Incontro Gourmet con una tradizione di nicchia: La carne al forno. Mercoledì 12 giugno alle 20.30 a San Filippo Superiore Quota di partecipazione 25,00. Doppio appuntamento ore 20.00 Boccetta, ore 20.30 piazza di San Filippo.La prenotazione presuppone l’adesione comunque all’attività con pagamento della quota. Da qualche tempo le persone si prenotano e poi non vengono alle attività. Come dice uno slogan: “ No perdigiorno “Scadenza prenotazione 6 Giugno perché dobbiamo comunicare il numero di partecipanti.
Tour di Siracusa con il treno
Nuova esperienza associativa. In modo di viaggiare alternativo alla macchina con un trasporto sostenibile. Bisogna prenotare. Il biglietto. E dare adesione con il sondaggio. Appuntamento stazione ore 7.00 e ritorno ore 21.00.
Preescursione alla Polveriera di Campo Italia e al Forte Masotto
Escursione alla ex polveriera di Campo Italia del 19 maggio 2024 .Appuntamento alle 8,00 all’edicola di via Palermo.Presenti :Marcello Aricó, Carlo Panzera, Alberto Borgia, Angela Paratore, Bruno Manfrè.Partenza verso l’Annunziata alta dove abbiamo preso Carmelo Geraci che ci aspettava sotto casa. Alle 8,20 parcheggiate le macchine fuori uno degli ingressi della ex polveriera e lenta camminata tra gli edifici abbandonati e gli alberi distrutti dall’incendio della scorsa estate. Il commento di tutti noi è che un’area così vasta, in un luogo bellissimo, dovrebbe essere adeguatamente ristrutturata e resa fruibile alla cittadinanza. Ormai quasi tre anni fa il Comune aveva dichiarato che avrebbe cercato di acquisire l’area insieme a Forte Spuria, ma non sembra che i fatti stiano confermando le belle parole.Quasi tutti gli edifici sono stati vandalizzati, l’area è utilizzata come pista per le moto da cross e per teatro di “battaglie” per gli appassionati di softair e qualche edificio, dove si vedono segni di una relativa pulizia, è probabilmente utilizzato per incontri.Alle 9,15 siamo arrivati al cancello di ingresso al Tiro a segno, Carmelo si è accorto che era aperto e siamo entrati. Si vede che la struttura non è utilizzata da tempo e ci siamo accomodati per una sosta caffè e dolce offerto dalla famiglia Manfrè. Al ritmo di “Valentina”, una pseudo canzone del rapper messinese “Canazzo” abbiamo fatto una foto per immortalare il luogo.Alla ricerca dell’accesso al forte Masotto siamo arrivati ad un edificio dove c’era parcheggiato un furgone, siamo entrati e abbiamo incontrato una persona che, insieme ad altri stava lavorando al ripristino del locale dove si spara con le pistole, completamente distrutto dall’incendio di fine luglio. Ci raccontava che non era stato possibile fare niente per evitare il disastro. Il tiro a segno nazionale è gestito dal Ministero degli interni ed è utilizzato, oltre che da appassionati, anche dalla Polizia e dalle Guardie giurate. Ci spiegava che c’è la possibilità di provare a sparare registrandosi in segreteria. I lavori dovranno essere completati entro il 20 giugno.Seguendo le indicazioni del nostro interlocutore siamo tornati indietro e costeggiando il muro della recinzione su un sentiero percorribile solo perché la vegetazione distrutta dall’incendio non è ancora impenetrabile, siamo arrivati, alle 9,50, al monumentale ingresso principale del forte, chiuso da una alta cancellata di ferro.Il forte Masotto è la più vecchia opera messinese del periodo umbertino, è seconda per dimensioni soltanto ad altre fortificazioni che appartengono ad anni precedenti. Da evidenziare lo spettacolare panorama che offre il luogo in cui sorge e che spazia da nord ovest a sud est, dalle isole Eolie fino a capo di Pellaro in Calabria, da Punta Faro e tutto lo stretto di Messina.La batteria Masotto è una vera fortezza, in quanto si distingue per dimensioni da tutte le opere Umbertine. La struttura adibita principalmente a polveriera (suo nome originario) fu palcoscenico di una grave sciagura: una tremenda esplosione uccise più di 20 soldati colti dall’ improvvisa deflagrazione. Le vittime dell’immane tragedia sono ricordate da un monumento che si trova all’interno del cimitero monumentale di Messina.Forte Masotto sorge a nord della città sul territorio di Curcuraci (toponimo che deriva dall’arabo Kurkur: aci, cioè territorio fortificato), panoramico villaggio collinare situato tra i villaggi di Faro Superiore, le Masse, Castanea. Nella stessa area, e comunque poco distanti tra loro, si possono ammirare diverse strutture fortificate di tre epoche storiche diverse, e di diverse dimensioni e funzione.Vi sono infatti ben 3 batterie Umbertine di fine 800 (Menaia/Crispi, Serra la Croce e Polveriera/Masotto) ed un’area fortificata, l’antico Campo Inglese, edificato agli inizi dell’ 800 e soppiantato dall’ex deposito munizioni dell’Esercito. Nella zona circostante si possono notare inoltre 18 bunker o casematte di varie tipologie.Forte Masotto è molto più grande di tutte le strutture Umbertine coeve. La superficie è stimabile in poco più di 4000 mq, mentre l’altezza equivale a quella di un palazzo di 4 piani.Quest’opera ha subito nel tempo lavori di ristrutturazione sia esterni che interni e all’interno dei piani nel fossato si può ancora notare l’impianto di aerazione moderno mentre all’esterno è ancora visibile la più recente griglia metallica parafulmine.La batteria Masotto si distingue anche per una serie di caratteristiche,tra cui gli ingressi, che sono due contro l’unico delle altre batterie Umbertine.La batteria è composta da 3 livelli principali a scaloni, tra i quali si inseriscono altri piani intermedi collegati tra di essi. E’ possibile salire o scendere a piacimento attraverso scale e cunicoli che permettono di girare liberamente all’interno della fortezza. I piani interni sono collegati tramite diverse scale e tunnel con i piani superiori.Per numero di obici (10), è la più munita in assoluto.Nel tentativo di trovare una via di accesso alternativa abbiamo tentato di costeggiare il fossato, ma i rovi, anche se non altissimi, ci hanno dissuaso a perseguire.Alle 10,15 abbiamo fatto dietrofront e, con calma, siamo tornati indietro, raggiungendo, alle 11,15 circa, un punto panoramico che domina tutto lo Stretto. Purtroppo la visibilità era scarsa per la foschia, nonostante soffiasse un impetuoso vento di maestrale.Dopo una foto di gruppo, alle 11,30 siamo arrivati alle macchine. Percorso totale stimato circa sette chilometri.Angela, Bruno e Carmelo sono tornati dalla stessa strada dell’andata, mentre l’altro equipaggio, per indicare ad una ragazza la strada per raggiungere il Faro, ha attraversato la polveriera ed ha raggiunto la strada provinciale Masse – Curcuraci proseguendo per contrada Marotta. Qui ci siamo fermati nel piccolo appezzamento di terreno che Marcello e Antonio Zampaglione hanno coltivato per qualche tempo e abbiamo raccolto le more di gelso di un piccolo albero.Arrivo a casa alle 12,15.Anche questo percorso si presta bene per un futuro bus – trekking.
programmi e bozze
Campo Italia in foto
Pre escursione nel territorio di Curcuraci con esplorazioni del forte Masotto e la sua polveriera
Vallone Bordonaro in foto
Trekking notturno a Croce Cumia del 17 maggio 2024
Trekking notturno a Croce Cumia del 17 maggio 2024. Appuntamento alle 20,00 all’Immacolata.Presenti:Marcello Aricò, Franco Mastroeni, Carlo Panzera, Carmelo Geraci, Arturo Lucà Trombetta, Ciccio Briguglio, Sebastiano Occhino, Carmen Borgia, Alberto Borgia. Alle Quattro Strade ci siamo incontrati con Bruno Manfrè, Angela Paratore, Vittorio Manfrè,Giancarlo Santamaria, Marisa Santamaria, Tonino Seminerio e Giusy Quartaronello.Arrivati in gruppo a Croce Cumia abbiamo parcheggiato nello slargo davanti al cancello del vivaio Ziriò e qui ci ha raggiunti Santino Cannavó. Alle 20,50 ci siamo messi in marcia sulla strada provinciale verso le Quattro Strade e dopo qualche centinaio di metri abbiamo imboccato, sulla destra, una sterrata in costante discesa verso il vallone di Bordonaro. La serata è particolarmente calda e qualcuno è rimasto solo con la maglietta. Luna in fase crescente, offuscata dalle nuvole, ma ottima visibilità su tutto il bellissimo Stretto e con la spettacolare vista del porto. Alle 21,40 siamo arrivati ad un’area attrezzata della Forestale dove c’è un tavolo con panche, il posto dove poter fare una grigliata, una fontana e una costruzione in buone condizioni, con il pavimento in terra battuta e un grande camino, chiusa con una porta di ferro, utilizzata per deposito di legna. Consumata la cena, innaffiata dal buon vino portato da Marcello e Carmelo, in una piacevole atmosfera di condivisione. Alle 22,25 abbiamo ripreso il cammino, tutto in salita, per tornare alle macchine, gli ultimi trecento metri di strada, diversa da quella percorsa all’andata sono stati in ripida salita, ma ci hanno condotto direttamente ai ruderi di Croce Cumia dove avevamo parcheggiato.Percorso complessivo di circa cinque chilometri. Arrivo a casa alle 24:00. qui alcune foto
Alberi monumetali
Happy recola Incontro con l’ispettorato forestale di Messina che ci relazionerà sulle mappe degli alberi monumentali del centro storico di Messina
Escursione al fiume Manghisi
5 maggio splendida giornata di soleEscursione al Fiume Manghisi insieme ad Architrekking del 5 maggio 2024.Appuntamento alle ore 7,00 all’ImmacolataPresenti : Marcello Aricò, Carlo Panzera, Carmelo Geraci, Franco Mastroeni, Mario Sibilla, Flavia De Carlo, Maria De Carlo, Saro Spadaro, Marcella De Francesco, Manuela Scarcella, Stefania Daví, Serena Policastro, Giuseppe Spanó, Francesco Pagano, Santinella Rotondo, Maria Luisa Inferrera, Sebastiano Occhino, Danila Castiglione, Daniela De Domenico, Gaetano Messina, Roberto Raco, Rosalba Fera, Marcella Fucile, Franco Privitera, Alberto Borgia, Maria Scandinaro + 26 associati ad Architrekking.Partenza alle ore 7,20 con il pullman di Giuntabus, arrivo al casello di Catania alle 8,15.Alle 8,40 sosta alla stazione di servizio di Lentini, prevista partenza alle 9,00, effettiva 9,15.Alle 9,40 uscita dall’autostrada allo svincolo per Canicattini Bagni e imboccata la mare monti. Arrivo al chilometro 16,5 della SS 289 Palazzolo – Noto alle 10,10 e alle 10,15 ci siamo messi in marcia in direzione Masseria degli ulivi. La presenza di tanti partecipanti faceva pensare sin dall’inizio ad una velocità di marcia sicuramente inferiore a quella prevista. Alberto è andato in testa alla colonna e Marcello chiudeva la fila. Superate le prime cave di pietra ancora attive di Serra Porcari, abbiamo imboccato la sterrata a sinistra passando davanti ad una bella casa isolata. Proseguendo siamo arrivati, alle 10,55, ad una pirera che al posto di uno desolante spettacolo di una cava abbandonata offre un panorama piacevole e inatteso: una sorta di enorme stagno sommerge per parecchi metri il fondo della cava, mentre grosse macchie di vegetazione si specchiano sulla sua superficie verde bottiglia. Le increspature di una leggera brezza e le vibrazioni luminescenti prodotte dal sole danno la sensazione che il luogo abbia una vita propria e il volo di decollo di un’anatra conferma questa impressione.Spostata la rete di delimitazione siamo entrati per affacciarci prudentemente dai suoi pericolosi bordi e fotografare da più vicino questo luogo bellissimo e inquietante. Per proseguire, poiché il sentiero originario, che si snoda tra muretti a secco é invaso completamente dalla vegetazione ed è impraticabile, abbiamo dovuto costeggiarlo passando in campi di seminativo tra vaste distese di margherite e pavaveri, la cui vista rallegra il cuore, e dopo una ventina di minuti siamo arrivati ad una chiusa e alla stradella asfaltata proveniente (da sinistra ) dalla frazione di Villa Vela. Seguendo la strada, che dopo pochi metri diventa sterrata e che per un tratto costeggia il muro a secco di recinzione di una fabbrica di lavorazione della pietra da taglio, dopo una curva a destra la trazzera si incassa in una stretta macchia di arbusti e il fondo, da soffice, diventa irregolare e roccioso fino a quando si giunge ad un bivio. Svoltando a sinistra ci si immette su un’altra sterrata dal fondo piano e regolare, fiancheggiata da alberi e arbusti, tra campi disabitati e fuori dal tempo, fino ad arrivare, alle 11,35, alla strada provinciale 4 per Avola Antica (la stessa che dopo qualche chilometro conduce alla località Belvedere, punto di accesso ai laghetti di Cava Grande del Cassibile).Oltrepassando la strada, sul lato destro, c’è una edicola votiva con l’immagine su piastrelle di cwramica di una Madonna con il bambino. Si imbocca, dopo avere aperto una chiusa, una piccola trazzera che taglia una campagna non meno solitaria della precedente e altrettanto suggestiva.Poco oltre, a sinistra, si erge una bellissima masseria restaurata con gusto, oggi chiusa e probabilmente utilizzata prevalentemente nei periodi estivi.Il sentiero continua, ma, subito dopo un filo spinato teso ad una altezza di circa un metro, diventa irregolare, stretto, roccioso, cinto da una fitta boscaglia fino a che si sopraggiunge davanti all’orlo di una grande gola, tortuosa e densa di verde.Da qui si vede la parete opposta su cui spicca la sagoma di una masseria.Il sentiero che scende si è trasformato in una stretta pista sassosa e irregolare che si incassa nella nuda roccia dei costoni, tra rigogliose macchie di vegetazione di specie diverse che costringe ad avanzare con cautela.Lentamente giungiamo in prossimità del fondo della cava e prendiamo la pista a destra che costeggia il fiume, non visibile a causa della lussureggiante vegetazione, fino ad arrivare, alle 12,20 ad un guado.Tolte scarpe e calze si entra nelle fresche acque del fiume e dopo una decina di metri si raggiunge la riva opposta.Il luogo è particolarmente bello e merita una visita approfondita, (nelle vicinanze c’è anche una chiesa rupestre del periodo bizantino), ma purtroppo il poco tempo a disposizione permette di proseguire tra la fitta vegetazione solo per poche centinaia di metri per raggiungere, superando un brevissimo tratto a strapiombo sul fiume, alle 13,00 circa, un profondo e ampio laghetto, ideale per fare i bagni in estate.Tornati indietro dalla stessa strada e riattraversato il guado, alle 13,30 riprendiamo il cammino, ma, invece di risalire dal sentiero che arriva all’edicola votiva, abbiamo seguito una trazzera più ampia che gradualmente sale di quota e permette di spaziare lo sguardo sulla ampia cava.Alle 13,50 raggiunta la strada che, a sinistra si collega alla provinciale n. 4 e alla Casa della Pompa. Presa la strada a destra, che dopo poche decine di metri, attraversata una alta recinzione metallica e un grande cancello entra nella proprietà del santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa.Un ripida e breve discesa con il fondo in cemento conduce, dopo una quindicina di minuti, sul fondo della cava. Anche qui gli scenari sono splendidi, il fiume scorre placidamente nel senso contrario da quello a valle perché fa un’ampia ansa intorno a una grande formazione rocciosa. Nella parte in cui si attraversa il fiume sopra una passerella, diverse rocce sono state scolpite ricavando originali mascheroni che contribuiscono a rendere “magico” un luogo unico dove la bellezza della natura dà un senso di pace e serenità.Purtroppo il luogo è accessibile anche con le auto e quando siamo arrivati c’erano due macchine parcheggiate e un terzo SUV è arrivato poco dopo. Fatta la sosta per consumare il pranzo sulla riva del fiume e per andare in giro. Dopo un po’ di riposo, alle 15,10 abbiamo affrontato la ripida salita. Arrivati all’ingresso della