ad una recinzione che impedisce di proseguire sul sentiero segnato del CAI.A questo punto non si può fare altro che costeggiare la rete di recinzione , anche nell’ultimo tratto di un centinaio di metri, dove lo stretto sentiero, da percorrere con molta attenzione, si affaccia su un profondo vallone. Alle 9,25, a 1,5 chilometri dalla partenza, siamo arriva al cancello dell’area , da circa due anni rientrata nella disponibilità della Forestale che ha restaurato gli edifici abbandonati e vandalizzati per scopi non ancora definiti. Tornati sulla strada asfaltata, e percorso un centinaio di metri in direzione Quattro Strade, superata una piccola costruzione in muratura con la volta a botte, abbiamo imboccato, sul lato sinistro della strada, un sentiero non segnato che per circa un chilometro e mezzo si inoltra in un bellissimo bosco di castagni. Questo percorso è utilizzato per le gare di mountain bike e , considerata la pendenza e le condizioni del fondo, non si può fare a meno di ammirare i ragazzi che la percorrono a velocità sostenuta.Anche se distante solo poche centinaia di metri dalla SP 55 bis, il silenzio in cui si procede e il colore del muschio sugli alberi crea una atmosfera da favola .Arrivati alle 10,15 sulla strada che, a sinistra conduce al resort di Musolino, a circa settecento metri dall’area attrezzata che abbiamo raggiunto alle 10,30.Dopo una cinquantina di metri sulla strada asfaltata abbiamo deciso di percorrere il sentiero del CAI , che abbiamo imboccato di fronte all’ uscita dell’area attrezzata. Anche questo, in lieve salita, è sul versante ionico e completamente all’interno di un bosco di castagni.Alle 10,55, dopo un percorso complessivo di 5,53 chilometri registrati su Komoot, siamo arrivati al punto di partenza. Secondo la app il tempo di percorrenza registrato è stato di un’ora e trentuno minuti, ma in effetti abbiamo impiegato, incluse le brevi soste, due ore e mezzo. Il sentiero di oggi, sul versante ionico, si presta benissimo per essere inserito nel tracciato del sentiero Mare-Monte-Mare per la bellezza del panorama e, in primavera/ estate, una parte può essere percorsa in un trekking notturno. Prima di tornare in ci siamo andati oltre il centro Polifunzionalie dove inizia la strada per il bosco di Camaro e successivamente alla ex colonia Principe di Piemonte dove c’è l’Oasi San Francesco gestita dalla Legambiente dei Peloritani. Visto da lontano l’edificio sembra in buone condizioni, ma la linea elettrica è stata tranciata da un albero caduto sui cavi. Sarebbe utile rintracciare i responsabili della struttura per verificare la possibilità di collaborare per avere a disposizione i locali come luogo di pernottamento dei camminatori sul sentiero che stiamo definendo.Alle 12,15 arrivo in città.
Programma Happy Recola – I sem. 2025
Primo “ Cu C’E’ C’E’ “ dell’anno
Visita ad una fabbrica di Bergamotto a Reggio Calabria e visita al Museo SABATO 11 Gennaio Appuntamento ore 8.00 all’angolo tra Torrente Giostra e viale della Libertà e rientro per pranzo (le 14.00) (la visita al museo è facoltativa e decide l’equipaggio della macchina)Da oltre un secolo la famiglia Cilione coltiva bergamotti, limoni, mandarini e arance delle migliori qualità, destinati alla produzione di aromi e fragranze e a qualsiasi altro settore che richieda l’impiego di queste fragranze e sapori unici.Da un singolo uomo che sapeva come coltivare e quando raccogliere i loro germogli profumati, sono diventati uno dei leader mondiali in questo campo altamente specializzato. Mentre la maggior parte degli agrumi non viene raccolta manualmente, raccogliamo l’intero raccolto di bergamotto con le nostre mani, affidandoci al nostro intuito e alla nostra esperienza per sapere quando il frutto ci fornirà la migliore qualità e quantità di olio. Calabria, i limoni sono arrivati in Europa intorno al I secolo d.C. In effetti, il terreno di questa regione si è dimostrato ideale per la coltivazione di agrumi, e lo è ancora! I pendii sono ricchi di vigneti e frutteti; salendo, ulivi e castagni dominano il paesaggio, mentre le regioni più elevate hanno fitte foreste di querce, pini, faggi e abCilione ha mantenuto con orgoglio la tradizione di coltivare gli agrumi migliori e più puri al mondo, massimizzando la resa senza perdere la qualità. I nostri oli sono utilizzati in saponi, fragranze per la casa, candele e prodotti alimentari come tè, bevande, spezie e condimenti, tutti creati da aziende che utilizzano solo ingredienti della massima qualità.eti.
Programma attività I SEM 2025
in allegato il PDF