29 aprile 2026 mercoledì Primo giorno Premessa Prima di iniziare i diari di questi cinque giorni di trekking, ritengo utile spiegare come è nata l’idea “Da Abakainon per un trekking stellare” riportando, tra virgolette, una serie di considerazioni fatte da Filippo, promotore e organizzatore dell’attività. “Per prima cosa la scelta del luogo. Negli anni impegnandoci a percorrere sentieri spesso molto impegnativi, mi sono reso conto che siamo una bella squadra e soprattutto non lasciamo indietro nessuno. Mi sono reso conto che con il passare del tempo le capacità motorie sono sempre più legate ai vari disturbi che il corpo di ognuno ha acquisito. So che purtroppo la ricerca scientifica non studia tutte le varie condizioni di salute o come le malattie si manifestano nelle varie popolazioni. Spesso quasi nulla si sa della persona in buona salute, nelle varie età della vita. Ciò che si studiano sono le malattie croniche o più diffuse. Questa mia conoscenza dopo il trekking del sentiero dei briganti dello scorso anno in Aspromonte mi ha convinto a proporvi una esperienza di trekking lungo ma dove i partecipanti possono essere monitorizzati dal punto di vista delle performance motorie. Dopo uno studio sulla fattibilità in due differenti località, ho proposto in assemblea Cammini da Abakainon. Circa 100 km da fare in 5 giorni tornando ogni sera nello stesso posto. Tripi Abakainon ci permette: – di essere alloggiati in camere di 3 o 4 posti, come nei rifugi o ostelli lungo i Cammini; – di avere uno spazio dove poter fare le valutazioni cliniche; – di avere una amministrazione collaborante. – di essere centrale rispetto ad altre municipalità collaboranti a Novara di Sicilia e Montalbano Elicona. Il sindaco di Tripi si è impegnato personalmente a condurre la trattativa di alloggio tipo ostello, colazione e mezza pensione con cestino da viaggio per il pranzo a sacco. Per questo riusciremo con 200 euro a persona a pernottare in camere con bagno da 3 o 4 letti, con cena, colazione e cestino da viaggio ogni giorno. Le valutazioni cliniche e motorie ci daranno più informazioni sul funzionamento del corpo di ognuno di noi, ma se comparate nei vari dati che possono essere rilevati possono darci più consapevolezza. BATTERIA COMPLETA DELLA VALUTAZIONE MOTORIA OBIETTIVO Valutare l’adattamento al trekking in soggetti adulti in termini di: • performance (velocità di cammino) • efficienza (fatica) • sintomi (dolore) • recupero • funzionalità globale • risposta biologica STRUTTURA TEMPORALE PRE-TREKKING (giorno 0) • Borg CR1 ROF • NRS dolore – [ ] Sleep NRS • Bess • 30s CST TUG HANDGRIP 6mwt • Esami ematici OGNI GIORNO (giorni 1–5) PRIMA DEL TREKKING • Pressione e Frequenza cardiaca ROF NRS dolore sleep NRS DOPO IL TREKKING Borg NRS dolore ROF 30s CST POST-TREKKING (fine giorno 5) Borg CR10 ROF NRS dolore Sleep NRS Bess 30s CST TUG HANDGRIP 6mwt Esami ematici Per la parte medico clinica legata alle modificazioni delle strutture e del loro funzionamento verremo filmati mentre facciamo i test o camminiamo e dovremo avere entro il 27 aprile gli esami del sangue di una serie di dosaggi. Ricordo che il Sindaco si è impegnato personalmente perché insieme gli operatori sanitari della locale struttura dell’Archeopalestra sono coinvolti nella gestione della logistica e nelle varie valutazioni che ci verranno proposte.” Dopo avere eseguito quanto previsto nello studio sopra descritto siamo partiti per il primo trekking di mercoledì 29 aprile che si è svolto nel territorio di Tripi. Appuntamento all’Immacolata alle 8,00. Presenti: Marcello Aricò, Carmelo Geraci, Rosalba Fera, Lucia Orlando, Antonio Zampaglione, Giusi Mandraffino, Angela Giuffrida, Pippo Finanze, Stefania Davì, Katia Tribulato, Filippo Cavallaro, Alberto Borgia. Partenza alle 8,20 ,uscita al casello di Falcone dove ci siamo incontrati con Pippo Carauddo, cugino di Francesco Pagano, che ci ha fatto da guida nel trekking di Liarusa e Teresa Pintaudi, una giovane dottoressa, ex allieva di Filippo, che camminerà insieme a noi e farà giornalmente i rilievi e i monitoraggi previsti . Alle 9,23 siamo arrivati a Campogrande, frazione di Tripi, all’hotel La Rosa dei Venti dove abbiamo lasciato tutti i bagagli in una camera e poi abbiamo proseguito fino al Museo di Tripi dove ci aspettavano per una visita che ha guidato Santino, volontario dell’ Archeoclub. Il Museo archeologico Santi Furnari di Tripi è sorto nel 2012 grazie alla generosità della famiglia Furnari che ha donato al Comune il palazzo ottocentesco che ne è l’attuale sede. Centro nevralgico della cultura storica di Tripi, è nato con l’intento di promuovere il patrimonio del piccolo borgo nel mondo ed è dotato di un Centro Multimediale, spazio destinato a mostre ed incontri sulla cultura e il territorio di Tripi. I materiali esposti provengono dalla selezione dei corredi funerari della necropoli di Contrada Cardusa che in atto ha restituito 154 sepolture. Le vetrine, dislocate su due piani espositivi, contengono reperti ceramici e oggetti di raffinata oreficeria. Tra questi spiccano una corona a foglie di mirto e una serie di anelli d’oro. Ci sono anche reperti provenienti dalla Stoà, quali un caduceo, diverse monete di varî periodi, coniate nella Zecca locale. In seguito, nel versante opposto della vallata di fronte alla necropoli è stata trovata traccia di mura imponenti per cui è stata effettuata una campagna di scavi che ha portato al ritrovamento di parte dell’ Agorà dell’antica Abakainon ma anche di uno scheletro umano, presumibilmente un pastore, risalente al medioevo e non all’ antichità che il sindaco ha chiamato Sikelio. Intorno alle 10,20 ci siamo spostati per andare a visitare il Castello di Tripi. Chiacchierando con la guida abbiamo saputo che la popolazione di tutto il Comune non supera gli ottocento abitanti, la maggior parte dei quali concentrata a Campogrande. A Tripi ci sono circa 130 residenti, nelle frazioni di Casale e San Cono una trentina. Nei tempi di massimo splendore a Tripi vivevano 5000 persone e c’erano ben 27 chiese. Una ventina di anni orsono si è sperimentata con successo la pratica
Concerto al Solstizio del 21 giugno 2026
CONCERTO AL SOLSTIZIO del 21 giugno 2026 all’Oasi San Francesco Sveglia alle 4,00, Carmelo ha smontato la propria tenda per fare spazio ai musicisti e poco per volta sono usciti dalle tende anche Carlo Panzera, Massimo Colica, Enza Voccio, Tonino Seminerio, Giusi Quartaronello, Alessia Seminerio mentre sono arrivati Antonio Zampaglione ,Caterina Iofrida ( che hanno dormito in camper) e Santino Cannavò, Paolo Bossa, Antonella Arena, Maurizio Inglese, Eros Giardina, Manuela Scarcella, Patrizia Galletta, Donatella Del Mastro, Patrizia Oliveri, Carmelo Sigillo, Ciccio Briguglio, Mario Sibilla, Giuseppe Spanò, Katia Parisi, Antonella Cardia e una dozzina di altre persone. Alle ore 5,00 è iniziato il concerto, con protagonisti: J’òutamà Duo Silvana Urso – arpa ,Carmelo Geraci – organetto diatonico Gianandrea Caruso – violino Rosalba Lazzarotto – voce Davide Colnaghi – attore Moreno Pio Mondì- attore Maria Grazia Celona- danzatrice Le note dell’arpa, del violino e dell’organetto, la voce e la narrazione si sono intrecciate con i suoni della natura in un’esperienza particolare che ha permesso di iniziare la giornata in modo diverso, concedendo uno spazio di ascolto, presenza e meraviglia condividendo il passaggio dalla notte al giorno, dal silenzio al suono, dall’attesa alla luce. Il Concerto è stata una esperienza unica che ha permesso agli astanti, affascinati dalla musica e dalla danza di rallentare, ascoltare e a lasciarsi sorprendere da ciò che accade quando la musica incontra il paesaggio. Questa è stata non solo un’alba che si è osservata, ma che si è anche vissuta. Come ha scritto Carmelo nella presentazione “Sono momenti in cui il tempo sembra rallentare e la natura torna a essere la misura di ogni cosa. Il silenzio del primo mattino. L’aria ancora fresca della notte. La luce dorata che precede il sorgere del sole. Una melodia che si innalza verso il cielo mentre il mondo si risveglia. in occasione del Solstizio d’Estate e della Giornata Internazionale della Musica, Aurora – Concerto al Solstizio, è un’esperienza che unisce arte, paesaggio e contemplazione in un incontro tra musica, parole e natura. Da questo luogo affacciato sui Colli Peloritani, lo sguardo si apre verso la Calabria e lo Stretto di Messina, offrendo uno dei panorami più emozionanti del territorio. Mentre il sole emerge dalle montagne calabre nel giorno più lungo dell’anno, musica e natura dialogheranno in un unico racconto.” Dopo il concerto, al termine dell’esibizione, l’Associazione ha offerto una semplice colazione con pane realizzato con grani antichi siciliani, marmellata e tè caldo creando un momento informale che ha permesso di incontrarsi, conversare e prolungare l’atmosfera dell’alba. Vista la bellissima e coinvolgente esperienza sarebbe bello poterla rivivere il prossimo anno. Di seguito le Riflessioni di Enza Voccio “Poesia, suoni e vibrazioni all’alba, tra i sussurri del bosco Ci siamo ritrovati lì, in quell’oasi che ormai sentiamo familiare. Le tende allestite sotto un cielo trapunto di stelle, la città che brulicava nel caos del sabato sera ai nostri piedi e, dall’altra parte dello Stretto, la “cugina” Calabria sembrava illuminata a festa. La brace era pronta, il tavolo animato da sorrisi e chiacchiere, il vino di produzione nostrana scaldava gli animi e l’ottima carne, insieme al buon cibo condiviso, faceva da cornice a un’allegria semplice, mai chiassosa, ma profondamente piacevole. Dopo cena, le chitarre e l’organetto hanno dato vita a una colonna sonora speciale: De André, Battisti e Battiato, stornelli calabresi e siciliani. Abbiamo canticchiato insieme, illuminati soltanto dalla luce discreta di una piccola torcia, mentre il bosco e i suoi abitanti sembravano assistere in silenzio, rispettosi spettatori di quella serata sospesa nel tempo. È già l’una di notte e la sveglia suonerà presto: il concerto ci aspetta. La tenda mi accoglie nel suo abbraccio dolce, amorevole e rassicurante e, questa volta, scivolo tra le braccia di Morfeo in un attimo. Alle 4:20 il silenzio viene interrotto dalla sveglia. È ancora buio, ma il discreto fermento degli strumentisti risveglia anche me, insieme a una piacevole eccitazione. È tutto pronto. Seduti su due tronchi ci sono gli interpreti. L’arpa incanta con la sua eleganza leggera. ll violino accarezza l’aria con melodie delicate. L’organetto scalda l’atmosfera con il fascino delle sue note antiche. Una dolce voce femminile intona canti siciliani, mentre una ballerina accompagna ogni suono con movimenti armoniosi e pieni di grazia. Quando il concerto inizia, l’alba è appena sbocciata. Il sole sorge davanti a noi tra le fronde degli alberi e dipinge lo Stretto e la città di sfumature rosate e dorate, come un regista perfetto che cura ogni dettaglio della scena. Gli uccellini si uniscono spontaneamente alle melodie lente e suggestive; una brezza leggera ci sfiora il viso e il bosco risponde con il delicato fruscio delle sue foglie. Dietro gli artisti, due alberi intrecciano i loro rami. Sembrano due innamorati affacciati sullo Stretto e, in quel momento, danno l’impressione di essere lì anche loro ad ascoltare. L’arpa e l’organetto si fondono in una melodia avvolgente, il violino li accompagna con dolcezza e gli interpreti conquistano il cuore di tutti. Che incanto. Che suggestione. Che poesia. Noi spettatori restiamo immobili, in un silenzio quasi sacro, desiderosi di assaporare senza interruzioni ogni istante di quella magia. Un’ora di autentica ipnosi collettiva, catturati dall’abbraccio del bosco, dalla luce dell’alba e dalle vibrazioni delicate di ogni strumento. Al termine, ci ritroviamo tutti insieme a condividere una semplice e gustosa colazione a base di pane e marmellata. Abbiamo dormito poco e la sveglia è suonata molto prima del solito, ma sui volti di tutti si legge la stessa espressione: felicità, soddisfazione e una profonda gratitudine per quanto vissuto. Un ringraziamento speciale e sincero all’associazione Re Colapesce e a tutti gli artisti che hanno saputo trasformare un’alba nel bosco in un’esperienza carica di emozioni difficili da raccontare. Grazie❤️” Diario redatto con testi scritti da Carmelo Geraci


