Trekking del 18 gennaio 2026 in sostituzione di quello programmato per andare a Bosco Caliero, sopra Forza d’Agrò, annullato per previsto maltempo.
Appuntamento alle 8,00 all’Immacolata. Presenti: Marcello Aricò, Santino Cannavò, Filippo Cavallaro, Carmelo Geraci, Alberto Borgia, Sebastiano Occhino, Caterina Trovatello, Katia Tribulato, Angelo Salvo, Teresa Freni. Dopo una breve consultazione si è deciso all’unanimità di andare a Forte Campone.
Formazione degli equipaggi e partenza.
Parcheggiate le macchine a Musolino e in cammino alle 8:30.
Cielo coperto, assenza di vento, temperatura relativamente elevata per la stagione e il luogo. Tranquilla passeggiata sulla comoda e larga strada immersa tra gli alberi, nel bosco dove si vedono molti alberi abbattuti dal vento, in parte tagliati per liberare la sede stradale.
Dopo circa mezz’ora siamo arrivati al cancello della ex villa Rodriquez e alle 9,27, dopo circa un’ora dalla partenza, a 3 chilometri di distanza, alla strada che, a sinistra, va verso il Forte, a destra, conduce a uno spiazzo con le arnie e prosegue, costeggiando più a valle Monte Cone, in direzione Calvaruso.
Quasi all’incrocio, sul lato sinistro della strada, sopra il muro in cemento, poco visibile perché tra gli alberi, c’è una piccola baracchetta in legno, molto rustica, con una tettoia in lamiera, arredata con un tavolo e due panche, che può essere un utile riparo in caso di pioggia.
Proseguendo, dopo una ventina di minuti, a 4 km dalla partenza si arriva al bivio che a sinistra conduce a Pizzo Chiarino, a destra va al Forte.
Alle 9,58, a 4,5 chilometri dalle macchine, abbiamo superato il cippo con indicazione 9 e subito dopo a destra, in leggera salita, la strada che passa sotto Monte Straccio e si ricongiunge a quella incontrata mezz’ora prima che va verso Calvaruso.
Alle 10:23, a circa 5,5 chilometri da Musolino, siamo arrivati a Forte Campone.
Abbandonato da diversi anni è chiuso, ma utilizzato dai pastori come ricovero per le greggi.
La fontana sullo spiazzo antistante l’ingresso è secca ed è stato asportato il rubinetto.
Il forte, realizzato verso la fine dell’Ottocento, aveva lo scopo di difendere i versanti delle fiumare di Saponara, Castelluccio e Gallo, punti strategici per il controllo del territorio.
È situato a 500 metri sul livello del mare, con un orientamento di 300° Nord-Ovest e una distanza dalla costa di circa 3750 metri. Fu costruito per controllare il settore del versante tirrenico e dispone di otto piazzole per cannoni. Inoltre, è circondato da un fossato, con un ponte levatoio, caratteristiche comuni delle fortificazioni umbertine.
La struttura era progettata per ospitare un presidio composto da 3 ufficiali, 120 uomini di truppa, 70 uomini della batteria, che dormivano su paglia a terra, e altri 50 soldati che utilizzavano brande per il riposo.
Breve sosta per la foto di gruppo davanti alla lapide che ricorda Graziella Campagna, posta nel luogo dove venne assassinata il 12 dicembre 1985.
Ripresa, alle 10,40, la via del ritorno siamo arrivati, “lento pede”, alle macchine dopo due ore, alle 12,40.
Lunghezza complessiva del percorso circa 11 chilometri.
Il trekking di oggi per molti dei partecipanti è stato il primo dopo diversi mesi di riposo forzato e, grazie alle caratteristiche della strada, senza pendenze eccessive e con ottimo fondo, ha costituito un valido allenamento per saggiare le proprie capacità.
Il tempo, bello nonostante il cielo coperto, e la buona compagnia hanno fatto apprezzare un sentiero che, anche se percorso molte volte, si addentra in un bellissimo bosco, a 15 minuti dalla città, che offre scorci di autentica bellezza.
Purtroppo la decisione estemporanea non ci ha permesso di organizzare una adeguata “rrustuta” che avrebbe degnamente coronato la bella escursione.
Appuntamento alle 8,00 all’Immacolata. Presenti: Marcello Aricò, Santino Cannavò, Filippo Cavallaro, Carmelo Geraci, Alberto Borgia, Sebastiano Occhino, Caterina Trovatello, Katia Tribulato, Angelo Salvo, Teresa Freni. Dopo una breve consultazione si è deciso all’unanimità di andare a Forte Campone.
Formazione degli equipaggi e partenza.
Parcheggiate le macchine a Musolino e in cammino alle 8:30.
Cielo coperto, assenza di vento, temperatura relativamente elevata per la stagione e il luogo. Tranquilla passeggiata sulla comoda e larga strada immersa tra gli alberi, nel bosco dove si vedono molti alberi abbattuti dal vento, in parte tagliati per liberare la sede stradale.
Dopo circa mezz’ora siamo arrivati al cancello della ex villa Rodriquez e alle 9,27, dopo circa un’ora dalla partenza, a 3 chilometri di distanza, alla strada che, a sinistra, va verso il Forte, a destra, conduce a uno spiazzo con le arnie e prosegue, costeggiando più a valle Monte Cone, in direzione Calvaruso.
Quasi all’incrocio, sul lato sinistro della strada, sopra il muro in cemento, poco visibile perché tra gli alberi, c’è una piccola baracchetta in legno, molto rustica, con una tettoia in lamiera, arredata con un tavolo e due panche, che può essere un utile riparo in caso di pioggia.
Proseguendo, dopo una ventina di minuti, a 4 km dalla partenza si arriva al bivio che a sinistra conduce a Pizzo Chiarino, a destra va al Forte.
Alle 9,58, a 4,5 chilometri dalle macchine, abbiamo superato il cippo con indicazione 9 e subito dopo a destra, in leggera salita, la strada che passa sotto Monte Straccio e si ricongiunge a quella incontrata mezz’ora prima che va verso Calvaruso.
Alle 10:23, a circa 5,5 chilometri da Musolino, siamo arrivati a Forte Campone.
Abbandonato da diversi anni è chiuso, ma utilizzato dai pastori come ricovero per le greggi.
La fontana sullo spiazzo antistante l’ingresso è secca ed è stato asportato il rubinetto.
Il forte, realizzato verso la fine dell’Ottocento, aveva lo scopo di difendere i versanti delle fiumare di Saponara, Castelluccio e Gallo, punti strategici per il controllo del territorio.
È situato a 500 metri sul livello del mare, con un orientamento di 300° Nord-Ovest e una distanza dalla costa di circa 3750 metri. Fu costruito per controllare il settore del versante tirrenico e dispone di otto piazzole per cannoni. Inoltre, è circondato da un fossato, con un ponte levatoio, caratteristiche comuni delle fortificazioni umbertine.
La struttura era progettata per ospitare un presidio composto da 3 ufficiali, 120 uomini di truppa, 70 uomini della batteria, che dormivano su paglia a terra, e altri 50 soldati che utilizzavano brande per il riposo.
Breve sosta per la foto di gruppo davanti alla lapide che ricorda Graziella Campagna, posta nel luogo dove venne assassinata il 12 dicembre 1985.
Ripresa, alle 10,40, la via del ritorno siamo arrivati, “lento pede”, alle macchine dopo due ore, alle 12,40.
Lunghezza complessiva del percorso circa 11 chilometri.
Il trekking di oggi per molti dei partecipanti è stato il primo dopo diversi mesi di riposo forzato e, grazie alle caratteristiche della strada, senza pendenze eccessive e con ottimo fondo, ha costituito un valido allenamento per saggiare le proprie capacità.
Il tempo, bello nonostante il cielo coperto, e la buona compagnia hanno fatto apprezzare un sentiero che, anche se percorso molte volte, si addentra in un bellissimo bosco, a 15 minuti dalla città, che offre scorci di autentica bellezza.
Purtroppo la decisione estemporanea non ci ha permesso di organizzare una adeguata “rrustuta” che avrebbe degnamente coronato la bella escursione.


