Festa della primavera e assemblea al forte San Jachiddu del 6 aprile 2025.Appuntamento con Marcello alle 9,10, dopo aver comprato una confezione di cucchiai compostabili siamo andati al forte dove c’era già Sebastiano che si stava organizzando in cucina per la preparazione del pranzo. Partecipanti: Marcello Aricò, Sebastiano Occhino, Sergio Bolignani, Loredana Crimaldi, Rosario Sardella, Stefania Davì, Flavia De Carlo, Franco Privitera, Angela Paratore, Vittorio Manfrè, Pinella Dini, Tuccio Novella, Gabriella Panarello, Lucia Annunziata Orlando, Eros Giardina, Carmelo Geraci, Rosalba Cucinotta, Manuela Scarcella, Tonino Seminerio, Giusi Quartaronello, Giuseppe Spanò, Filippo Cavallaro, Nino Scimone, Rosalba Fera, Antonello Gemelli, Ciccio Briguglio, Caterina Trovatello, Matteo Bolignani, Antonio Zampaglione, Mario Sibilla, Caterina Ioffrida, Letizia Inferrera, Francesco Pagano, Antonella Rotondo, Carlo Panzera, Antonella Arena, Patrizia Oliveri, Vincenzo Milone, Roberto D’Urso, Salvatore Cingari, Cristina Iacono, Katia Parisi, Melina Morabito, Liliana Chillè, Luccio Russo, Mirella Colella, Francesco Tirrito, Giuseppe Fava.I partecipanti sono arrivati alla spicciolata e , mentre Stefania provvedeva alla registrazione e alla riscossione della quota di partecipazione, Caterina Trovatello insegnava ad ognuno dei presenti come realizzare la spilletta della attività. Alle 11,00 riunione plenaria e spiegazione, da parte di Carlo, delle regole del 1° Concorso fotografico Re Colapesce on site proposto per oggi, con il link dove ogni partecipante può inserire cinque foto che verranno successivamente votate per scegliere il vincitore. Alle 11,30 un gruppo di una ventina di soci si è messo lentamente in cammino sul sentiero che inizia dopo l’arco dei Peloritani per raggiungere, alle 12,00 circa la croce sul poggio panoramico che domina lo stretto. Dopo la rituale foto di gruppo siamo andati a vedere i ruderi della casa colonica distante poche centinaia di metri. Il fabbricato, originariamente a due piani, è di notevoli dimensioni e in un locale separato c’è anche un palmento con due vasche.Tanti pensieri vengono in mente ipotizzandone il recupero e la valorizzazione .Ritorno al forte intorno alle 13,00 e pranzo, dopo circa mezz’ora , con l’ottima pasta e ceci preparata da Sebastiano e un sacco di altra roba portata dai partecipanti. Dopo pranzo tutti in libertà fino alle 15,30 quando è iniziata l’assemblea. Nominato Filippo segretario e Sergio Presidente. Relazione di Marcello che, non avendo capacità affabulatorie si è concentrato su cose concrete e costruttive così come dovrebbero fare tutti i soci.Fare associazione non è semplice perché le aspettative sono molteplici e diverse e occorre capacità organizzativa, oltre che carisma per essere promotori di iniziative. Chi è associato deve partecipare perché partecipare significa essere protagonisti, con la libertà di dissentire e di fare proposte alternative dal momento che l’associazione non è una agenzia di viaggi. C’è bisogno di forze nuove, di gente concreta con voglia di fare che si impegni per il raggiungimento di un obiettivo condiviso.Ha parlato delle attività più significative fatte in questo primo semestre ed ha ringraziato pubblicamente la Comunità Greca di Messina che da due anni mette a disposizione la loro sede permettendoci di organizzare gli ormai classici Happyrecola del mercoledì sera sempre molto partecipati.I progetti più impegnativi ( 8 mille e sentiero Mare-Monte -Mare) stanno andando avanti grazie alla disponibilità di diversi soci che permettono anche l’organizzazione di trekking notturni a volte molto “affollati” come quello di qualche giorno fa sullo stradone militare fino a case Maressa. Successi riportati anche nei tour di Seminara e di Mammola. L’associazione si vuole anche lanciare in progetti esterni, per esempio “adottare ” le piante di alloro malate, presenti al forte San Jachiddu, curandole con appropriati interventi. Al secondo punto dell’ordine del giorno c’è stata l’approvazione del bilancio annuale che è stilato dal primo gennaio al 31 dicembre, a differenza dell’anno sociale che inizia a settembre e finisce ad agosto.In dettaglio ha fornito le cifre degli ultimi anni, informando i Soci che c’è un saldo attivo grazie anche a quanto resta di un finanziamento ottenuto circa 25 anni fa.Le altre entrate sono date da quanto resta della quota associativa di 15 euro una volta versate 7 euro alla UISP per l’assicurazione e da quanto rimane dopo aver pagato tutte le spese. Alla fine del 2023 c’è stato un avanzo di cassa di 2972 euro e alla fine del 2024 l’avanzo è stato di 3119 euro e questo ci permette di finanziare progetti e fare spese per acquisto di materiali. Si passa al rinnovo del Consiglio direttivo che ha il compito di eleggere il nuovo Presidente, dal momento che Marcello è in scadenza. I candidati sono : Sergio Bolignani, Santino Cannavò, Carlo Panzera, Francesco Pagano, e Alberto Borgia. Francesco Pagano presenta una mozione d’ordine per eleggere in blocco i candidati per alzata di mano e viene approvata quasi all’unanimità, con soli due voti contrari e nessun astenuto.Giusi Mandraffino chiede che nel consiglio direttivo ci sia anche almeno una donna e propone la candidatura di Antonella Rotondo che però, per motivi personali, non accetta .Sergio dice che il Consiglio Direttivo ha cercato in passato di inserire, come è giusto, un socio donna , ma fino ad oggi non c’è stata nessuna che si sia proposta e ribadisce che anche il nuovo Consiglio Direttivo si farà carico del problema verificando in ogni momento la disponibilità di donne, Si passa alle proposte per le attività del secondo semestre di quest’anno. Francesco Pagano chiede di fare meno tour e più trekking, ma Marcello puntualizza che l’analisi di Francesco non è oggettiva.Giusi chiede di fare trekking anche nella giornata di sabato. Sergio propone la formazione di persone che possano condurre una escursione, investendo sui giovani, in modo da aumentare l’offerta e aumentare il numero di persone che normalmente gestiscono i trekking domenicali e quelli notturni. Carlo propone un fine settimana a settembre/ ottobre sulle Madonie per visitare qualche paese ( Petralia, Geraci etc.) e fare un trekking in zona.Sergio propone dei “trekking bagnati” da fare tra giugno e luglio,tecnicamente accessibili a tutti con un minimo di attrezzatura. Alberto propone un trekking in zona , da Marmora a Massa Santa Lucia, Massa San Nicola, Torrente dei Corsari, Acqualadrone e uno nella valle dell’Anapo, dalla ex stazione ferroviaria di Cassaro alla strada per
Trekking pantagruelico del 24 maggio 2025
Trekking pantagruelico del 24 maggio 2025Appuntamento all’Immacolata alle 9,00. Partecipanti: Marcello Aricò, Antonio Zampaglione, Giuseppe Spanò e Francesco Pagano-Mike Sfravara, Rosario Sardella, Ciccio Briguglio, Lucia Annunziata. Formazione degli equipaggi e partenza. Arrivo a Santa Teresa , dove sono state parcheggiate le macchine, intorno alle 10,00 e risalita lungo l’argine destro della fiumara.All’ inizio del percorso le essenze messe a dimora (zagara, mimosa, buganville) durante i lavori di riqualificazione del luogo , eseguiti una decina di anni orsono, senza manutenzione si sono inselvatichite e i pochi alberelli di gelsi, pepe nero e di altre essenze, di dimensioni intorno ai 2 metri posti a una distanza di una decina/ventina di metri uno dall’altro che si trovano proseguendo non fanno molta ombra per cui la strada è tutta praticamente assolata . Dopo circa 4 chilometri in leggerissima pendenza, con qualche rilievo più impegnativo, ma sporadicamente e per non più di una decina di metri , siamo arrivati al secondo ponte in legno che scavalca l’alveo della fiumara ma anche questo è stato vandalizzato e non è praticabile.Dopo un altro chilometro, alle 11:00 circa, siamo arrivati in vista della chiesa di San Pietro e Paolo.Sulla spiazzo vicino alla salita c’erano diversi gruppi della Protezione Civile di Messina e provincia che stavano facendo una esercitazione antincendio boschivo organizzata dal DRPC Sicilia, per testare la capacità dei volontari precedentemente formati per lo spegnimento di focolai, coordinata dal nostro socio ingegnere Bruno Manfrè con la presenza , come direttore della Forestale, del nostro amico Giovanni Cavallaro.Percorsa la salita siamo arrivati , in ordine sparso intorno alle 11,20 al sagrato della chiesa e abbiamo fatto una lunga sosta rinfrescandoci e bevendo ,girando per la chiesa che questa volta era allestita per accogliere i volontari della Protezione Civile.La chiesa è il più importante monumento della vallata d’Agrò ed è un esempio di architettura bizantina in Sicilia e sintetizza tre stili architettonici: bizantino , arabo e normanno.Inizialmente venne costruita dai frati Basiliani intorno al 560 dopo Cristo, poi fu distrutta dagli arabi e ricostruita dai Normanni grazie al Conte Ruggero I e a suo figlio Ruggero II nel 1172.L’interno mostra un’ austera architettura con tre navate e una cupola centrale ed è caratterizzato da una vivace policromia determinata dall’alternarsi della pietra lavica, arenaria e mattoni rossi .Questa costruzione, che unisce in sé l’idea della torre e quella della chiesa , fu consacrata nell’anno 1178 e vi vennero deposte le reliquie di diversi Santi , tra cui san Pietro e Paolo.Vicino alla chiesa ci sono i ruderi di un grande monastero basiliano che, tra i secoli XVII e XVIII, diventò un centro culturale di studi artistici, scientifici, umanistici e di sperimentazione agricola.L’iscrizione in greco bizantino sopra il portale contiene una dedica e una datazione e include elementi standard delle dediche bizantine :-un”invocazione religiosa iniziale– la menzione dei santi titolari Pietro e Paolo– probabilmente il nome del committente o del costruttore– una datazione secondo il sistema bizantino.La traduzione, fornita da Sebastiano Occhino che ha fatto la tesi di laurea proprio sulla chiesa, significa:“Fu rinnovato questo tempio dei Santi Apostoli Pietro e Paolo da Teostericto Abbate di Taormina, a sue spese.Possa Iddio ricordarlo. Nell’anno 6680.Il Capomastro Gerardo il Franco.(L’anno 6680 segue la cronologia greca, che fa riferimento alla presunta origine del mondo e precede di 5508 anni la nascita del Cristo, quindi corrisponde all’anno 1172 d.C.).”Il medaglione centrale con la croce e i quattro cerchi è un simbolo cristiano tipico dell’arte bizantina, che rappresenta spesso Cristo e i quattro evangelisti o i quattro punti cardinali della cristianità.Alle 12,30 ci siamo fiondati al ristorante la Conca d’Oro di Smiroldo, un vasto locale pulito, bello e accogliente ed abbiamo preso posto in un tavolo riservato in attesa dell’arrivo di Giancarlo Ziino. Come ricco antipasto ci hanno servito salame e capocollo, formaggio di due qualità , ricotta infornata, olive, carpaccio di vitella, polpettine calde di vitella, brasato di vitella accompagnato da un vino senza additivi , di qualità non particolare , ma in ogni caso bevibile mentre Francesco ha preso un chinotto e Mike una coca cola.Il primo piatto era costituito da maccheroncini fatti in casa alla Norma e ricotta infornata grattugiata, successivamente una grigliata mista con carne infornata, involtini, arrosticini , salsiccia, involtini nelle foglie di limone e per contorno patate fritte e insalata della Nonna con pomodori e cipolle alla quale era stata aggiunta della ricotta ( fuori luogo).Per finire sorbetto al limone arricchito con i gelsi portati da Mike , una vera delizia e dopo il caffè, alle 15,00 abbiamo messo gli zaini in spalla e siamo tornati a Santa Teresa dove siamo arrivati alle 16,25.Sulla strada di ritorno abbiamo incontrato dei cavalli, di cui una gravida e abbiamo raccolto gelsi bianchi, neri, pepe rosa e finocchietto. Rosario è tornato in città insieme a Giancarlo, gli altri si sono rimessi in macchina con le formazioni dell’andata. L’equipaggio di Mike ha imboccato l’autostrada, mentre l’altro con Antonio,Marcello, Francesco e Giuseppe ha seguito la strada statale per fermarsi alla mitica sala Ausilia per una piccola consumazione, offerta dal titolaren, e per acquistare dei babà da portare a casa .Arrivati al Boccetta alle 17,45.La giornata , da un punto di vista metereologico non ha dato il massimo, ma il fatto che il cielo fosse leggermente nuvoloso (in grigio) e che ci fosse una piacevole brezza, ha reso la passeggiata post prandiale piacevole, infatti se dopo la lauta mangiata ci fossimo messi in marcia sotto il sole avremmo sicuramente sofferto fra sole/caldo e pancia piena.
HappyRecola – Sport & Salute – 28.05.25
Interessante quanto attuale il confronto con uno specialista della materia, essendo il dr. Giuseppe Smedile, sia endocrinologo che atleta. Quindi un punto di vista competente che mette a nudo il rapporto tra vita sana e sport. Sport & Salute un binomio inscindibile per una qualità di vita a cui tutti aspiriamo
Cu c’è c’è del 18 maggio 2025
Cu c’è c’è del 18 maggio 2025, ” Le mozzarelle di Saponara “Appuntamento all’Immacolata alle 8,30Presenti: Filippo Cavallaro, Rosalba Fera, Antonello Gemelli, Ciccio Briguglio, Antonio Zampaglione, Anna Bellinghieri, Lucia Annunziata, Antonella Zangla, Gabriella Panarello, Alberto Borgia. Formazione degli equipaggi , partenza e arrivo al casello di Rometta dove alle 9,10 ci hanno raggiunti Marcello Aricò, Stella Barone, Emanuele Aricò, Rosanna Gardelli, Silvana …, Francesco Pagano, Antonella Rotondo. Trasferimento a Saponara e, dopo aver parcheggiato le macchine in uno slargo vicino all’edificio della Polizia municipale, abbiamo iniziato la visita del borgo. Prima tappa in piazza Bottesco dove c’è un’antica fontana del 1670 la cui acqua , proveniente da una sorgente sui Peloritani, fuoriesce abbondantissima da otto ” cannoli” e confluisce nelle vasche di un un lavatoio recentemente restaurato in cui, come in tutti i paesi, quando non c’era l’ acqua corrente nelle case, si recavano le donne a lavare i pannie fare curtigghiu e comunella, mentre gli uomini la stessa attività la svolgevano incontrandosi dal barbiere .A questa fonte viene Filippo per rifornirsi della fresca e limpida acqua. Da Saponara parte una Via Crucis che arriva a Dinnamare passando per Ziriò, perché questa strada era molto utilizzata per andare a Palermo prima della realizzazione di quella che passa dalle quattro strade e arriva a Gesso e a Divieto.Dopo che Antonio ha intonato “Calabrisella”ci siamo spostati sull’argine del vasto torrente d a cui si vedono, sulla cima di una collina che sovrasta il centro abitato, i ruderi del “Castello” , una struttura difensiva posta in una posizione strategica da dove si poteva vedere dall’alto l’avanzata degli invasori e facilmente difendibile perché la collina è particolarmente ripida e scoscesa e questo metteva in difficoltà coloro che osavano avanzare per assaltarlo. Il castello, oggi particolarmente danneggiato, possiede delle mura di cinta fatte di pietrame e laterizi. Sono ancora oggi visibili un muro di contrafforte, un baluardo quadrangolare e una torre sull’angolo destro rispetto alla porta a pianta quadrangolare ma che all’esterno sembra poligonale. Il vano all’interno è pressappoco quadrato e rivestito di grossi mattoni e intonaco.Filippo ha fatto notare come il larghissimo alveo del torrente sia stato modificato, costringendo la massa d’ acqua a defluire attraverso tubi di pochi metri quadrati di superficie. Considerando che in passato sono stati innalzati dei grossi muri di argine alti diversi metri e che la larghezza del torrente arriva in certi tratti a una trentina di metri, c’è da aspettarsi che prima o dopo la Natura si prenda la rivincita causando allagamenti e provocando morti e distruzione così come in passato accadeva a Messina con le piene dei torrenti Portalegni, Boccetta e San Leone, che scorrono adesso sotto il piano stradale. Facendo una sosta su una sorta di piccola terrazza ricavata a ridosso del muro d’argine che si affaccia sulla sottostante strada, Filippo ci ha parlato del Carnevale di Saponara, uno dei più antichi carnevali storici siciliani , che lui cominciò a studiare nel 1974, durante il quale si svolge la tradizionale sfilata dell’orso e della corte Principesca” il martedì grasso a conclusione dei festeggiamenti di Carnevale.Si tratta della rievocazione di un episodio che, secondo la tradizione locale, risalirebbe al XVIII secolo, ai tempi del principe Domenico Alliata di Giovanni, signore del “feudo” di Saponara. La leggenda narra che un orso gigantesco, improvvisamente, avrebbe assalito il paese devastando campagne, uccidendo animali e terrorizzando gli abitanti.Il Principe avrebbe provveduto immediatamente inviando a caccia dell’orso le proprie guardie che lo catturarono e lo condussero in catene come trofeo per le vie cittadine al seguito dell’intera corte principesca.Tale corteo si sarebbe poi ripetuto ad ogni anniversario finchè, alla morte dell’orso, si sarebbe organizzata ugualmente la divertente festa utilizzando travestimenti. Così, di anno in anno, si è arrivati ai giorni nostri, in cui la rievocazione storica ha assunto caratteri folkloristici e spettacolari e si è fusa con lo spirito tipicamente beffardo e trasgressivo del Carnevale.Benchè trattenuto dalla catena e dalle corde dei Domatori, guardato a vista da due Cacciatori, e osservato, compiaciuti, dal Principe, dalla Principessa e dalla Corte Regale, l’Orso alterna ambigui gesti di socialità, stuzzicando garbatamente e invitando le ragazze a ballare ad improvvise aggressioni, replicando così precisi modelli comportamentali previsti dal cerimoniale carnevalesco.Filippo quest’anno ha costretto Morena Zaiti, la casara, ad assistere alla Sfilata, alla quale non aveva mai partecipato, andando a casa sua, travestito da Masha ( quella dei cartoni animati), e ” prelevandola” a forza dalla mungitura .Morena si è accorta così che la propria azienda è tra gli sponsor della manifestazione. La sfilata inizia alle 14,00 ed il Comune distribuisce gratuitamente una grande quantità di coriandoli che vengono lanciati sui partecipanti. Alle 10,25 siamo arrivati alla la chiesa madre dedicata a San Nicola, edificata alla fine del secolo XVII e restaurata dopo il terremoto del 1908. È il monumento più importante del comune dal punto di vista artistico e storico, affaccia su Piazza Matrice dove c’è anche il Municipio, ma non l’abbiamo potuta visitare all’interno perchè c’era la messa in corso.La facciata è a due ordini con tre porte in corrispondenza delle tre navate e sopra il portone principale una vetrata che rappresenta San Nicola. Il campanile di gusto rinascimentale presenta caratteristiche medievali come i merli sulla sua sommità. Sul lato sinistro della chiesa si trova il corpo della sacrestia.Ulteriore tappa il deposito degli abiti settecenteschi indossati durante la sfilata dacui partono i figuranti del corteo con gli sbandieratori. Il paese non ha molti monumenti, ma ha molte fontane, è pulito e ben curato e su molti balconi ci sono piastrelle in ceramica colorata che impreziosiscono le facciate delle case e ci sono anche diversi murales dipinti su muri e costruzioni. L’attenzione della Amministrazione si nota anche da piccoli fatti: accanto a diverse fontane sono affissi dei cartelli che recitano:“L’acqua è una risorsa preziosa che scarseggia. Cari Concittadini nel nostro Comune abbiamo 27 fontanelle pubbliche ; ogni fontana fornisce 3 litri d’acqua al minuto. Tutte le fontane forniscono 81 litri d’acqua al minuto; 4860 litri l’ora; 116640 litri al gi.Per evitare sprechi sono stati installati
Trekking culinario Casalvecchio
TREKKING PANTAGRUELICONuova iniziativa sabato 24 Maggio 25, con una passeggiata nel torrente d’Agro’ per arrivare al ristorante rustico ai piedi della chiesa di S.S. Pietro e Paolo di Casalvecchio “ Rusti & Mancia” la Conca d’Oro di Smirildo. Dopo un pranzo classico al costo di 30,00 euro ritorno a piedi al posteggio a Santa Teresa dove abbiamo lasciato la macchina. Appuntamento ore 9.00 torrente Boccetta, rientro intorno alle 17.00
Osservazione dei rapaci del 10 maggio 2025
Osservazione degli uccelli migratori del 10 maggio 2025Appuntamento alle 8.30 all’Immacolata, presenti : Rosario Sardella, Giuseppe Spanò, Mike Sfravara, Carmelo Geraci, Filippo Cavallaro, Ciccio Briguglio, Giancarlo Ziino,Gabriella Panarello, Antonella Zangla, Ninetta Coiro. Viste le condizioni meteo si è deciso di andare aDinnamare dove siamo arrivati alle 9.30 .Carlo Panzera si è unito al gruppo alle Quattro Strade. Alle 9.45 avvistato un esemplare riconosciuto da Rosario come Falco di palude maschio.Rotea adesso su di noi un corvo imperiale stanziale con a breve distanza una gazza ladra… Intorno alle 10,10la nebbia fa la sua comparsa nella valleed in un paio di minuti colma la valle riducendo la visibilità.Dopo un poco si è rarefatta, permettendo una discreta visibilità senza comunque sparire del tuttoAlle 10,25 Mike ha proposto un giro pedestre sino al Santuario e ritorno e, ammaliate dal suo fascino, lo hanno subito seguito Antonella , Gabriella e Ninetta , Carmelo e Ciccio.Nel frattempo,alle 10.15 è arrivato in sella ad uno scooter un conoscente di Rosario che si è fermato prima a parlare con lui, poi ad osservare il passaggio degli uccelli. Alle 10,35 avvistata una poiana e pochi minuti dopo due corvi imperiali stanziali.Alle 10:38 arrriva un altro amico di Rosario con qualifica di fotografo naturalistaAlle10:45 tornano dal mini giro Mike e compagnia e le tre donne, un poco infreddolite, salgono in auto e alle 11,06 tornano in città con Mike. Alle 10:54 Rosario avvista un altro corvo imperiale…ma si comincia a vociferare che trattasi sempre dello stesso corvo imperiale assunto dalla Lipu che ogni tanto compare su richiamo di Sardella. Avvistati altri due rapaci in lontananza, non identificatiPassato un fringuelloAlle 11,37 sparisce la nebbia, spazzata via da un vento sottile e freddo che rende l’ aria tersa e pungenteContemporaneamente sopraggiunge un gruppetto di trekkers che dopo aver scattato qualche foto va viaVerso le 11,38 ci sono Tre rapaci visibili in lontanza verso Milazzo a cui se ne aggiungono altri due per un totale di cinque. Si distinguono due pecchiaioli ed un palude maschioAlmeno altri 7 pecchiaioli si radunano per salire in quota e planare verso la Calabria. Nel frattempo arrivano altri due Osservatori interessati al passaggio dei migratorie aumentano gli avvistamenti, Rosario dice di vedere un nibbio e dopo un falco… noi ci fidiamo… possiamo comunque garantire che tutti hanno le ali.Intorno alle 12,00 gli avvistamenti aumentano, qualche esemplare si avvicina e persino Giuseppe riesce a distinguere sopra di se un nibbio con il sottoala bianca e la coda lungaAlle 12,12 aumentano ulteriormente gli avvistamenti, pecchiaioli e falchi tanto che c’è stato un momento in cui se ne vedevano contemporaneamente anche più di 30.Alle ore 12.28 saliamo sulle auto ed andiamo via.Nota aggiuntiva di Rosario Sardella Dopo il nostro rientro in città gli osservatori rimasti a Dinnammare hanno visto circa 1400##1500 esemplari di rapaci…Attualmente l’ultima conta di passaggi ammonta a circa 6500 rapaci e la cifra aumenta.Questo diario di bordo è stato redatto con le informazioni ricevute da Giuseppe Spanò.
Trekking del 11 maggio 2025 sull’Etna
Trekking del 11 Maggio 2025 a Piano Vetore Etna.Appuntamento all’Immacolata alle 7,45 e partenza puntuale alle ore 8.00 con il pullman di Giuntabus. Partecipanti della Recolapesce: Marcello Aricò, Giuseppe Spanò, Katia Parisi, Sebastiano Occhino, Caterina Trovatello, Ciccio Briguglio, Maurizio Inglese, Marcella De Francesco, Stefania Davì, Amica di Stefania, Serena Policastro, Maria Vinci, Nando Centorrino, Angela Trimarchi, Giovanni Barbaro, Carmela Morabito,Antonio Zanghì, Valeria Bilardo, Antonella Zangla , Rosario Sardella, Giancarlo Ziino e altri 23 soci di Architrekking.Uscita allo svincolo di Tremestieri all’ On the run per prendere alcuni residenti nella zona sud e successivamente uscita a Roccalumera per prendere Nando Centorrino e Angela Trimarchi.Alle 9.05 fermata all’autogrill ad Aci S. Antonio e ripartenza alle 9,30.Durante il viaggio Marcello ha letto e recitato la storia di Teseo scritta da Dominik Gilberto dell’Architrekking. Alle 10.30 arrivo al bivio per Piano Vetore e partenza per il trekking in direzione opposta alla strada che conduce al rifugio Sapienza.Arrivo, dopo 1 km, all’entrata del Demanio Forestale.Percorso circa 1 Km ci siamo accorti di avere superato il Teseo; tornati indietro , dopo 400 m , vediamo la grande statua raffigurante la testa di Teseo. Il 7 marzo del 2024 è “spuntata” sull’Etna una statua gigante. Un volto umano addormentato e spaccato per metà, che si eleva su un piedistallo in lamiera di acciaio a forma di cubo, in cima a una sciara. Sembra che ammiri dall’alto tutta la costa, con una espressione di pace serafica che invita a rilassarsi e a godersi pienamente l’aria di montagna. È un’opera itinerante che aumenta ogni anno di più la propria fama. Il Teseo è collocato nelle vicinanze dell’ingresso alla Pista Altomontana, in contrada Serra La Nave ed è stato realizzato dall’artista polacco Igor Mitoraj – lo stesso autore dell’Ikaro Caduto posizionato ai piedi del Tempio della Concordia di Agrigento.Il volto in bronzo appare screpolato perché è una reinterpretazione dell’estetica classica a favore della rappresentazione della fragilità dell’uomo contemporaneo.Di fronte all’ estetica delle proporzioni e dell’ armonia classica greca si contrappone l’ estetica della realtà della fragilità umana che nel tempo si deteriora, senza per questo perdere il valore intrinseco dell’ Essere che non è solo Forma, ma ancor di più Sostanza. Associata alla splendida vista del vulcano e della costa siciliana, diventa indubbia attrazione per i turisti. E vale la pena vederla! La statua resterà esposta fino a ottobre del 2025. Dopo le foto di rito riprendiamo il percorso. Entrati di nuovo nel bosco del Demanio regionale Filiciusa Melia, abbiamo camminato su sentieri e carrarecce dal fondo reso soffice per gli aghi di pino e pigne.Diverse volte abbiamo smarrito il sentiero, ricoperto di aghi di pino, ma per fortuna, con l ‘aiuto di Komoot, abbiamo ripreso il giusto cammino.Dopo un tratto in salita, alle 13.30 siamo arrivati al Rifugio Gualberto, (dopo circa 4 km) attrezzato in maniera lodevole (Rifugio chiuso ma con spazi fuori ben attrezzati)L’area pic nic dispone di decine di tavoli per i viandanti. con una copertura tra due costruzioni per riparare dalla eventuale pioggia; lo spazio coperto è aperto da due lati, e sotto c’è un tavolo da pic nic e dei barbecue, una vera chicca per i viandante, che, alle nostre latitudini e’ impensabile.I tavoli dove abbiamo sostato si trovano immersi in un bosco di alti alberi di pini.Finito il pranzo alle 14.15 ripartenza in direzione rifugio Galvarins. Dopo 15 minuti, alle 14.30 , abbiamo imboccato il bivio a dx sulla strada di ritorno verso rifugio Carpentieri. Alle 14.45 passaggio sulla lava per poi arrivare al rifugio Carpentieri alle 15.40 a 4 km chilometri dalla partenza. Dal rifugio Carpentieri, proseguendo verso rifugio Santa Barbara, dopo 800 m siamo arrivati al rifugio Santa Barbara e da qui si percorrono altri 800 metri per arrivare fino alla strada asfaltata.Tutte le strade sono in pista con un fondo di polvere e di pietra lavica. 100 m prima di arrivare alla strada asfaltata, nella vasta area di Piano Vetore, c’è una chiesa dedicata alla Madonna della Neve con all’aperto panche da pic nic, un altare e una croce di legno di betulla dell’Etna dedicata a Giovanni Paolo II. Qui il pullman ci attendeva; recuperate alcune persone che si erano fermate per il pranzo al rifugio Sapienza, alle 17.05 abbiamo preso la strada verso casa. Alle 19.00 dopo un piccolo intoppo ( una fermata non autorizzata a Zafferana, e non concordata nè da Marcello nè da Michele ) siamo arrivati a Messina un po’ stanchi ma felici.Percorso complessivo di circa 13 km. Questo diario di bordo è stato redatto da Marcello Aricò
Cu C’è, C’è alla mozzarella
L’allegra compagnia e dei sapori vi invita a degustare nel caseificio si Zaiti Nicolino, a Saponara contrada Buscemi, mozzarelle appena fatte e lavorate davanti a voi
1842, Fontana Nuova. Trekking urbano
nuova data VENERDI’ 23 MAGGIO Ritornano i Trekking Urbani di Filippo. Canta e cinta storie con il piglio di uno studioso serio di storia patria associato alla sua verve di guitto. venerdì 23 Maggio passeggiata per le vie cittadine con racconti del tempo risorgimentale che come protagonisti hanno giovani idealisti.Appuntamento ore 17.00 piazza Filippo Juvara o piazza Ottagona; percorso fino a piazza Antonello e ritorno.
Laghetti Monte Soro
Trekking primaverile sui Nebrodi Trek 25 maggio. Da Portella Calacudera si inizia a percorrere la carrareccia a destra che porta a Monte Soro, imboccando poi una pista che si addentra nel bosco fino a raggiungere due incantevoli laghetti, dove ci fermeremo per la pausa pranzo. A breve distanza, si raggiunge il lago Maulazzo. Proseguendo sulla pista forestale si farà rientro alle macchine. Escursione di media difficoltà, interamente su piste agevoli. 10,5 km. Appuntamento ore 7,45 al Boccetta. Spostamenti con mezzi propri. Per altre info Sebastiano 3491934306









