Trekking notturno del 13 marzo 2026 con fagiolata
Appuntamento all’Immacolata alle 20,00.
Presenti: Marcello Aricò, Filippo Cavallaro, Matteo Lorefice, Francesco Pagano, Sebastiano Occhino, Carmelo Geraci, Carmelo Sigillo, Ciccio Briguglio, Chiara Calarco, Bruno Porcari( new entry), Alberto Borgia. Chiamata Angela Giuffrida che si era iscritta e non è riuscita a venire.
Formazione degli equipaggi e partenza alle 20,10.
Arrivati a Musolino alle 20,40 ci siamo incontrati con Maria De Carlo e Giuseppe Finanze.
Marcello e Carmelo G. si sono fermati sull’area attrezzata per accendere il fuoco e riscaldare i fagioli e il vin brulè, gli altri, alle 21,00 circa si sono messi in cammino in direzione forte Campone.
La serata è bella, non fa freddo, l’aria è ferma e tra i fitti alberi del bosco si intravedono brillare le stelle nella notte senza luna.
Dopo una decina di minuti si cominciano a vedere i tronchi di numerosi alberi tagliati in grossi pezzi e spostati ai lati della strada per sgomberarla e renderla percorribile.
Sono quelli che sono stati scalzati dalle radici o spezzati nel corso della tempesta di vento dello scorso mese.
Continuando in leggera discesa, accompagnati dal verso delle cucche , alle 21,20, abbiamo superato i resti di un rudere sul lato sinistro della strada e alle 21,27 siamo arrivati al cancello di accesso del resort di Musolino dove ci siamo ricompattati e abbiamo ripreso la via del ritorno.
Il cielo era terso e la comitiva aveva gambe forti e cuore grande.
Filippo ci ha dettagliatamente parlato di Saro Cucinotta, personaggio praticamente sconosciuto , oggetto del trekking urbano di martedì scorso.
Nacque a Messina nel 1831, a dieci anni fu mandato a bottega in una tipografia dove si accorsero della sua particolare abilità nel disegnare e grazie alla protezione di una nobildonna entrò giovanissimo all’università a frequentare i corsi tenuti da Tommaso Aloisio Juvara.
In gioventù partecipò alla Primavera dei popoli del 1848 e si innamorò, non corrisposto, di Concetta Aspa una ragazza messinese figlia del maestro di musica Mario Aspa, e lei stessa musicista.
Il sentimento amoroso, durato per tutta la vita e non corrisposto trovò sfogo artistico in versi romantici pubblicati postumi.
Dopo i falliti moti del 1848, partecipò agli scontri che portarono alla conquista del forte Real Basso e poi fu feritonell’assalto al porto franco.
Intorno al 1850 si trasferì a Napoli e divenne assistente del suo maestro, direttore della scuola napoletana di incisione.
Cucinotta, con l’enigmatico pseudonimo di Ciarusarvangadàrsana, esordì come critico d’arte tenendo la rubrica “Passeggiate artistiche” in una rivista napoletana di politica, letteratura, scienze, arti e commercio.
Verso la fine del 1866 si trasferì a Parigi dove continuò il suo lavoro di incisore. Durante la Comune di Parigi fu fucilato il 21 maggio 1871. Non si sa se partecipò attivamente alla rivolta o se fu un soccorritore della nascente Croce Rossa francese in cui aveva lavorato.
Alle 22,10, sollecitati anche da un messaggio di Marcello, che ci informava che la zuppa era pronta, siamo arrivati ai tavoli dell’area attrezzata che Marcello e Carmelo G. avevano apparecchiato.
Nella solita atmosfera conviviale abbiamo fatto onore alla squisita zuppa di fagioli, con le tenerissime cotiche di maiale,già pronta nei piatti e gustata insieme ai crostini.
Filippo ha distribuito ottimi pezzetti di tuma aromatizzata con olio al tartufo che però non sono stati apprezzati da qualcuno.
Il vin brulè, preparato da Antonella Arena, ha accompagnato la piacevole cena.
Percorso complessivo di poco più di quattro chilometri.
Rientro a casa intorno alle 23,40.
Appuntamento all’Immacolata alle 20,00.
Presenti: Marcello Aricò, Filippo Cavallaro, Matteo Lorefice, Francesco Pagano, Sebastiano Occhino, Carmelo Geraci, Carmelo Sigillo, Ciccio Briguglio, Chiara Calarco, Bruno Porcari( new entry), Alberto Borgia. Chiamata Angela Giuffrida che si era iscritta e non è riuscita a venire.
Formazione degli equipaggi e partenza alle 20,10.
Arrivati a Musolino alle 20,40 ci siamo incontrati con Maria De Carlo e Giuseppe Finanze.
Marcello e Carmelo G. si sono fermati sull’area attrezzata per accendere il fuoco e riscaldare i fagioli e il vin brulè, gli altri, alle 21,00 circa si sono messi in cammino in direzione forte Campone.
La serata è bella, non fa freddo, l’aria è ferma e tra i fitti alberi del bosco si intravedono brillare le stelle nella notte senza luna.
Dopo una decina di minuti si cominciano a vedere i tronchi di numerosi alberi tagliati in grossi pezzi e spostati ai lati della strada per sgomberarla e renderla percorribile.
Sono quelli che sono stati scalzati dalle radici o spezzati nel corso della tempesta di vento dello scorso mese.
Continuando in leggera discesa, accompagnati dal verso delle cucche , alle 21,20, abbiamo superato i resti di un rudere sul lato sinistro della strada e alle 21,27 siamo arrivati al cancello di accesso del resort di Musolino dove ci siamo ricompattati e abbiamo ripreso la via del ritorno.
Il cielo era terso e la comitiva aveva gambe forti e cuore grande.
Filippo ci ha dettagliatamente parlato di Saro Cucinotta, personaggio praticamente sconosciuto , oggetto del trekking urbano di martedì scorso.
Nacque a Messina nel 1831, a dieci anni fu mandato a bottega in una tipografia dove si accorsero della sua particolare abilità nel disegnare e grazie alla protezione di una nobildonna entrò giovanissimo all’università a frequentare i corsi tenuti da Tommaso Aloisio Juvara.
In gioventù partecipò alla Primavera dei popoli del 1848 e si innamorò, non corrisposto, di Concetta Aspa una ragazza messinese figlia del maestro di musica Mario Aspa, e lei stessa musicista.
Il sentimento amoroso, durato per tutta la vita e non corrisposto trovò sfogo artistico in versi romantici pubblicati postumi.
Dopo i falliti moti del 1848, partecipò agli scontri che portarono alla conquista del forte Real Basso e poi fu feritonell’assalto al porto franco.
Intorno al 1850 si trasferì a Napoli e divenne assistente del suo maestro, direttore della scuola napoletana di incisione.
Cucinotta, con l’enigmatico pseudonimo di Ciarusarvangadàrsana, esordì come critico d’arte tenendo la rubrica “Passeggiate artistiche” in una rivista napoletana di politica, letteratura, scienze, arti e commercio.
Verso la fine del 1866 si trasferì a Parigi dove continuò il suo lavoro di incisore. Durante la Comune di Parigi fu fucilato il 21 maggio 1871. Non si sa se partecipò attivamente alla rivolta o se fu un soccorritore della nascente Croce Rossa francese in cui aveva lavorato.
Alle 22,10, sollecitati anche da un messaggio di Marcello, che ci informava che la zuppa era pronta, siamo arrivati ai tavoli dell’area attrezzata che Marcello e Carmelo G. avevano apparecchiato.
Nella solita atmosfera conviviale abbiamo fatto onore alla squisita zuppa di fagioli, con le tenerissime cotiche di maiale,già pronta nei piatti e gustata insieme ai crostini.
Filippo ha distribuito ottimi pezzetti di tuma aromatizzata con olio al tartufo che però non sono stati apprezzati da qualcuno.
Il vin brulè, preparato da Antonella Arena, ha accompagnato la piacevole cena.
Percorso complessivo di poco più di quattro chilometri.
Rientro a casa intorno alle 23,40.




