Giovedi 20 Marzo nuovo HappyRecola con Mario Sibilla, ecco la sua presentazione: Scrivo poesie da anni. Tantissime poesie. Ho il piacere di presentare agli amici carissimi di Re Colapesce e non solo, il mio 7° libro: QUANDO LA DEA ERA IN ME Questo è il titolo ed è diviso in tre sezioni. La prima dedicata alle dee del mio viaggio, propone poesie d’amore. La seconda è la mia lettura, piena di curiosità, del mondo, di qua ed oltre la mia porta. La terza è dedicata a Carlotta e Costanza le ragazze che sono la mia vita. Scrivo per me, per quanti avranno l’interesse a leggerle e per ascoltare dalla loro voce l’andare del mio vento. Allora, oltre alla presentazione del libro, ecco un Challenge Reading a cui siete tutti invitati. Un regalo, un modo per condividere emozioni nel giorno del mio compleanno. Così, al finire della festa, non mancheranno la torta, le candeline e mille bollicine Appuntamento al 20 marzo. Vi aspetto
Escursione con Architrekking a Novara di Sicilia del 2 marzo 2025
Escursione con Architrekking a Novara di Sicilia del 2 marzo 2025Appuntamento all’Immacolata alle 7,30.Presenti Marcello Aricò, Giuseppe Spanò, Katia Parisi, Katia Tribulato, Mario Sibilla, Nando Centorrino, Maurizio Inglese, Angela Trimarchi, Chiara Calarco, Ivan Bolignani, Letizia Inferrera, Laura Girasella , Alberto Borgia. Non soci Angela Armeli, Nicola Alessi, Barbara Galluzzo, Franco Maggio.Partenza alle 7,55 con il pullman da 31 posti della ditta Ferro, pieno solo a metà. Viaggio di conserva con il pullman Giuntabus che trasportava i soci di Architrekking. Durante il tragitto Marcello ha consegnato ai presenti gli originali attestati di partecipazione individuali e la spilletta dell’attività ed ha raccontato una lunga storia, ambientata nel secolo XVII° , di nobili spodestati, maghi, esseri con poteri soprannaturali , re, principi e belle donne per arrivare alla fine a spiegare come è nata la gara della ” ruzzola” e quale è l’origine e il significato del nome del formaggio MAGGIOR- CHINO , nel senso che è un formaggio particolare davanti al quale tutti gli altri devono inchinarsi. Uscita allo svincolo di Falcone e sosta al bar per il caffè e l’uso dei servizi. Alle 9,04 ci siamo incontrati con il pullman di Giuntabus da 55 posti, il cui autista era andato verso il paese, accompagnato in macchina da un amico, per verificare se lo stesso avrebbe potuto transitare sulla strada dove sono in corso lavori e arrivare a destinazione a Novara. Alle 9,40 siamo arrivati all’inizio del paese, dove ci aspettava il vicesindaco f.f.Salvatore Buemi, che da qui in avanti ci ha fatto da guida precedendoci con la sua macchina.Alle 10,00 il pullman ha fatto inversione di marcia sulla statale 185 a una decina di chilometri dal paese fermandosi all’inizio della sterrata che conduce alla Rocca Salvatesta.Otto persone (Marcello, Nando, Giuseppe, Ivan, Angela, Katia Parisi, Katia Tribulato ed Alberto) sono scese dal pullman per fare il trekking che li avrebbe portati agli scavi che stanno portando alla luce strutture del periodo bizantino, mentre gli altri sono stati riportati in paese dove hanno girato liberamente per tutta la mattinata. Salvatore Buemi ci ha parlato brevemente della frazione di San Basilio, nei pressi della quale si trova la roccia Sperlinga, insediamento mesolitico di età preistorica dove sono stati scoperti frammenti di ossidiana, vasellame, ossa di cinghiali e forse di elefante nano siciliano. I reperti sono attualmente conservati nel museo di Lipari, ma a breve verranno trasferiti nelle sale museali allestite in paese.Nell’ altra frazione di Badia Vecchia, distante un paio di chilometri dal paese, intorno al 1100, ci fu il primo insediamento dei cistercensi in Sicilia, realizzato da S. Ugo, frate miracoloso, inviato da San Bernardo, che lì visse ed operò facendo prosperare l’abbazia e dando lavoro a 500 braccianti.Le terre furono prima disboscate , il legname fu venduto e poi furono dissodate e coltivate producendo grandi quantità di grano che veniva molito in uno dei quattordici mulini della valle, chiamata Vallebona .Da questa ricca abbazia derivarono due ” figlie” una a Roccamadore a Messina e l’altra in provincia di Catania.Mentre ascoltavamo Salvatore è passato un nutrito gruppo di escursionisti dell’associazione PFM di Patti, che, insieme a molti altri camminatori hanno reso particolarmente affollato il sentiero. Alle 10,25 ci siamo messi in cammino e quasi subito Katia T. si è resa conto di avere smarrito il telefonino ed è tornata indietro a cercarlo insieme ad Alberto, ma senza nessun risultato. La strada, inizialmente a tornanti, sale costantemente ma con pendenza accettabile. Nonostante il cielo completamente coperto la visibilità era buona e lo sguardo spaziava sul paese di Novara , sul Tirreno con le Eolie e sul vasto alveo del torrente Mazzarà che costituisce la naturale divisione della catena dei Peloritani da quella dei Nebrodi. Alla 11, 20 siamo arrivati alla sella che fa da spartiacque tra la vallata di Novara e quella di Fondachelli distante circa tre chilometri dalla partenza.Prendendo a sinistra si arriva a Ritagli di Lecca e successivamente al paese di Novara. Imboccato il sentiero di destra, che conduce alla cima della Rocca Salvatesta, molto ripido e con fondo sconnesso. Nando, Katia T.e Angela che non avevano le calzature adatte per questo tipo di strada, hanno dovuto avanzare con cautela per evitare pericolose cadute.Non avevano le scarpe da trekking perché sono stati tratti in inganno dalla locandina dell’escursione dove c’era scritto ” passeggiata agli scavi bizantini ” che faceva pensare ad una camminatina su strade facilmente percorribili. In effetti per raggiungere il pianoro alla base della Rocca Salvatesta , a quota 1270 metri, abbiamo dovuto affrontare una salita piuttosto impegnativa, anche se è durata solo una ventina di minuti, superando una rampa di circa 150 metri con pendenza del 27%. Dalle 11,35 alle 12,00 Salvatore ci ha raccontato la storia del ritrovamento del sito, iniziato circa cinque anni orsono, quando, a seguito di un crollo dalla parte di Fondachelli, apparvero dei resti di uno scheletro umano che furono datati come risalenti intorno all’anno 1000.Successivamente l’università di Catania eseguì una campagna di rilievi e un primo scavo che ha portato alla luce i muri perimetrali di una abitazione. Quasi ogni giorno gli archeologi salgono dal paese per continuare le ricerche, sono stati trovati i resti di un piccolo focolare con delle ossa e la traccia di un grande muro che potrebbe delimitare una cisterna.Un poco più in alto un altro scavo sta portando alla luce una abitazione a due piani nei pressi della quale sono state ritrovate diverse pietre da macina.Vista la posizione strategica del sito, che controlla tutte le vie di comunicazione, si ipotizza che avesse una funzione di avvistamento e difensiva e si sta studiando per trovare il punto in cui si accendeva il fuoco che serviva per segnalare agli abitanti della valle l’arrivo di un potenziale nemico.Alle 12,00 circa , dopo le foto di rito, infastiditi da un vento piuttosto forte, abbiamo iniziato la discesa e alle 12,15 siamo arrivati alla sella.In questo percorso Nando è scivolato tre volte facendosi male ad una mano e procurandosi uno stiramento alla gamba.Alle 13,25 eravamo tutti all’inizio del sentiero dove poco prima Katia

