29 aprile 2025Inizio del trekking sul Sentiero del Brigante, prima tappa ,da Gambarie ai Piani della Limina. Appuntamento con Carmelo Geraci alle 5,10, raggiunti al porto Stefania Davì e Antonio Zampaglione e preso il catamarano della Liberty Lines alle 5,30 ormeggiato a Reggio alle 6,00.Dopo dieci minuti siamo arrivati alla vicina fermata ATAM, accanto alla Ipercoop, e sulla panchina abbiamo trovato un tablet abbandonato. La biglietteria e il supermercato erano ancora chiusi e non sapendo a chi lasciarlo abbiamo iniziato la ricerca del proprietario. Alle 6,54 è passato l’autobus n.319, guidato dal signor Giovanni ( il nome lo aveva avuto Antonio dal suo collega che giorno 12 aprile ci aveva portati a Mammola) e alle 8,00 siamo arrivati al capolinea a Gambarie al Ritrovo Romeo . Qui abbiamo sostato per il caffè e per continuare la ricerca del proprietario del tablet.Ottenuta dalla segretaria di una scuola di Venetico , che avevamo contattato precedentemente perché avevamo trovato il numero sulla rubrica interna, l’indicazione della scuola Jerace di Polistena, dove pare che insegni la proprietaria, abbiamo cercato su internet il numero e abbiamo chiamato una impiegata dell’ufficio del personale alla quale abbiamo spiegato quanto accaduto lasciando il recapito telefonico di Alberto. Poco dopo la proprietaria del tablet, Emanuela Pirrone, rintracciata dalla collega , lo ha chiamato e inizialmente voleva conto e ragione del perché lo avessimo portato a Gambarie dove avrebbe avuto difficoltà per recuperarlo. L’autista del pullman non era disposto a prenderlo in custodia per riportarlo a Reggio , ma grazie alla disponibilità della proprietaria del locale abbiamo concordato che lo avremmo lasciato in custodia a lei.Nel frattempo un simpatico avventore , che aveva sentito il cognome della proprietaria, ha capito che si trattava della sorella di un suo amico che ha contattato telefonicamente , gli ha spiegato l’accaduto ed ha ritirato il tablet per consegnarglielo.Tutto sembrava risolto nella maniera migliore, ma poco dopo la proprietaria ha telefonato nuovamente ad Alberto e, con un tono piuttosto indisponente, si è lamentata perché non voleva avere contatti con il fratello. Mandata elegantemente a quel paese, siamo andati in una bottega locale, segnalata da Carmelo ieri, dove Antonio ha comprato un tipico panino con il quale ha fatto colazione. Seguendo le indicazioni che ci aveva fornito un dipendente della Forestale ci siamo mossi in direzione di Tre aie alla ricerca dell’inizio del sentiero n.100, ma una volta arrivati alla fontana con accanto un abete monumentale ci siamo resi conto che le informazioni erano errate e siamo tornati indietro.Sulla strada abbiamo Incontrato una macchina dei Carabinieri Forestali a cui abbiamo chiesto informazioni sul sentiero e la loro risposta ci ha un po’ spiazzati perché hanno detto che il sentiero è privo di manutenzione, con alberi caduti che intralciano il cammino e scarsamente segnalato. Giunti in piazza ci siamo accorti della presenza di una tabella che indicava l’inizio del sentiero dalla parte opposta a quella da cui venivamo e seguendola siamo arrivati , alle 10,45, nei pressi del lago Rumia.Non avendo trovato neanche da questa parte l’inizio del sentiero siamo tornati al Ritrovo di Gambarie e dopo aver scambiato due chiacchiere con la titolare e fatta una foto insieme, alle 11,45 abbiamo preso gli zaini e siamo tornati alla bottega dove abbiamo fatto preparare alcuni panini anche per chi ci avrebbe raggiunti più tardi. Seguendo il segnale sulla tabella postanella Piazza Mangeruca di Gambarie (m.1304) ci siamo nuovamente incamminati lungo la SP 3, in direzione lago Rumia .Dopo 550 m. circa, s’imbocca, sulla destra, il sentiero (inizialmente non di facile individuazione), contrassegnato da segnavia a strisce verticali di colore rosso-bianco-rosso con al centro , a volte,l’acronimo SB100 ( Sentiero Brigante) e da segnavia a strisce orizzontali bianco rosso poste sugli alberi a distanza di una ventina di metri una dall’altra. A questo punto ci siamo fermati per aspettare l’arrivo degli altri briganti che avevano preso il catamarano delle 10,0 e l’autobus che li ha portati a Gambarie alle 12,25. Alle 12,40 il gruppo, formato da Marcello Aricò, Filippo Cavallaro , Rosalba Fera, Giuseppe Finanze, Caterina Iofrida,Rosario Sardella e i Giuseppe Spanò, si è unito a noi e ci siamo messi in marcia per raggiungere il rifugio Il Biancospino ai Piani di Carmelia. Dopo un breve tratto rettilineo, la strada piega di 90° gradi a sinistra e prosegue nel Bosco di Gambarie (Terreni Rossi).Alle 12,57 abbiamo incrociato una fontana e alle 13,05 abbiamo iniziato la discesa che conduce , dopo una ventina di minuti, al Torrente Saltolavecchia ,( a quota 1352 metri.Tolte scarpe e calze abbiamo facilmente guadato la fiumara scattando le prime foto significative del percorso. Dalla sponda opposta si risale, per un breve tratto, fino alla strada interna Pidima-Quarti per circa 350 m., quindi s’imbocca, sulla destra, superando un dislivello di pochi metri, il sentiero che attraversa la faggeta a ridosso del Laghetto Rumia.Proseguendo in direzione Nord-Ovest e attraversando più di un ruscello, alle 13,35 abbiamo intersecato la strada asfaltata che si segue per un centinaio di metri fino a quando , sul lato destro , a una ringhiera in legno a protezione di alcuni gradini, si trova una tabella che indica la località Piani Quarti distante venti minuti .Si procede lungo il margine dei Piani, si piega a destra e, dopo un breve tratto in salita lungo una strada sterrata, si piega repentinamente a sinistra per immettersi nel sentiero che scende a zig-zag fino al ruscello che scorre lungo il Vallone delle Serre.Superato alle 14,05 il ponticello in legno sopra il ruscello ci siamo accorti che mancavano all’appello Giuseppe S., Giuseppe F., Stefania , Filippo e Rosario per cui Alberto è tornato indietro fino all’inizio della discesa per recuperarli.Arrivati al ponticello ci siamo associati a quelli che ci aspettavano e abbiamo fatto una sosta fino alle 14, 45 per consumare il pranzo. Riguadagnata quota abbiamo seguito il sentiero che s’insinua per un breve tratto nella boscaglia, fino a intercettare l’antica strada, in parte acciottolata, che sale, sulla destra, verso il bivio Nino Martino a quota 1351 metri , che abbiamo raggiunto alle 15,30 dopo aver attraversato, un quarto d’ora prima,

