Domenica 14 settembre 2025 Escursione a Colle del Re per il posizionamento della targa del progetto Gliottomille.
Appuntamento alle 7:45 a San Michele Presenti: Tonino Seminerio, Giovanni Barbaro, Alberto Borgia, Francesco Pagano, Santinella Rotondo, Marcella De Francesco.
Formazione degli equipaggi e partenza. Tonino e Giovanni sono passati da Villafranca ed hanno preso a bordo Gino Biundo. Arrivati a
Barcellona alle 8,10 siamo usciti dall’autostrada ed abbiamo proseguito per Castroreale fino alla circonvallazione del paese e poi sulla strada provinciale 82/A di Malasà, che abbiamo percorso per alcuni chilometri sull’asfalto e per un breve tratto sul fondo in terra battuta.
Alle 8,45 abbiamo parcheggiato le macchine nello stesso slargo in cui le avevamo lasciate il nove febbraio e abbiamo iniziato a camminare lungo la sterrata entrando, dopo cinque minuti, nell’area del Bacino Montano del Longano, come informa il cartello delle Aziende Foreste Demaniali dove abbiamo fatto una foto di gruppo.
Alle 9,02 abbiamo raggiunto la fontana Madonna dell’Udienza, questa volta completamente secca, in prossimità di una graziosa edicola posta sotto un grande spuntone roccioso.
Qui si trova un bivio con una tabella che a destra indica Cardà ed è parte dell’itinerario turistico verde Castroreale-Serro Cardà- Tre Pizzi-Piano Margi, come spiegato in un cartello del Comune di Castroreale.
Seguendo la strada di sinistra, dopo circa 15 minuti, si raggiunge un altro bivio. distante circa 1,36 chilometri dalla partenza, dove una freccia indica, a destra, la direzione per Piano Margi . Dopo due minuti di consultazione la abbiamo imboccata ed abbiamo iniziato l’ascesa.
Alle 9,30, ad una curva a destra della trazzera Castroreale-Piano Margi abbiamo lasciato la comoda e larga strada per seguire, a sinistra, una pista di servizio che fa risparmiare diversi chilometri.
Questa pista è identificata da due pilastri e da una barra verde che la chiude dopo una trentina di metri, Dopo qualche centinaio di metri , a 55 minuti dalla partenza, sul lato destro, si incontra un punto d’acqua, costituito da un tubo che esce dal fianco della montagna e che scarica un abbondante fiotto in un secchio di plastica.
Si prosegue sulla larga e ben tenuta strada in costante salita, con pendenze variabili tra il 5 e il 15%, in buona parte all’ombra di alti castagni e roverelle.
Nei tratti in cui esce dal bosco si vedono splendidi scorci come quello di Pizzo di Sughero visto alle 10,19 a destra in alto. Giovanni, conoscitore di queste montagne, dice che si raggiunge da una strada che si prende dopo Piano Margi.
Alle 10,22 la strada è confluita nella trazzera Castroreale- Piano Margi, lasciata quasi un’ora prima, e , alle 10,27 in corrispondenza di una curva a sinistra, è apparsa la mole della nostra meta di oggi, Colle del Re, completamente spoglia di alberi nella parte più alta e riconoscibile per la presenza di una struttura metallica sulla cima.
Alle 10,43, dopo quasi due ore dalla partenza, abbiamo imboccato, a sinistra, una ripida scorciatoia che taglia un lungo tornante denominata “ Bivio Sgarrupata” come informa la tabella in legno ivi posta nel 2010 per ricordare Domenico Messina , amante di questi luoghi-
Proseguendo sempre dritto, alle 10,55, siamo arrivati alla sbarra verde che delimita la pista proveniente dal rifugio Bucolio che avevamo percorso il 9 febbraio. Andando a sinistra, dopo cinque minuti, si arriva a una stazione di pompaggio del metanodotto e costeggiando la recinzione abbiamo imboccato la trazzera a sinistra che, passando sotto il caratteristico monte Pietra Grossa, raggiunge Colle del Re.
La strada dopo un poco si arrampica decisamente, Tonino e Gino sono scattati in testa mentre Santinella , nonostante la stanchezza,non demordeva e avanzava caparbiamente.
Salendo di quota al di sopra degli alberi si comincia a vedere quasi tutto il panorama circostante: verso sud Montagna Grande e l’Etna, Rocca di Novara, i Nebrodi e a nord ovest Capo Tindari e a nord est la penisola di capo Milazzo.
Negli ultimi settecento metri la pendenza arriva a superare il 20% e il fondo è sconnesso perché invaso da massi instabili e solcato da profonde fenditure causate dallo scorrimento delle acque. Negli ultimi 150 metri abbiamo lasciato la traccia puntando verso la torretta metallica eretta sulla inospitale cima , coperta solo dai resti rinsecchiti di piante di Tasso Barbasso e l’abbiamo raggiunta alle 11,58, a quasi un’ora dalla stazione di pompaggio, a poco più di tre ore e a una distanza di circa sette chilometri dalla partenza,
Colle del Re, noto in dialetto locale come “a Codda o Re”, è una montagna nel comune di Barcellona Pozzo di Gotto.
Con i suoi 1180 m di altitudine, è uno dei rilievi più alti e conosciuti dei Monti Peloritani. Geograficamente fa parte del bacino montano Longano e del Demanio Mela, sovrastando la frazione montana di Migliardo (500 metri s.l.m.) nella contrada di Gala.
Le sue pendici sono ricoperte da fitti boschi di castagni, pini e querce, piantati in passato dal Corpo forestale della Regione siciliana. Tra questi boschi si trovano diverse aree attrezzate come Foleo, Acquarosa-Nipotelle, Bucolio e Piano Milioso, dove sorge anche il caratteristico pagliaio “Baffone”.
Dal punto di vista paesaggistico il Colle del Re domina l’intera area circostante con i suoi imponenti affioramenti rocciosi e le strisce parafuoco che ne solcano i boschi.
Lo sguardo spazia a 360 gradi, dall’Etna a sud, alla Rocca Salvatesta e alla catena dei Nebrodi e verso nord, Capo Tindari con i laghetti di Marinello, la penisola di Capo Milazzo, le Isole Eolie, Dinnammare e l’Aspromonte, Monte Scuderi , Rocca Timogna e tutti i Peloritani.
Storicamente, il Colle del Re era famoso per le “fossa nivi” (neviere), grandi fosse scavate dall’uomo per raccogliere la neve caduta durante l’inverno.
A questo punto, a differenza della scorsa volta, abbiamo indetto una assemblea generale per la scelta del posto in cui posizionare la targa, e una volta trovato, Francesco ha provato a fare i buchi sulla roccia con un trapanino di potenza talmente bassa da non scalfirla nemmeno. Dopo un ulteriore, inutile, tentativo di forare un profilato della torretta, consci che , come si dice a Oxford, “gliela stavamo sciusciannu” Francesco ha utilizzato un mastice speciale per incollare la targhetta su una roccia liscia distante una decina di metri dalla torretta e, alle 12,22 , con l’aiuto di Marcella c’è stato lo scummugghiamento della targhetta salutato dagli applausi dei presenti.
Fatte le foto di gruppo e i selfie, a dimostrazione dell’obiettivo raggiunto, abbiamo consumato comodamente il nostro pranzo al sacco e alle 13,05 ci siamo messi sulla via del ritorno.
Viste le ottime condizioni meteo e considerato il tempo a disposizione,abbiamo deciso di non percorrere la stessa strada fatta per arrivare in cima e abbiamo seguito il sentiero, a destra della torretta, che si sviluppa in cresta e raggiunge Piano del Re.
Dopo circa 600 metri lo abbiamo abbandonato scendendo a sinistra lungo il fianco della montagna fino a raggiungere una sterrata in mezzo agli alberi.
La strada è tutta in discesa con tornanti più o meno stretti lunghi e si percorre comodamente senza particolari sforzi camminando per lunghi tratti su un tappeto di foglie di castagno.
Dopo un’ora,,alle 14,05, ci siamo fermati per ricompattare il gruppo in una curva a gomito in corrispondenza del bivio che conduce al rifugio Bucolio.
Da qui in avanti la strada è quella percorsa ( in salita) nell’escursione del 9 febbraio, tutta a stretti tornanti nel bosco e dopo un’altra ora, imboccata la ripida discesa che taglia i tornanti in corrispondenza dell’area attrezzata Nipotelle siamo arrivati, alle 15,02 alla fontana Acqua Rosa.
Qui ci siamo fermati una decina di minuti per rinfrescarci, bere e scattare qualche foto di gruppo secondo le indicazioni di Marcella. La sterrata che va a sinistra ( guardando la fontana) porta a Barcellona , quella a destra, che abbiamo preso, supera il guado nel vallone Bernardazzo dove il torrente è quasi secco in questa stagione e arriva alla freccia che indica Piano Margi, chiudendo così l’anello.
Dopo una decina di minuti abbiamo superato la fontana Madonna dell’Udienza, raggiungendo, alle 15,45, le macchine posteggiate.
La lunghezza complessiva del bellissimo percorso tra i boschi di castagni , che ci ha portato in cima a Colle del Re e ci ha fatto scoprire posti incantevoli è stata di circa 15,5 chilometri con una ascesa di 710 metri.
L’escursione, per lo stato delle strade,è adatta a chiunque abbia una adeguata preparazione fisica, ma è da fare in giornate di tempo buono perché non ci sono ripari lungo il percorso avendo l’accortezza di indossare abbigliamento adatto e portando una sufficiente scorta d’acqua perché i punti di approvvigionamento sono solo all’inizio e alla fine.
Alle 16,05, sulla via del ritorno, ci siamo fermati per una decina di minuti al panificio Rappazzo, una piccola bottega molto conosciuta in zona, dove abbiamo acquistato, da una simpatica vecchietta, i tipici biscotti castriciani, di loro produzione, pane, formaggio, ricotta, mostarda ed altro.
Fatto il cambio parziale degli equipaggi siamo rientrati a Messina, arrivando a casa intorno alle 17,15.
Appuntamento alle 7:45 a San Michele Presenti: Tonino Seminerio, Giovanni Barbaro, Alberto Borgia, Francesco Pagano, Santinella Rotondo, Marcella De Francesco.
Formazione degli equipaggi e partenza. Tonino e Giovanni sono passati da Villafranca ed hanno preso a bordo Gino Biundo. Arrivati a
Barcellona alle 8,10 siamo usciti dall’autostrada ed abbiamo proseguito per Castroreale fino alla circonvallazione del paese e poi sulla strada provinciale 82/A di Malasà, che abbiamo percorso per alcuni chilometri sull’asfalto e per un breve tratto sul fondo in terra battuta.
Alle 8,45 abbiamo parcheggiato le macchine nello stesso slargo in cui le avevamo lasciate il nove febbraio e abbiamo iniziato a camminare lungo la sterrata entrando, dopo cinque minuti, nell’area del Bacino Montano del Longano, come informa il cartello delle Aziende Foreste Demaniali dove abbiamo fatto una foto di gruppo.
Alle 9,02 abbiamo raggiunto la fontana Madonna dell’Udienza, questa volta completamente secca, in prossimità di una graziosa edicola posta sotto un grande spuntone roccioso.
Qui si trova un bivio con una tabella che a destra indica Cardà ed è parte dell’itinerario turistico verde Castroreale-Serro Cardà- Tre Pizzi-Piano Margi, come spiegato in un cartello del Comune di Castroreale.
Seguendo la strada di sinistra, dopo circa 15 minuti, si raggiunge un altro bivio. distante circa 1,36 chilometri dalla partenza, dove una freccia indica, a destra, la direzione per Piano Margi . Dopo due minuti di consultazione la abbiamo imboccata ed abbiamo iniziato l’ascesa.
Alle 9,30, ad una curva a destra della trazzera Castroreale-Piano Margi abbiamo lasciato la comoda e larga strada per seguire, a sinistra, una pista di servizio che fa risparmiare diversi chilometri.
Questa pista è identificata da due pilastri e da una barra verde che la chiude dopo una trentina di metri, Dopo qualche centinaio di metri , a 55 minuti dalla partenza, sul lato destro, si incontra un punto d’acqua, costituito da un tubo che esce dal fianco della montagna e che scarica un abbondante fiotto in un secchio di plastica.
Si prosegue sulla larga e ben tenuta strada in costante salita, con pendenze variabili tra il 5 e il 15%, in buona parte all’ombra di alti castagni e roverelle.
Nei tratti in cui esce dal bosco si vedono splendidi scorci come quello di Pizzo di Sughero visto alle 10,19 a destra in alto. Giovanni, conoscitore di queste montagne, dice che si raggiunge da una strada che si prende dopo Piano Margi.
Alle 10,22 la strada è confluita nella trazzera Castroreale- Piano Margi, lasciata quasi un’ora prima, e , alle 10,27 in corrispondenza di una curva a sinistra, è apparsa la mole della nostra meta di oggi, Colle del Re, completamente spoglia di alberi nella parte più alta e riconoscibile per la presenza di una struttura metallica sulla cima.
Alle 10,43, dopo quasi due ore dalla partenza, abbiamo imboccato, a sinistra, una ripida scorciatoia che taglia un lungo tornante denominata “ Bivio Sgarrupata” come informa la tabella in legno ivi posta nel 2010 per ricordare Domenico Messina , amante di questi luoghi-
Proseguendo sempre dritto, alle 10,55, siamo arrivati alla sbarra verde che delimita la pista proveniente dal rifugio Bucolio che avevamo percorso il 9 febbraio. Andando a sinistra, dopo cinque minuti, si arriva a una stazione di pompaggio del metanodotto e costeggiando la recinzione abbiamo imboccato la trazzera a sinistra che, passando sotto il caratteristico monte Pietra Grossa, raggiunge Colle del Re.
La strada dopo un poco si arrampica decisamente, Tonino e Gino sono scattati in testa mentre Santinella , nonostante la stanchezza,non demordeva e avanzava caparbiamente.
Salendo di quota al di sopra degli alberi si comincia a vedere quasi tutto il panorama circostante: verso sud Montagna Grande e l’Etna, Rocca di Novara, i Nebrodi e a nord ovest Capo Tindari e a nord est la penisola di capo Milazzo.
Negli ultimi settecento metri la pendenza arriva a superare il 20% e il fondo è sconnesso perché invaso da massi instabili e solcato da profonde fenditure causate dallo scorrimento delle acque. Negli ultimi 150 metri abbiamo lasciato la traccia puntando verso la torretta metallica eretta sulla inospitale cima , coperta solo dai resti rinsecchiti di piante di Tasso Barbasso e l’abbiamo raggiunta alle 11,58, a quasi un’ora dalla stazione di pompaggio, a poco più di tre ore e a una distanza di circa sette chilometri dalla partenza,
Colle del Re, noto in dialetto locale come “a Codda o Re”, è una montagna nel comune di Barcellona Pozzo di Gotto.
Con i suoi 1180 m di altitudine, è uno dei rilievi più alti e conosciuti dei Monti Peloritani. Geograficamente fa parte del bacino montano Longano e del Demanio Mela, sovrastando la frazione montana di Migliardo (500 metri s.l.m.) nella contrada di Gala.
Le sue pendici sono ricoperte da fitti boschi di castagni, pini e querce, piantati in passato dal Corpo forestale della Regione siciliana. Tra questi boschi si trovano diverse aree attrezzate come Foleo, Acquarosa-Nipotelle, Bucolio e Piano Milioso, dove sorge anche il caratteristico pagliaio “Baffone”.
Dal punto di vista paesaggistico il Colle del Re domina l’intera area circostante con i suoi imponenti affioramenti rocciosi e le strisce parafuoco che ne solcano i boschi.
Lo sguardo spazia a 360 gradi, dall’Etna a sud, alla Rocca Salvatesta e alla catena dei Nebrodi e verso nord, Capo Tindari con i laghetti di Marinello, la penisola di Capo Milazzo, le Isole Eolie, Dinnammare e l’Aspromonte, Monte Scuderi , Rocca Timogna e tutti i Peloritani.
Storicamente, il Colle del Re era famoso per le “fossa nivi” (neviere), grandi fosse scavate dall’uomo per raccogliere la neve caduta durante l’inverno.
A questo punto, a differenza della scorsa volta, abbiamo indetto una assemblea generale per la scelta del posto in cui posizionare la targa, e una volta trovato, Francesco ha provato a fare i buchi sulla roccia con un trapanino di potenza talmente bassa da non scalfirla nemmeno. Dopo un ulteriore, inutile, tentativo di forare un profilato della torretta, consci che , come si dice a Oxford, “gliela stavamo sciusciannu” Francesco ha utilizzato un mastice speciale per incollare la targhetta su una roccia liscia distante una decina di metri dalla torretta e, alle 12,22 , con l’aiuto di Marcella c’è stato lo scummugghiamento della targhetta salutato dagli applausi dei presenti.
Fatte le foto di gruppo e i selfie, a dimostrazione dell’obiettivo raggiunto, abbiamo consumato comodamente il nostro pranzo al sacco e alle 13,05 ci siamo messi sulla via del ritorno.
Viste le ottime condizioni meteo e considerato il tempo a disposizione,abbiamo deciso di non percorrere la stessa strada fatta per arrivare in cima e abbiamo seguito il sentiero, a destra della torretta, che si sviluppa in cresta e raggiunge Piano del Re.
Dopo circa 600 metri lo abbiamo abbandonato scendendo a sinistra lungo il fianco della montagna fino a raggiungere una sterrata in mezzo agli alberi.
La strada è tutta in discesa con tornanti più o meno stretti lunghi e si percorre comodamente senza particolari sforzi camminando per lunghi tratti su un tappeto di foglie di castagno.
Dopo un’ora,,alle 14,05, ci siamo fermati per ricompattare il gruppo in una curva a gomito in corrispondenza del bivio che conduce al rifugio Bucolio.
Da qui in avanti la strada è quella percorsa ( in salita) nell’escursione del 9 febbraio, tutta a stretti tornanti nel bosco e dopo un’altra ora, imboccata la ripida discesa che taglia i tornanti in corrispondenza dell’area attrezzata Nipotelle siamo arrivati, alle 15,02 alla fontana Acqua Rosa.
Qui ci siamo fermati una decina di minuti per rinfrescarci, bere e scattare qualche foto di gruppo secondo le indicazioni di Marcella. La sterrata che va a sinistra ( guardando la fontana) porta a Barcellona , quella a destra, che abbiamo preso, supera il guado nel vallone Bernardazzo dove il torrente è quasi secco in questa stagione e arriva alla freccia che indica Piano Margi, chiudendo così l’anello.
Dopo una decina di minuti abbiamo superato la fontana Madonna dell’Udienza, raggiungendo, alle 15,45, le macchine posteggiate.
La lunghezza complessiva del bellissimo percorso tra i boschi di castagni , che ci ha portato in cima a Colle del Re e ci ha fatto scoprire posti incantevoli è stata di circa 15,5 chilometri con una ascesa di 710 metri.
L’escursione, per lo stato delle strade,è adatta a chiunque abbia una adeguata preparazione fisica, ma è da fare in giornate di tempo buono perché non ci sono ripari lungo il percorso avendo l’accortezza di indossare abbigliamento adatto e portando una sufficiente scorta d’acqua perché i punti di approvvigionamento sono solo all’inizio e alla fine.
Alle 16,05, sulla via del ritorno, ci siamo fermati per una decina di minuti al panificio Rappazzo, una piccola bottega molto conosciuta in zona, dove abbiamo acquistato, da una simpatica vecchietta, i tipici biscotti castriciani, di loro produzione, pane, formaggio, ricotta, mostarda ed altro.
Fatto il cambio parziale degli equipaggi siamo rientrati a Messina, arrivando a casa intorno alle 17,15.




