Trekking a Monte Poverello del 26 aprile 2026.
Appuntamento all’Immacolata alle 7,45.
Presenti : Filippo Cavallaro, Alberto Arena, Francesco Pagano, Alberto Borgia, Sebastiano Occhino, Caterina Trovatello, Stefania Davì, Serena Policastro.
Formazione degli equipaggi e partenza alle 7,50. Breve sosta alla sala Ausilia e prosecuzione verso Fiumedinisi e contrada La Santissima.
Parcheggiate le macchine alle 9,25 su uno spiazzo di fronte ad una sorgente ci siamo accorti che la ruota anteriore sinistra della macchina di Sebastiano era scoppia.
Dopo dieci minuti ci siamo messi in cammino e dopo poche centinaia di metri siamo arrivati ai cartelli che indicano, a sinistra la Valle degli Eremiti e a destra il sentiero Santissima/Piano Margi e il sentiero Italia.
Per un breve tratto ci siamo tenuti sulla strada a sinistra del torrente, ma ci siamo presto resi conto di avere sbagliato e, tornati indietro e guadato il torrente, abbiamo seguito la strada a destra superando le due costruzioni in muratura che permettono l’accesso alle gallerie dell’acquedotto della Santissima e dove, all’altezza della seconda, ad una curva a destra, alle 10,03 abbiamo superato i cartelli che indicano, a destra, la direzione per Piano Margi, Casa degli Alpini e Sentiero Italia.
Abbiamo proseguito sulla sterrata di sinistra, che costeggia l’alveo del torrente, in questo tratto asciutto, abbandonandola dopo una quindicina di minuti, per seguire il sentiero che si inerpica sul fianco a destra tra gli alberi e permette di risparmiare un lungo tratto di strada e ,superata la sorgente Lameri 2, nascosta tra le felci , alle 10,30 siamo arrivati al pianoro di Piano Margi.
Il luogo è sempre di una bellezza incomparabile, e nonostante siano passati più di cinquanta anni dalla sua scoperta, è sempre affascinante.
Oggi il tempo è splendido, il massiccio di Monte Scuderi, ricoperto dal verde della abbondante vegetazione primaverile si staglia maestoso contro il cielo azzurro e sembra che si possa toccare alla fine dell’altipiano coperto dalle giovani felci di un verde chiaro e dalle nuove foglie degli alberi con diverse sfumature di verde .
Dopo alcuni minuti, inoltrandoci a sinistra tra le felci, abbiamo raggiunto la Casa degli Alpini, a quota 859 metri a circa due chilometri dalla partenza.
Siamo sul Sentiero Italia (101) e i cartelli del CAI indicano, a sinistra, Monte Poverello raggiungibile in 1 ora e 20 minuti, Pizzo Acqua bianca, in 3 ore e 50 minuti, Posto Leone in 4 ore e 50 minuti e, a destra, l’imbocco del sentiero 140 per Fiumedinisi a 10 minuti, P. Cimmario a 1 ora e 20 minuti e il sentiero 136 per Itala a 3 ore e 30 minuti.
Il vecchio edificio, ridotto quasi a un rudere, è oggetto di consistenti lavori di ristrutturazione, e si sta operando anche al “Recupero e riqualificazione del Sentiero Italia (Strada provinciale agricola 11 115) nel tratto da Piano Margi a Portella Acqua Menta…OMISSIS… finalizzati al miglioramento della fruibilità della riserva naturale orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi” per un importo contrattuale di 14.280.840,31 euro .
I lavori, iniziati il 18/11/2024 , sarebbero dovuti finire alla fine dello scorso anno, ma procedono molto a rilento e, rispetto a quanto abbiamo visto a fine novembre, di nuovo c’è solo una struttura in cemento armato che potrebbe essere realizzata in una settimana.
È stato completamente stravolto il vecchio sentiero che portava a Monte Poverello e a Portella Acqua Menta, l’unico tratto della dorsale che fino a due anni orsono non era carrozzabile, con lo sbancamento del fianco della montagna e la realizzazione di una sterrata carrabile.
Quando il gruppo si è ricompattato abbiamo ripreso il cammino ammirando l’Etna innevato e alle 10,53 siamo arrivati alla sorgente Acqua Latte dove si trova un cartello che, erroneamente, la indica a quota 1076 metri.
Si prosegue lungo la comoda strada, con pendenze per brevi tratti intorno al 16% senza particolari difficoltà, ammirando il panorama circostante.
In alcune zone sbancate sono stati realizzati muri a secco in gabbie metalliche e opere di contenimento del terreno con paletti di legno infissi nel terreno e graticci intrecciati.
Il fondo è abbastanza compatto, ma ,viste le pendenze e l’insufficiente canalizzazione delle acque piovane si può presumere che tra qualche anno, in assenza di adeguata manutenzione, ci saranni diversi tratti danneggiati.
Alle 11,18 ,dopo aver superato un tratto in cui il costone è franato sulla sterrata, ostruendola completamente, siamo arrivati al bivio che, a sinistra conduce al pizzo degli Eremiti, al vallone Scodella e alla Santissima.
Da qui in avanti le pendenze della strada sono accentuate e raggiungono valori intorno al 25 % .
Si vedono la cima di Monte Poverello e, verso sud, la parte sommitale dell’Etna completamente bianca.
Alberto Arena, che , già da tempo, aveva accusato una certa stanchezza, era rimasto indietro e avanzava faticosamente in compagnia di Sebastiano e Filippo.
Alle 11,49 abbiamo raggiunto la sella di Portella Femmina Morta, a quota 1076 metri.
Da qui lo sguardo spazia sul versante tirrenico, su Capo Milazzo e le Isole Eolie e su tutta la catena dei Peloritani fino a Dinnammare.
I cartelli del CAI indicano, sul Sentiero Italia, Pizzo Croce a 1,5 ore, Pizzo Acqua Bianca a 2,5 ore e Posto Leone a 3,5 ore e, nella direzione di provenienza, la Casa degli Alpini a 0,35, il sentiero 140 per Fiumedinisi a 0,45 e il sentiero 136 per Itala a 1,05 ore.
Un altro cartello indica la direzione per Pizzo Prinzi (altezza 1209 m) a 0,30 ore, Pizzo Sale (altezza 1074 metri) a 1,10 ore e Rifugio Margiotta a 1,35 ore.
La strada diventa sempre più impegnativa e le pendenze, in certi tratti , raggiungono il 30%.
Dopo alcune centinaia di metri abbiamo incrociato un masso con le strisce bianco e rosso del CAI, il primo visto fino ad ora, ed alle 12,13 il cartello triangolare, debitamente colpito da una rosa di pallini di piombo, che indica la zona A della riserva Fiumedinisi/Monte Scuderi.
Alle 12,15 Stefania, Caterina, Serena, Alberto B. e poco dopo anche Francesco, si sono fermati su un rilievo sul lato sinistro della strada ad aspettare l’arrivo di Alberto A., Filippo e Sebastiano distaccati di una ventina di minuti.
Alle 12,45 tutti, tranne Alberto A. siamo arrivati alla base del monte Poverello e arrampicandoci in fuori pista sul fianco, in meno di dieci di minuti abbiamo raggiunto il box prefabbricato senza porta, contenente apparecchiature elettroniche fuori uso, che è stato installato una decina di metri sotto la cima.
Qualche minuto dopo, alle 12,55, siamo arrivati nel punto più alto, a quota 1279 metri, a 5,5 chilometri dalla partenza. Ci siamo messi subito a cercare la targhetta del progetto Gliottomille, posizionata alcuni mesi orsono da Carlo Panzera e Rocco La Fauci e, non trovandola, abbiamo chiamato Carlo al telefono.
Lui ci ha confermato che la targa era proprio sulla cima e mentre parlavamo ci siamo accorti che su una pietra c’erano le viti ed i tasselli di ancoraggio che fissavano la targhetta, evidentemente asportata da ignoti per motivi incomprensibili, se non per semplice atto vandalico.
Scattate le foto di ognuno vicino alla (fu) targhetta in modo da permettere a Francesco di fare un fotomontaggio e poi girato il breve video di gruppo.
Alle 13,10 abbiamo iniziato la discesa e siamo arrivati senza difficoltà alla sterrata che, a destra prosegue verso contrada Acqua Menta.
Quando abbiamo raggiunto Alberto A. lo abbiamo trovato piuttosto provato dalla fatica, esagerando chiedeva di essere preso da un elicottero, diceva di non sentire le gambe ed aveva nausea che, secondo il parere di quasi tutti era dovuta alla stanchezza, mentre Filippo parlava di cause riconducibili al mancato allenamento dei centri del respiro posizionati nella parte bulbare del Sistema Nervoso.
Abbiamo sostato una mezz’ora per pranzare e
alle 14,00 ci siamo incamminati sulla ripida via del ritorno.
Alle 14,30 il primo gruppo è arrivato al cartello, sotto pizzo Leumorto, che indica Pizzo degli Eremiti e la Santissima distante 2,3 ore.
Quando, una ventina di minuti dopo, ci hanno raggiunti Alberto con gli altri abbiamo imboccato la comoda strada in discesa, con pendenza intorno al 10%, immersa nel verde del bosco. Superato pizzo degli Eremiti la strada si snoda in ampi tornanti e alle 15,25 abbiamo intercettato una sorgente.
Dopo circa mezz’ora siamo arrivati alla Santissima e al parcheggio delle macchine. In attesa dell’arrivo della retrovia, Sebastiano e Francesco hanno sostituito la gomma mentre Caterina e Alberto pulivano quella forata lavandola nel torrente prima di metterla nell’alloggiamento del bagagliaio.
Dopo aver modificato gli equipaggi ci siamo messi in macchina e intorno alle 16,35 siamo partiti arrivando a Messina alle 18,10.
Il percorso complessivo del bellissimo trekking è stato di circa 10 chilometri con dislivello di 610 metri, e non è stato particolarmente impegnativo, tanto che la valutazione di grado E E risulta eccessiva.
Appuntamento all’Immacolata alle 7,45.
Presenti : Filippo Cavallaro, Alberto Arena, Francesco Pagano, Alberto Borgia, Sebastiano Occhino, Caterina Trovatello, Stefania Davì, Serena Policastro.
Formazione degli equipaggi e partenza alle 7,50. Breve sosta alla sala Ausilia e prosecuzione verso Fiumedinisi e contrada La Santissima.
Parcheggiate le macchine alle 9,25 su uno spiazzo di fronte ad una sorgente ci siamo accorti che la ruota anteriore sinistra della macchina di Sebastiano era scoppia.
Dopo dieci minuti ci siamo messi in cammino e dopo poche centinaia di metri siamo arrivati ai cartelli che indicano, a sinistra la Valle degli Eremiti e a destra il sentiero Santissima/Piano Margi e il sentiero Italia.
Per un breve tratto ci siamo tenuti sulla strada a sinistra del torrente, ma ci siamo presto resi conto di avere sbagliato e, tornati indietro e guadato il torrente, abbiamo seguito la strada a destra superando le due costruzioni in muratura che permettono l’accesso alle gallerie dell’acquedotto della Santissima e dove, all’altezza della seconda, ad una curva a destra, alle 10,03 abbiamo superato i cartelli che indicano, a destra, la direzione per Piano Margi, Casa degli Alpini e Sentiero Italia.
Abbiamo proseguito sulla sterrata di sinistra, che costeggia l’alveo del torrente, in questo tratto asciutto, abbandonandola dopo una quindicina di minuti, per seguire il sentiero che si inerpica sul fianco a destra tra gli alberi e permette di risparmiare un lungo tratto di strada e ,superata la sorgente Lameri 2, nascosta tra le felci , alle 10,30 siamo arrivati al pianoro di Piano Margi.
Il luogo è sempre di una bellezza incomparabile, e nonostante siano passati più di cinquanta anni dalla sua scoperta, è sempre affascinante.
Oggi il tempo è splendido, il massiccio di Monte Scuderi, ricoperto dal verde della abbondante vegetazione primaverile si staglia maestoso contro il cielo azzurro e sembra che si possa toccare alla fine dell’altipiano coperto dalle giovani felci di un verde chiaro e dalle nuove foglie degli alberi con diverse sfumature di verde .
Dopo alcuni minuti, inoltrandoci a sinistra tra le felci, abbiamo raggiunto la Casa degli Alpini, a quota 859 metri a circa due chilometri dalla partenza.
Siamo sul Sentiero Italia (101) e i cartelli del CAI indicano, a sinistra, Monte Poverello raggiungibile in 1 ora e 20 minuti, Pizzo Acqua bianca, in 3 ore e 50 minuti, Posto Leone in 4 ore e 50 minuti e, a destra, l’imbocco del sentiero 140 per Fiumedinisi a 10 minuti, P. Cimmario a 1 ora e 20 minuti e il sentiero 136 per Itala a 3 ore e 30 minuti.
Il vecchio edificio, ridotto quasi a un rudere, è oggetto di consistenti lavori di ristrutturazione, e si sta operando anche al “Recupero e riqualificazione del Sentiero Italia (Strada provinciale agricola 11 115) nel tratto da Piano Margi a Portella Acqua Menta…OMISSIS… finalizzati al miglioramento della fruibilità della riserva naturale orientata Fiumedinisi e Monte Scuderi” per un importo contrattuale di 14.280.840,31 euro .
I lavori, iniziati il 18/11/2024 , sarebbero dovuti finire alla fine dello scorso anno, ma procedono molto a rilento e, rispetto a quanto abbiamo visto a fine novembre, di nuovo c’è solo una struttura in cemento armato che potrebbe essere realizzata in una settimana.
È stato completamente stravolto il vecchio sentiero che portava a Monte Poverello e a Portella Acqua Menta, l’unico tratto della dorsale che fino a due anni orsono non era carrozzabile, con lo sbancamento del fianco della montagna e la realizzazione di una sterrata carrabile.
Quando il gruppo si è ricompattato abbiamo ripreso il cammino ammirando l’Etna innevato e alle 10,53 siamo arrivati alla sorgente Acqua Latte dove si trova un cartello che, erroneamente, la indica a quota 1076 metri.
Si prosegue lungo la comoda strada, con pendenze per brevi tratti intorno al 16% senza particolari difficoltà, ammirando il panorama circostante.
In alcune zone sbancate sono stati realizzati muri a secco in gabbie metalliche e opere di contenimento del terreno con paletti di legno infissi nel terreno e graticci intrecciati.
Il fondo è abbastanza compatto, ma ,viste le pendenze e l’insufficiente canalizzazione delle acque piovane si può presumere che tra qualche anno, in assenza di adeguata manutenzione, ci saranni diversi tratti danneggiati.
Alle 11,18 ,dopo aver superato un tratto in cui il costone è franato sulla sterrata, ostruendola completamente, siamo arrivati al bivio che, a sinistra conduce al pizzo degli Eremiti, al vallone Scodella e alla Santissima.
Da qui in avanti le pendenze della strada sono accentuate e raggiungono valori intorno al 25 % .
Si vedono la cima di Monte Poverello e, verso sud, la parte sommitale dell’Etna completamente bianca.
Alberto Arena, che , già da tempo, aveva accusato una certa stanchezza, era rimasto indietro e avanzava faticosamente in compagnia di Sebastiano e Filippo.
Alle 11,49 abbiamo raggiunto la sella di Portella Femmina Morta, a quota 1076 metri.
Da qui lo sguardo spazia sul versante tirrenico, su Capo Milazzo e le Isole Eolie e su tutta la catena dei Peloritani fino a Dinnammare.
I cartelli del CAI indicano, sul Sentiero Italia, Pizzo Croce a 1,5 ore, Pizzo Acqua Bianca a 2,5 ore e Posto Leone a 3,5 ore e, nella direzione di provenienza, la Casa degli Alpini a 0,35, il sentiero 140 per Fiumedinisi a 0,45 e il sentiero 136 per Itala a 1,05 ore.
Un altro cartello indica la direzione per Pizzo Prinzi (altezza 1209 m) a 0,30 ore, Pizzo Sale (altezza 1074 metri) a 1,10 ore e Rifugio Margiotta a 1,35 ore.
La strada diventa sempre più impegnativa e le pendenze, in certi tratti , raggiungono il 30%.
Dopo alcune centinaia di metri abbiamo incrociato un masso con le strisce bianco e rosso del CAI, il primo visto fino ad ora, ed alle 12,13 il cartello triangolare, debitamente colpito da una rosa di pallini di piombo, che indica la zona A della riserva Fiumedinisi/Monte Scuderi.
Alle 12,15 Stefania, Caterina, Serena, Alberto B. e poco dopo anche Francesco, si sono fermati su un rilievo sul lato sinistro della strada ad aspettare l’arrivo di Alberto A., Filippo e Sebastiano distaccati di una ventina di minuti.
Alle 12,45 tutti, tranne Alberto A. siamo arrivati alla base del monte Poverello e arrampicandoci in fuori pista sul fianco, in meno di dieci di minuti abbiamo raggiunto il box prefabbricato senza porta, contenente apparecchiature elettroniche fuori uso, che è stato installato una decina di metri sotto la cima.
Qualche minuto dopo, alle 12,55, siamo arrivati nel punto più alto, a quota 1279 metri, a 5,5 chilometri dalla partenza. Ci siamo messi subito a cercare la targhetta del progetto Gliottomille, posizionata alcuni mesi orsono da Carlo Panzera e Rocco La Fauci e, non trovandola, abbiamo chiamato Carlo al telefono.
Lui ci ha confermato che la targa era proprio sulla cima e mentre parlavamo ci siamo accorti che su una pietra c’erano le viti ed i tasselli di ancoraggio che fissavano la targhetta, evidentemente asportata da ignoti per motivi incomprensibili, se non per semplice atto vandalico.
Scattate le foto di ognuno vicino alla (fu) targhetta in modo da permettere a Francesco di fare un fotomontaggio e poi girato il breve video di gruppo.
Alle 13,10 abbiamo iniziato la discesa e siamo arrivati senza difficoltà alla sterrata che, a destra prosegue verso contrada Acqua Menta.
Quando abbiamo raggiunto Alberto A. lo abbiamo trovato piuttosto provato dalla fatica, esagerando chiedeva di essere preso da un elicottero, diceva di non sentire le gambe ed aveva nausea che, secondo il parere di quasi tutti era dovuta alla stanchezza, mentre Filippo parlava di cause riconducibili al mancato allenamento dei centri del respiro posizionati nella parte bulbare del Sistema Nervoso.
Abbiamo sostato una mezz’ora per pranzare e
alle 14,00 ci siamo incamminati sulla ripida via del ritorno.
Alle 14,30 il primo gruppo è arrivato al cartello, sotto pizzo Leumorto, che indica Pizzo degli Eremiti e la Santissima distante 2,3 ore.
Quando, una ventina di minuti dopo, ci hanno raggiunti Alberto con gli altri abbiamo imboccato la comoda strada in discesa, con pendenza intorno al 10%, immersa nel verde del bosco. Superato pizzo degli Eremiti la strada si snoda in ampi tornanti e alle 15,25 abbiamo intercettato una sorgente.
Dopo circa mezz’ora siamo arrivati alla Santissima e al parcheggio delle macchine. In attesa dell’arrivo della retrovia, Sebastiano e Francesco hanno sostituito la gomma mentre Caterina e Alberto pulivano quella forata lavandola nel torrente prima di metterla nell’alloggiamento del bagagliaio.
Dopo aver modificato gli equipaggi ci siamo messi in macchina e intorno alle 16,35 siamo partiti arrivando a Messina alle 18,10.
Il percorso complessivo del bellissimo trekking è stato di circa 10 chilometri con dislivello di 610 metri, e non è stato particolarmente impegnativo, tanto che la valutazione di grado E E risulta eccessiva.




