Re Colapesce

Trekking a Piano Milioso del 14 dicembre 2025

Trekking a Piano Milioso del 14 dicembre 2025.
Appuntamento alle 7,30 all’Immacolata.
Presenti: Marcello Aricò, Giuseppe Fava, Flavia De Carlo, Franco Privitera, Melina Morabito. Formazione degli equipaggi e partenza con le macchine di Giuseppe e di Franco.
Presa la direzione per Barcellona, superato ponte Longano e poi risalito il torrente per una decina di chilometri, superata la contrada Miliardo proseguito verso San Nicola dove abbiamo parcheggiato le macchine e ci siamo incontrati con Giancarlo De Pasquale e la sua amica Elena, provenienti da San Pier Niceto.
Alle 9,00 ci siamo messi in marcia su una larga e comoda sterrata in leggera salita.
La copertura boscata di questa zona si compone di pini, castagni ed a tratti anche eucalipti ed acacie in composizione multicolore di particolare bellezza e suggestione. Interessante è anche la flora del sottobosco ricca, tra l’altro, in primavera anche di violette.
Dopo un paio di chilometri, abbiamo raggiunto l’area attrezzata di rifugio Foleo.
La ricettività è data da diversi tavoli e panche in legno, un punto cottura, una fontanella, e vicino al punto cottura anche da un forno.
Annessa all’area c’è anche un rifugio forestale utilizzato come magazzino-ricovero degli attrezzi di lavoro e nelle pertinenze è stata costruita una cappella dedicata a S. Giovanni Gualberto.
Annualmente, prima dell’estate, qui si celebra una sorta di giornata di ringraziamento da parte del personale forestale.
Intorno alle 9,10 abbiamo lasciato l’area seguendo la freccia in direzione Nipotelle/Piano Margi.
Proseguendo lungo la comoda strada bianca all’interno del Demanio, alle 9,45, siamo arrivati in un punto dove lo sguardo spazia su capo Tindari e, dopo una quindicina di minuti , abbiamo incrociato un originale ed elaborato cartello indicatore in legno intarsiato, piantato tra alti e colonnari castagni e roverelle, che indica Milioso a una distanza di 4 Km.
Imboccata la strada a destra si continua in leggera salita superando prima alti alberi di eucalipto con la corteccia dalle strane forme e poi caratteristici boschetti di pino molto fitti alternati a castagni e roverelle fino a raggiungere la cresta spartiacque dei Monti Peloritani Centrali, dove passa la linea del metanodotto.
Continuando lungo la strada che si snoda a sinistra, quasi su una stessa curva di livello, sempre in area demaniale, alle 11,45 siamo arrivati al cancello dell’area attrezzata di Milioso, ubicata in un piano in posizione panoramica sotto pini mediterranei altissimi di vecchio impianto. Le strutture ricettive esistenti sono composte da numerosi tavoli in legno con panche , focolai, fontanella ed una originale costruzione rustica “tipo pagliaio” di forma circolare molto suggestivo.
La copertura con frascame locale e l’ampiezza del “pagliaio” consente di ospitare una trentina di persone per pernottare. La strada di accesso, ben tenuta e percorribile in macchina senza problemi, permette di arrivare comodamente e si puó pensare di utilizzare l’area come luogo per un pic-nic associativo nella prossima stagione primaverile.
Dopo una breve sosta, intorno alle 12,00, ci siamo inoltrati in un bosco con alberi contorti e con il terreno completamente ricoperto di foglie secche e dopo una decina di minuti, superata una chiudenda, abbiamo attraversato un campo pieno degli alti steli di cardi del lanaio, uno pseudo cardo così chiamato perché in passato le infiorescenze venivano utilizzare per la cardatura della lana.
La meta intermedia era una quercia gigante che conosceva Giuseppe.
Il percorso presentava qualche difficoltà, tra cui un sentiero invaso dai rovi che Giuseppe ha dovuto tagliare per avanzare.
Vista la difficoltà Franco e Marcello hanno deciso di tornare indietro per la stessa strada e intorno alle 13,50 sono arrivati all’area attrezzata di Milioso, dove hanno consumato il pranzo e alle 15,00 hanno raggiunto le macchine, percorrendo complessivamente circa 15 chilometri.
Giuseppe con gli altri hanno proseguito alla ricerca della quercia gigante .
Abbiamo scavalcato la recinzione e seguito il sentiero, poco visibile poiché coperto dai rovi, che superiamo facendoci largo con le braccia e i bastoncini.
Più avanti il sentiero era libero ed abbiamo iniziato una discesa, in alcuni punti anche un po’ ripida.
Purtroppo non abbiamo potuto raggiungere la quercia, poiché dopo circa 30 minuti di cammino abbiamo deciso di tornare indietro, per poter arrivare alle macchine prima che facesse buio.
DIARIO DI BORDO REDATTO DA MARCELLO ARICO’ E FLAVIA DE CARLO

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