Preescursione a Monte Ciccia del 21 gennaio 2024

Preescursione a Monte Ciccia del 21 gennaio 2024

21 gennaio sole e vento

Preescursione a Monte Ciccia del 21 gennaio 2024. Partecipanti Carlo Panzera, Carmelo Geraci, Alberto Borgia. Poiché la ciaspolata programmata per oggi è stata annullata per mancanza di neve, ci siamo dati appuntamento alle 8,00 all’Immacolata e abbiamo raggiunto in macchina Portella Castanea.
Alle 8,20 imboccata la strada di fronte alla Pitoneria verso monte Ciaramellaro. Il primo tratto, con il fondo in cemento, per alcune centinaia di metri è in ripida salita, poi, sempre in salita il fondo è sterrato e in molti tratti danneggiato dal transito delle moto da cross. Si costeggiano una serie di costruzioni in muratura abbandonate, utilizzate fino agli anni 80 dello scorso secolo dai cacciatori come postazioni per sparare ai falchi pecchiaioli (adorni) che ogni anno, nel periodo della migrazione, tra fine aprile e metà maggio, insieme a numerose altre specie di uccelli migratori volteggiano in  cielo, in attesa di trovare l’ adeguata corrente ascensionale necessaria per attraversare lo Stretto.
Dopo circa mezz’ora siamo arrivati ad un bivio. La strada a destra, in discesa, costeggia monte Tidora   e conduce  al forte San Jachiddu o a Ciaramita.Il ramo a sinistra, in ripida salita, dopo un centinaio di metri arriva alla cima di monte Ciccia dove si trova un pilone dell’alta tensione e si sente il ronzio della corrente che scorre nei cavi. Sotto il pilone c’è quello che resta di un albero bruciato dalle fiamme dell’incendio che ha devastato le pendici delle montagne. Lungo la strada il panorama è splendido, da una parte si gode l*insuperabile vista dello Stretto da nord a sud , con la Falce del porto e tutta la città e dall’ altra la vista spazia sul golfo e il capo Milazzo, Dinnammare e la catena dei Peloritani , le isole Eolie e le Calabrie.
Proseguendo in discesa, con il fondo stradale in pessime condizioni per quasi un centinaio di metri, a destra si trova il sentiero che conduce a Pizzo Carbonaro, dove sono posizionati una serie di ponti radio visibili anche dalla città.
Prendendo a sinistra un sentiero battuto dalle moto da cross si ritorna alla strada percorsa in precedenza in salita e quindi al parcheggio. Lunghezza complessiva di circa cinque chilometri percorsi in circa due ore e mezza (incluse le numerose deviazioni e soste nei punti panoramici).
Il percorso si presta ad un trekking notturno in primavera o in estate.
 

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